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I limiti dello sviluppo
- Trent'anni dopo
Pubblicato nel 1972, fu il primo studio scientifico
che documentava l'insorgere della questione ambientale
in termini globali.
Poche righe, ma da incubo.
"Nell'ipotesi che l'attuale linea di sviluppo
continui inalterata nei cinque settori fondamentali
(popolazione, industrializzazione, inquinamento,
produzione di alimenti, consumo delle risorse
naturali) l'umanità è destinata a raggiungere
i limiti naturali dello sviluppo entro i prossimi
cento anni.
Il risultato più probabile sarà un improvviso,
incontrollabile declino del livello di popolazione
e del sistema industriale".
Firmato: mica Isaac Asimov, ma nientemeno che
il Massachusetts Institute of Tecnology, blasonatissimo
astro dell'empireo della ricerca scientifica americana.
Correva l'anno 1972 e la previsione si abbatte
come un fulmine nel ciel sereno di un mondo fino
ad allora in fiduciosa e suicida corsa verso le
proprie "magnifiche sorti e progressive".
La contiene The Limits to Growth, il primo rapporto
del Club di Roma, fondato quattro anni prima dall'italiano
e piemontese Aurelio Peccei, assieme a premi Nobel,
leader politici e intellettuali.
Il Club, prestigioso cenacolo di pensatori dediti
ad analizzare i cambiamenti della società contemporanea,
si chiama così perché la prima riunione avviene
nella capitale, presso la sede dell'Accademia
dei Lincei alla Farnesina. Lo studio per la prima
volta definisce con chiarezza i limiti fisici
alla moltiplicazione del genere umano e alla sua
attività materiale sul pianeta.
The Limits of Growth è una specie di bomba, l'impressione
negli ambienti scientifici e sull'opinione pubblica
è enorme. Seguono 27 edizioni internazionali (già
pochi mesi dopo l'edizione originale) e un successo
di vendite che si misura in qualcosa come 12 milioni
di copie. Il mondo è a rischio, e ora lo sa.
Attualmente presieduto dal principe di Giordania
El Hassan bin Talal, il Club di Roma resta un'organizzazione
esclusiva che conta tra i suoi membri personalità
come Victor A.Sadovnichy, rettore dell'Università
di Mosca, il professor Umberto Colombo, il leader
politico portoghese Mario Soares.
La sede è ad Amburgo (www.clubofrome.org).
In Italia presso il Wwf ha sede la Fondazione
Aurelio Peccei (tel. 06/844971), che organizza
annualmente una Lecture: a quella del 2001, tenutasi
in Campidoglio a Roma, l'ospite era l'ecologo
americano Lester Brown.
Sempre il Wwf ha intitolato a Peccei il proprio
Centro di educazione ambientale di Orbetello.
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