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Mensile di informazione e divulgazione naturalistica
 
numero corrente
n° 119

Anno XVII N. 6
Agosto/Settembre 2002
Copertina Rivista, particolare

EDITORIALE
Sentieri, viottoli, mulattiere...
PARCHI PIEMONTESI
Barraggia, ultimo incolto padano
PARCHI PIEMONTESI
La lontra del Ticino
C'era. E' sparita, ora è tornata

L'ITALIA DEI PARCHI SI INCONTRA
Seconda Conferenza nazionale Aree naturali protette
RICERCA
Il "Radeau des Cimes",
un'appassionante avventura umana e scientifica

BOTANICA
Alberi nostri nemici?
BOTANICA
Orchidee, passione sfrenata
RIFIUTI
Prossima stazione: Leonia
ANIMALI E LETTERATURA
Il meraviglioso bestiario di Marco Polo
ANIMALI TOTEMICI
Cervo, la morte come dono di vita
VALLI OLIMPICHE
Il faro di San Michele
tra angeli e pellegrini

TURISMO RELIGIOSO
Viaggiare per fede
ANNO INTERNAZIONALE DELLE MONTAGNE
In cammino con Maria Maddalena
ANNO INTERNAZIONALE DELLE MONTAGNE
Architettura ed ambiente,
la modernizzazione delle Alpi

AMBIENTI
La Vena del Gesso romagnola, un parco mai nato, o finora mancato
SVILUPPO
Il rapporto del club di Roma trent'anni dopo
DAL MONDO DELLA RICERCA
Attenzione al gabbiano corso
AVVISI AI NAVIGANTI
E' tempo di vacanze!

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ANIMALI E LETTERATURA di Gianni Valente

Il meraviglioso bestiario di Marco Polo

Il Milione di Marco Polo è considerato il primo grande libro di viaggi europeo ed è un'opera fondamentale per la cultura dell'Occidente. Come è noto, l'opera racconta il viaggio in Asia di Marco Polo, con il padre e lo zio, e la permanenza in Cina alla corte del Gran Khan Cubilai.
Il resoconto del viaggio, che durò 24 anni, dal 1271 al 1295, è opera del pisano Rustichello che trascrisse il racconto di Marco Polo, suo compagno nel carcere di Genova. L'opera, che nella prima versione fu scritta in un francese "gotico" venato di italianismi, era originariamente intitolata Le Divisament dou monde (Descrizione del mondo) ed ebbe un immediato ed enorme successo in tutta Europa. Vediamo un aspetto particolare del Milione, cioè le parti dedicate agli animali.

Un aspetto di grandissimo interesse perché Marco Polo fornì descrizioni di animali che in Europa erano praticamente sconosciuti o completamente leggendari. E poi è un vero piacere leggerle, grazie anche al linguaggio: un italiano volgare trecentesco, che per noi suona arcaico e strano e che contribuisce ad esaltare ancora di più l'atmosfera meravigliosa dell'opera.
Le grandi cacce, ad esempio, con la presenza di migliaia di falconieri e di numerosi elefanti, possono sembrare incredibili ai giorni nostri, ma all'epoca dovettero essere piuttosto frequenti e quindi le parole di Marco Polo sono da ritenersi affidabili.

Del resto dalle sue pagine traspare sovente un atteggiamento realistico, in polemica con tradizioni fantastiche tramandate da tempi immemorabili. Marco Polo fornisce infatti mirabili descrizioni di animali, ma non si libera del tutto della mentalità dell'epoca e quindi non di rado riporta osservazioni bizzarre e del tutto fantastiche. L'ambivalenza dell'atteggiamento di Marco Polo può essere considerata l'essenza di tutta l'opera: una commistione tra il resoconto razionale della realtà osservata e il racconto fantastico di leggende ritenute veritiere.

In ogni caso si tratta di una commistione che ha rappresentato un grande passo avanti per le conoscenze dell'epoca. E che anche oggi può essere apprezzata per quell'entusiasmo giovanile e per quel senso del meraviglioso che traspare in ogni pagina del Milione e che ha sempre rappresentato un godimento per l'uomo di tutte le epoche.

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Piemonte Parchi
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