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Mensile di informazione e divulgazione naturalistica
 
numero corrente
n° 119

Anno XVII N. 6
Agosto/Settembre 2002
Copertina Rivista, particolare

EDITORIALE
Sentieri, viottoli, mulattiere...
PARCHI PIEMONTESI
Barraggia, ultimo incolto padano
PARCHI PIEMONTESI
La lontra del Ticino
C'era. E' sparita, ora è tornata

L'ITALIA DEI PARCHI SI INCONTRA
Seconda Conferenza nazionale Aree naturali protette
RICERCA
Il "Radeau des Cimes",
un'appassionante avventura umana e scientifica

BOTANICA
Alberi nostri nemici?
BOTANICA
Orchidee, passione sfrenata
RIFIUTI
Prossima stazione: Leonia
ANIMALI E LETTERATURA
Il meraviglioso bestiario di Marco Polo
ANIMALI TOTEMICI
Cervo, la morte come dono di vita
VALLI OLIMPICHE
Il faro di San Michele
tra angeli e pellegrini

TURISMO RELIGIOSO
Viaggiare per fede
ANNO INTERNAZIONALE DELLE MONTAGNE
In cammino con Maria Maddalena
ANNO INTERNAZIONALE DELLE MONTAGNE
Architettura ed ambiente,
la modernizzazione delle Alpi

AMBIENTI
La Vena del Gesso romagnola, un parco mai nato, o finora mancato
SVILUPPO
Il rapporto del club di Roma trent'anni dopo
DAL MONDO DELLA RICERCA
Attenzione al gabbiano corso
AVVISI AI NAVIGANTI
E' tempo di vacanze!

I Parchi del Piemonte > Piemonte Parchi > n° 119
  di Giulio Ielardi

I limiti dello sviluppo - Trent'anni dopo

Pubblicato nel 1972, fu il primo studio scientifico che documentava l'insorgere della questione ambientale in termini globali.

Poche righe, ma da incubo.
"Nell'ipotesi che l'attuale linea di sviluppo continui inalterata nei cinque settori fondamentali (popolazione, industrializzazione, inquinamento, produzione di alimenti, consumo delle risorse naturali) l'umanità è destinata a raggiungere i limiti naturali dello sviluppo entro i prossimi cento anni.
Il risultato più probabile sarà un improvviso, incontrollabile declino del livello di popolazione e del sistema industriale".

Firmato: mica Isaac Asimov, ma nientemeno che il Massachusetts Institute of Tecnology, blasonatissimo astro dell'empireo della ricerca scientifica americana.
Correva l'anno 1972 e la previsione si abbatte come un fulmine nel ciel sereno di un mondo fino ad allora in fiduciosa e suicida corsa verso le proprie "magnifiche sorti e progressive".
La contiene The Limits to Growth, il primo rapporto del Club di Roma, fondato quattro anni prima dall'italiano e piemontese Aurelio Peccei, assieme a premi Nobel, leader politici e intellettuali.

Il Club, prestigioso cenacolo di pensatori dediti ad analizzare i cambiamenti della società contemporanea, si chiama così perché la prima riunione avviene nella capitale, presso la sede dell'Accademia dei Lincei alla Farnesina. Lo studio per la prima volta definisce con chiarezza i limiti fisici alla moltiplicazione del genere umano e alla sua attività materiale sul pianeta.

The Limits of Growth è una specie di bomba, l'impressione negli ambienti scientifici e sull'opinione pubblica è enorme. Seguono 27 edizioni internazionali (già pochi mesi dopo l'edizione originale) e un successo di vendite che si misura in qualcosa come 12 milioni di copie. Il mondo è a rischio, e ora lo sa.

Attualmente presieduto dal principe di Giordania El Hassan bin Talal, il Club di Roma resta un'organizzazione esclusiva che conta tra i suoi membri personalità come Victor A.Sadovnichy, rettore dell'Università di Mosca, il professor Umberto Colombo, il leader politico portoghese Mario Soares.

La sede è ad Amburgo (www.clubofrome.org). In Italia presso il Wwf ha sede la Fondazione Aurelio Peccei (tel. 06/844971), che organizza annualmente una Lecture: a quella del 2001, tenutasi in Campidoglio a Roma, l'ospite era l'ecologo americano Lester Brown.
Sempre il Wwf ha intitolato a Peccei il proprio Centro di educazione ambientale di Orbetello.

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