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Mensile di informazione e divulgazione naturalistica
 
numero corrente
n° 119

Anno XVII N. 6
Agosto/Settembre 2002
Copertina Rivista, particolare

EDITORIALE
Sentieri, viottoli, mulattiere...
PARCHI PIEMONTESI
Barraggia, ultimo incolto padano
PARCHI PIEMONTESI
La lontra del Ticino
C'era. E' sparita, ora è tornata

L'ITALIA DEI PARCHI SI INCONTRA
Seconda Conferenza nazionale Aree naturali protette
RICERCA
Il "Radeau des Cimes",
un'appassionante avventura umana e scientifica

BOTANICA
Alberi nostri nemici?
BOTANICA
Orchidee, passione sfrenata
RIFIUTI
Prossima stazione: Leonia
ANIMALI E LETTERATURA
Il meraviglioso bestiario di Marco Polo
ANIMALI TOTEMICI
Cervo, la morte come dono di vita
VALLI OLIMPICHE
Il faro di San Michele
tra angeli e pellegrini

TURISMO RELIGIOSO
Viaggiare per fede
ANNO INTERNAZIONALE DELLE MONTAGNE
In cammino con Maria Maddalena
ANNO INTERNAZIONALE DELLE MONTAGNE
Architettura ed ambiente,
la modernizzazione delle Alpi

AMBIENTI
La Vena del Gesso romagnola, un parco mai nato, o finora mancato
SVILUPPO
Il rapporto del club di Roma trent'anni dopo
DAL MONDO DELLA RICERCA
Attenzione al gabbiano corso
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E' tempo di vacanze!

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BOTANICA di Laura Guglielmone

Orchidee
Passione sfrenata

Sovente, nel corso del tempo, le piante ornamentali hanno suscitato passioni deliranti, capaci di distruggere ingenti fortune, e, talvolta, vite umane. La "febbre" dei tulipani, esplosa nell'Olanda del '600, e quella altrettanto effimera per le dalie, nella Francia della prima metà dell'Ottocento, sono certamente esempi significativi di queste sconcertanti pulsioni.

Tuttavia le orchidee esotiche detengono il primato per avere avuto la più intensa e duratura stagione di gloria; raggiunto il suo apogeo nella metà dell'Ottocento, si protrasse fino al volgere del secolo, quando queste piante divennero simbolo di lusso ed esclusività. Arrivarono in un'epoca pervasa da un'insaziabile passione per le piante esotiche che interessò soprattutto nazioni come Gran Bretagna, Paesi Bassi e Francia, che possedevano vasti imperi coloniali.

La storia inizia in sordina nella seconda metà del Settecento, quando i primi esemplari, provenienti dalle colonie americane ed asiatiche, giunsero negli Orti botanici e nei giardini europei come curiosità o come souvenirs portati da missionari e amministratori coloniali. All'epoca si avevano idee piuttosto confuse sulla loro coltivazione e solo alla fioritura (non sempre ottenuta), ci si rendeva conto della grande bellezza di queste piante.

L'interesse per le orchidee aumentò rapidamente e l'aristocrazia dell'epoca vittoriana scoprì il fascino delle piante esotiche; collezionarne il maggior numero divenne quasi un obbligo sociale. La ricerca di nuovi esemplari toccò i più sperduti angoli di foresta tropicale d'Africa, America ed Asia. Furono coinvolti i personaggi più disparati; non solo botanici di professione, ma anche facoltosi appassionati dotati d'innegabile coraggio e avventurieri di pochi scrupoli assoldati da avidi collezionisti.

Si crearono curiose alleanze tra l'aristocrazia dell'epoca e individui considerati personaggi poco raccomandabili. Cercare orchidee si rivelò un'impresa sovente fatale e forse per questo di grande fascino; numerosi cacciatori furono uccisi dalla febbre gialla, dalla malaria, alcuni si trasformarono in trofei per i cannibali o prede di svariate creature come giaguari, serpenti velenosi o altrettanto micidiali artropodi! Oggi sono ancora numerosi i collezionisti di queste piante. Purtroppo la caccia indiscriminata dell'Ottocento e la crescente pressione antropica, che erode senza sosta i loro habitat, hanno messo in serio pericolo d'estinzione numerose specie.

Fortunatamente il commercio d'orchidee è ora regolato dalla normativa CITES (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora), che impedisce la vendita d'esemplari raccolti in natura.

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Piemonte Parchi
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