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Da Johannesburg al Monte
Rosa
Dieci anni dopo il grande summit della Terra
tenutosi a Rio de Janeiro (Brasile), dal 26 agosto
al 4 settembre si è svolto a Johannesburg
(Sudafrica) il vertice mondiale per lo sviluppo
sostenibile. Al centro del dibattito argomenti
relativi ad acqua, aria, terra coltivabile, energia,
biodiversità e salute umana. In altri termini,
agli ingredienti essenziali alla vita: un prezioso
cocktail messo pesantemente a rischio da industrializzazione
e globalizzazione selvagge, da uno stile di vita
che minaccia il futuro del pianeta. Nel sito ufficiale
realizzato dalle Nazioni Unite, all'http://www.johannesburgsummit.org:
il rapporto dell'ONU sui "diritti della Terra"
(stilato dal sottosegretario Nitin Desai, responsabile
del summit, è stato il canovaccio su cui
si sono basate le trattative) e parecchi materiali
preparatori alle nove giornate di lavori o da
esse scaturiti.
In vista del summit il Wwf aveva preparato (insieme
ad altri documenti) un grande piano per la gestione
dei fiumi nel mondo, "fondamentali per l'esistenza
quotidiana di miliardi di persone". Articolata
in 7 punti, la ricetta del Wwf è in rete
all'http://www.wwf.it/news/982002_2477.asp,
compresa in un rapporto che "presenta un
approccio innovativo nella gestione dei bacini
fluviali come elemento cardine per destinare ad
un uso sostenibile le limitate risorse mondiali
d'acqua dolce". Il rapporto stesso, infatti,
mostra che "tutti insieme i 261 fiumi transfrontalieri
presenti in tutto il mondo drenano il 45% della
superficie terrestre, costituiscono l'80% del
flusso d'acqua dei fiumi per volume ed intorno
ad essi abita il 40% della popolazione mondiale".
Altre pagine "italiane" sul summit di
Johannesburg (tra cui una "Guida ai temi
da trattare e alle risposte da dare") si
trovano all'indirizzo http://www.wwf.it/summit/
e, in inglese, all' http://www.panda.org/wssd/.
La mappa del WWF sui bacini fluviali a rischio
nel mondo è invece reperibile all'http://www.panda.org/livingwaters/pubs.
Il principale sistema fluviale della penisola
italiana è costituito dal Po e dai suoi
affluenti. Un indirizzo utile, al proposito, è
senz'altro http://www.ilfiumepo.net/:
chi si interessa del maggior fiume di casa nostra
vi troverà descrizione, portata, degrado
ambientale etc ed un buon corredo di fotografie.
E' in costruzione, inoltre, una sezione in cui
saranno raccolte le "Storie" di chi
vuole raccontare il suo Po.
Per rimanere in tema di acqua, elemento prezioso
e bene comune dell'umanità, due siti in
cui trovare un copioso assortimento di materiali.
All'http://digilander.iol.it/cicloacqua/index.htm
si può dare un'occhiata ai progetti realizzati
da due scuole materne e da una scuola elementare
di Rimini. Quest'ultima mette a disposizione notizie
di carattere soprattutto scientifico (dalla composizione
chimica ai tre stati di aggregazione, dal ciclo
naturale al problema dell'inquinamento), insieme
con una serie di giochi, un po' di storia ed una
piccola "Antologia" (si va dalla poesia
"Fiumi" di Giuseppe Ungaretti o dal
manzoniano "ramo del lago di Como" fino
alla canzone di Alex Britti su "La vasca").
"Un contratto mondiale per l'acqua"
è in rete all'http://www.cipsi.it/contrattoacqua/,
dove sono rintracciabili articoli, documenti,
approfondimenti, storia, attività e campagne
del comitato internazionale che lotta perché
tutti abbiano accesso all'acqua potabile. Sono
attivi anche un forum di discussione e la mailing
list, e non manca un elenco di utili collegamenti
ad altri siti.
In ultimo ho curiosato un po'anche nel sito "Geological
Web" (http://www.geologicalweb.com/),
dove - cliccando sulla voce "Articoli"
- si trova fra l'altro uno studio di Paolo Piccini
intitolato "Indren: glacialismo del ventesimo
secolo". Consiglio di fare altrettanto a
tutti coloro che, per dirla con le parole del
lettore che mi ha segnalato lo studio in questione,
sono "affascinati dal mondo dei ghiacciai
e desiderano approfondire le proprie conoscenze
su tale ambiente nonché l'impatto e le
conseguenze che le sue modificazioni". L'analisi
sul ghiacciaio dell'Indren sul Monte Rosa, infatti,
è "precisa, accurata, scientificamente
corretta, chiara ed esauriente". Corredata
di un'interessante parte storica e di belle fotografie
(nonché di disegni, tabelle etc), si rivela
un valido strumento per capire l'evoluzione e
lo stato attuale e per gettare uno sguardo sul
futuro del ghiacciaio.
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