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Orchidee
Passione sfrenata
Sovente, nel corso del tempo, le piante ornamentali
hanno suscitato passioni deliranti, capaci di
distruggere ingenti fortune, e, talvolta, vite
umane. La "febbre" dei tulipani, esplosa nell'Olanda
del '600, e quella altrettanto effimera per le
dalie, nella Francia della prima metà dell'Ottocento,
sono certamente esempi significativi di queste
sconcertanti pulsioni.
Tuttavia le orchidee esotiche detengono il primato
per avere avuto la più intensa e duratura stagione
di gloria; raggiunto il suo apogeo nella metà
dell'Ottocento, si protrasse fino al volgere del
secolo, quando queste piante divennero simbolo
di lusso ed esclusività. Arrivarono in un'epoca
pervasa da un'insaziabile passione per le piante
esotiche che interessò soprattutto nazioni come
Gran Bretagna, Paesi Bassi e Francia, che possedevano
vasti imperi coloniali.
La storia inizia in sordina nella seconda metà
del Settecento, quando i primi esemplari, provenienti
dalle colonie americane ed asiatiche, giunsero
negli Orti botanici e nei giardini europei come
curiosità o come souvenirs portati da missionari
e amministratori coloniali. All'epoca si avevano
idee piuttosto confuse sulla loro coltivazione
e solo alla fioritura (non sempre ottenuta), ci
si rendeva conto della grande bellezza di queste
piante.
L'interesse per le orchidee aumentò rapidamente
e l'aristocrazia dell'epoca vittoriana scoprì
il fascino delle piante esotiche; collezionarne
il maggior numero divenne quasi un obbligo sociale.
La ricerca di nuovi esemplari toccò i più sperduti
angoli di foresta tropicale d'Africa, America
ed Asia. Furono coinvolti i personaggi più disparati;
non solo botanici di professione, ma anche facoltosi
appassionati dotati d'innegabile coraggio e avventurieri
di pochi scrupoli assoldati da avidi collezionisti.
Si crearono curiose alleanze tra l'aristocrazia
dell'epoca e individui considerati personaggi
poco raccomandabili. Cercare orchidee si rivelò
un'impresa sovente fatale e forse per questo di
grande fascino; numerosi cacciatori furono uccisi
dalla febbre gialla, dalla malaria, alcuni si
trasformarono in trofei per i cannibali o prede
di svariate creature come giaguari, serpenti velenosi
o altrettanto micidiali artropodi! Oggi sono ancora
numerosi i collezionisti di queste piante. Purtroppo
la caccia indiscriminata dell'Ottocento e la crescente
pressione antropica, che erode senza sosta i loro
habitat, hanno messo in serio pericolo d'estinzione
numerose specie.
Fortunatamente il commercio d'orchidee è ora regolato
dalla normativa CITES (Convention on International
Trade in Endangered Species of Wild Fauna and
Flora), che impedisce la vendita d'esemplari
raccolti in natura.
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