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Editoriale
Organizzare e ospitare la Seconda Conferenza
nazionale delle Aree Protette da parte della Regione
Piemonte è, come usa dire, un onere ed
un onore. L'onere sta ovviamente nelle risorse
umane ed economiche che vanno messe in campo per
un impegno di questa importanza. Ma la nostra
Regione ha da sempre fatto confluire sulle tematiche
ambientali e della difesa della natura quanto
era utile e necessario in termini di risorse ed
intelligenze. Lo confermano il nostro sistema
di parchi, la loro pianificazione, il loro funzionamento
e il loro inserimento nelle politiche di promozione
del territorio del Piemonte.
Forse proprio in questa "tradizione"
sta l'onore ma anche l'impegno perché non
sia un impegno di "luce riflessa" per
quanto si è fatto. L'occasione è
particolarmente significativa per dare all'impianto
delle Regioni ed a quello nazionale della rete
di protezione della natura nuova linfa di idee,
di immagine e di contenuti. Rinnovare e ampliare
la mission dei parchi. Migliorare e accrescere
non soltanto il loro ruolo di "presidio"
del territorio, ma potenziarne il ruolo propositivo
e culturale. Vivere in equilibrio con l'ambiente,
e il mondo naturale in generale, si è fatto
in questi anni sempre più complesso e difficile.
La necessità al doveroso sviluppo economico
e sociale preme talvolta per operare senza le
dovute cautele rispetto ad un bene, l'ambiente,
la cui rilevanza, purtroppo, rischia di diventare
importante quando la situazione si fa critica.
La natura, inesorabile, non perde occasione per
ricordarci la propria forza, il proprio volto
dirompente quando errori, omissioni o facilonerie
la feriscono od ignorano.
Ma l'impegno preso in sintonia con il Ministero
dell'Ambiente per organizzare questa grande occasione
di confronto tra governo centrale, Regioni e le
singole aree protette è un'occasione che
non volevamo mancare proprio per l'attenzione
e l'impegno profuso in questi anni al riguardo.
Sovente raccogliamo, in Italia e all'estero, consensi
sulla nostra politica delle aree protette, sulla
rete che abbiamo realizzato, su come funziona
il sistema. Ovviamente ne siamo lieti, ma proprio
in forza di questi riconoscimenti, ci sentiamo
particolarmente impegnati alla riuscita di questa
occasione per crescere ancora e con noi far crescere
altre realtà. Senza aver la pretesa di
insegnare nulla ad alcuno, ma in un costante e
corretto rapporto di collaborazione con le altre
amministrazioni e realtà locali.
Il Piemonte e Torino, come l'affidamento dei Giochi
Olimpici del 2006 conferma, negli ultimi anni
catalizzano grandi occasioni che costituiscono
anche sfide organizzative e culturali. Non è
un caso: ci proponiamo e godiamo in ambito nazionale
ed internazionale, di maggiori crediti. Anche
in questa occasione pensiamo sia una preziosa
occasione per organizzare non soltanto una "bella
manifestazione" ma per dare un contributo
di esperienza e di cultura di cui siamo orgogliosi.
Enzo Ghigo presidente Regione Piemonte
Ugo Cavallera, assessore ambiente Regione Piemonte
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