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numero
corrente
n° 121
Anno XVII N. 9
Novembre 2002 |
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Un ambulante originale:
"l'anciuìe" di Celle Macra
L'"anciuìe" era il venditore ambulante
di pesce di mare che riforniva il nord dell'Italia,
e proveniva da quella particolare vallata alpina
cuneese che è la Valle Maira.
Gli "anciuìe" partivano appena
terminati i lavori agricoli, soprattutto in settembre.
Si andava a piedi fino a Dronero, poi si prendeva
il treno fino al luogo di destinazione: gli abitanti
di Celle Macra erano soliti dirigersi verso il Milanese;
quelli di Paglieres e Soglio (di Celle Macra) verso
Torino; quelli di Santa Margherita verso l'Astigiano.
Pare che qualcuno da Celle Macra si recasse talvolta
anche in Francia.
"L'anciuìe" non vendeva solo acciughe,
ma anche merluzzo, saracche, sardine, aringhe e
qualche volta tonno. Si rifornivano o direttamente
al porto di Genova, oppure da un grossista che vendeva
il pesce in grossi centri di distribuzione vicino
alle zone di mercato. Puzzolenti per i propri abiti
a contatto con il pesce, gli "anciuìe"
raccontavano che, quando ritornavano a casa in treno
a fine stagione, non avevano problemi per trovare
posto a sedere, perché le persone presenti
nello scompartimento ne uscivano all'istante, asfissiate
dall'odore. Il mestiere dell'"anciuìe"
era da tutti considerato piuttosto redditizio, naturalmente
per chi lavorava in proprio, ma profitti molto elevati,
eccetto alcuni sporadici casi, furono possibili
solo dopo l'ultima guerra, quando il mestiere si
trasforma, e il venditore ambulante, diventa commerciante
di generi alimentari vari. |
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