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Mensile di informazione e divulgazione naturalistica
 
numero corrente
n° 121

Anno XVII N. 9
Novembre 2002
Copertina Rivista, particolare

EDITORIALE
Si spengono le luci, tacciono le voci
PARCHI ITALIANI
Risultati controversi
a Torino

DIDATTICA
La rana, il riccio
e l'arca di Noé

BOTANICA&PITTURA
Bartolomeo Bimbi
TRADIZIONI
"Po bulì" il pane nero
ANIMALI TOTEMICI
Bisonte, il messaggero
UOMO, MEMORIA, TERRITORIO
I mestieri dell'esodo
Un ambulante originale: "l'anciuìe"
di Celle Macra

Umbrela, umbrelè
Uomini e bricolle
Sant'Eligio: la festa
dei mulattieri di Tenda
AMBIENTI
Canarie,
ultimo lembo d'Europa

PARCHI PIEMONTESI
Il lupo e l'elefante
ORNITOLOGIA E CINEMA
Il popolo migratore
SENTIERI PROVATI
A Tenda,
sui sentieri francesi

AVVISI AI NAVIGANTI
Da Johannesburg al Monte Rosa

I Parchi del Piemonte > Piemonte Parchi n° 121
EDITORIALE di Gianni Boscolo

Si spengono le luci, tacciono le voci

"…e nel buio senti sussurrar…"(Celentano anni '60) che è successo a Torino alla Seconda Conferenza dei parchi? Di tutto e di più, direbbe la Rai. Stand letteralmente saccheggiati per improponibili gadget o libri che verranno letti soltanto da cultori della materia, magliette, ciondoli e cotillons. Un'orgia consumistica da cui ci illudevamo essere estranei. E poi, naturalmente, dibattiti, relazioni, interventi politici e relative polemiche.

Alcuni di alto profilo e contenuto, altri degni delle chiacchiere da "bar Sport". Contrapposizioni preconcette costruite sulla caricatura delle idee non condivise. Discussioni di "lana caprina". Tipo "viene prima l'uovo o la gallina?". Tradotto per il mondo della protezione: prima l'uomo o l'animale, l'uomo e l'animale, l'animale e poi l'uomo? 1,2,X?

Ad un mese dalla kermesse torinese cosa si è "depositato"? Sicuramente il ruolo centrale, ed essenziale per il futuro, delle Regioni. "Un ruolo, come ha detto e scritto l'assessore Cavallera, di cui non vogliamo nascondere anche qualche ombra, ma che ha permesso in questi ultimi dieci anni di portare il territorio protetto in Italia dal 3 al 9,9 % (oltre il 50% delle aree protette italiane è stato istituito dalle Regioni)". In particolare della nostra. Regione "di riferimento" per le altre, per storia e continuità di gestione delle aree protette, tesa anche a Torino ad impedire banalizzazioni, derive neocentraliste, e per la prosecuzione del dialogo tra le componenti istituzionali, associazioni ambientaliste e organizzazioni di categoria.

E poi quello di Federparchi. Altrettanto fondamentale per come continuerà ad accompagnare questa rotta con la forza che le deriva dall'essere espressione dei parchi, del loro lavoro, della loro cultura, come conferma la piattaforma dei dieci punti di cui parliamo all'interno.

E i parchi? Senza macchia e senza colpe? No, responsabili. Almeno di omissioni. Responsabili se talvolta il ministero pare parlare "di un'altra partita", di un altro film. Devono attivarsi perché le ombre (che esistono, sbagliato e controproducente, negarle) non vengano del tutto fugate. Responsabili se le associazioni surrogano o riprendono, talvolta deformandola, la loro voce. Responsabili quando il mondo dell'informazione sembra scrivere sui parchi come di un mondo alieno, sconosciuto.

Gli avversari dei parchi hanno utilizzato al Lingotto di Torino la chiacchiera da bar, superficiale e disinformata. Contrastarla, ovunque provenga, non sarà il toccasana assoluto ma certo aiuterà a fare chiarezza nel ridondante brusio di fondo che ci assorda.


Piemonte Parchi
Servizio a cura del Settore Pianificazione aree protette
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