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Tongariro vulcani
agli antipodi
Nel cuore dell'Isola del Nord in Nuova
Zelanda, una vasta area incontaminata aspra
e selvaggia costituisce il Tongariro National
Park. Gli ampi plateaux ghiacciati, i laghi
color smeraldo, i coni vulcanici coperti
di ceneri rosso porpora e grigio acciaio,
sovrastati da bianche nubi allungate che
si muovono velocemente nel cielo, sono gli
elementi di questo paesaggio affascinante,
irreale e in continuo mutamento
La costante di questo parco, infatti, è
il cambiamento. Non appena i ghiacciai scavano
e scolpiscono il territorio, lingue fumanti
di lava sostituiscono il materiale eroso;
mentre in qualche angolo del parco le eruzioni
vulcaniche inceneriscono e distruggono le
foreste, in altri luoghi, faggi ed arbusti
tornano a crescere.
Tongariro e Ruapehu sono montagne sacre
ai Maori, gli indigeni della Nuova Zelanda
che si insediarono su questa terra più
di un migliaio di anni fa, giungendo dal
mare mediante grandi canoe da guerra. Nel
1887 Te Heueu Tukino IV, importante capo
della tribù di Tuwharetoa, donò
le montagne di Tongariro e parte di Ruapehu
all'intero popolo neozelandese, perché
fosse protetto integralmente e per sempre.Questa
donazione fu la base per l'istituzione del
primo parco nazionale della Nuova Zelanda
e il quarto nel mondo.
Il Tongariro National Park, nasce nel 1894:
copriva un'area di 25.000 ettari che oggi
sono diventati quasi 80.000. Per i suoi
elevati valori paesaggistici, ambientali,
culturali e spirituali, nel 1993 è
stato inserito dall'UNESCO nella lista delle
Aree di Patrimonio mondiale dell'umanità.
Il parco (300 km circa da Auckland e Wellington)
è raggiungibile con autobus e treno.
Il periodo migliore per visitarlo è
tra dicembre e marzo (corrispondente all'estate
australe); in questi mesi infatti le condizioni
meteorologiche sono in genere favorevoli,
ma necessita comunque un equipaggiamento
adeguato "da ghiacciaio". Al di
fuori dell'area protetta si trovano numerosi
motels, hotels, pensioni accoglienti a buon
mercato e ostelli della gioventù.
Si può inoltre campeggiare presso
i motorcamps di Turangi, Ohakune e Whakapapa.
In tutti i centri visita sono distribuite
cartine, depliants e opuscoli dettagliati
sui sentieri.
Da non perdere la visita al quartier generale
a Whakapapa, dove ogni giorno viene proiettato
uno spettacolare audiovisivo.
Pihanga la bella
Tra le centinaia leggende dei maori
della Nuova Zelanda una narra la storia
dei vulcani del Tongariro National Park.
Racconta l'amore dei "Vulcani guerrieri"
per la bella montagna Pihanga, amore che,
secondo la leggenda, giocò un ruolo
importantissimo nel determinare la posizione
attuale dei Vulcani dell'Isola del Nord,
dei Laghi Tama e Rotoaira e del fiume Wanganui.
Al tempo in cui il mondo era ancora giovane,
nel cuore di Ika a Maui (nome maori
dell'Isola del Nord) sorgeva un gruppo di
importanti montagne. Esse erano Dei e guerrieri
di grande forza.
Erano poste in modo che il Monte Taranaki
(Egmont) fosse a sud-ovest di Ngauruhoe
(il vulcano più feroce di Tongariro)
nel luogo dove ora si trovano i Laghi
Tama, ed i Monti Tauhara e Edgecumbe
a nordest nel luogo dove ora si estende
come un mare il Lago Rotoaira.
Un poco più a nordovest di Tauhara
si trovava la bella Pihanga, nel
suo abito di verde foresta. La fama della
sua bellezza si era diffusa fino agli angoli
più remoti del Paese ed ognuno dei
quattro monti la corteggiava e sperava che
potesse diventare sua moglie.
Lei rispose dolcemente alle loro parole
d'amore con una colonna ascendente di vapore,
che la contornava d'oro al calar del sole.
Lei li adorava tutti e col suo amore colmò
i cuori infuocati dei quattro giganti. La
loro gioia riempì i cieli con esplosioni
maestose e coprì la terra con lava
infuocata e rocce fuse. Pihanga era
indecisa su colui che voleva sposare; le
nevi dell'inverno ed i soli dell'estate
arrivarono e passarono......ed ella era
ancora indecisa.
Il sentimento d'amore che i giganti nutrivano
per Pihanga si poteva scorgere da
tutto il paese ed era bellissimo da vedere:
ora avvolti da un luccicante mantello di
neve, ora nascosti tra le nuvole, riapparendo
improvvisamente coperti da una strana e
splendida bellezza; ora avvolgendo di nubi
i loro corpi e sollevando le loro teste
verso i cieli dorati; di tanto in tanto
irrompendo in terribile passione, coprendo
la terra di buio.
Pihanga suscitò la passione
dei giganti: ella fece tremare i vulcani
e questi divennero gelosi gli uni degli
altri. Fulmini e lampi trafissero le notti
ed il fumo nero di odio mortale oscurò
i giorni nei quali le loro voci ruggivano
insulti reciproci. Essi contemplavano la
bellezza di Pihanga mentre lei sorrideva
a tutti loro.
I giganti decisero di lottare per la mano
della bella fanciulla, e seguirono giorni
di lungo silenzio. Essi apparivano al mondo
sinistri e silenziosi, ma in realtà
stavano accumulando forza. Fusero rocce
nel profondo delle loro viscere e accesero
terribili fuochi, loro armi potenti. Poi
venne un tempo in cui un rimbombo crebbe
durante le notti e riempì i giorni;
sempre più forte, notte dopo notte,
giorno dopo giorno, un gemito profondo e
terribile. Improvvisamente un tuono fragoroso
scosse la terra e dalla bocca di Tongariro
esplose una massa di pietre fuse: la battaglia
era cominciata!
La lotta infuriò per molti giorni
e molte notti, ma alla fine Tongariro
uscì vincitore. Egli divenne il Signore
Supremo di tutto il paese ed il fiero marito
di Pihanga. Nei giorni che seguirono
divenne la Montagna Sacra di Taupo;
il suo volto affascinante catturò
i cuori di tutti ed egli divenne il possessore
della più alta sacralità.
Gli occhi dei neonati erano diretti verso
di lui e quelli dei dipartiti restavano
pieni di lui mentre compivano il loro cammino
verso il Luogo di Raccolta delle Anime.
Le montagne sconfitte discussero tra loro
sul posto dove sarebbero andate. Esse si
dissero: "Questo è ora il dominio
di Tongariro e noi dobbiamo partire.
Ognuno di noi prenda la propria strada e
trovi un luogo dove possa regnare indisturbato".
Il Monte Taranaki disse: "Io
prenderò il sentiero del tramonto
e mi stabilirò nel luogo dove cala
il sole". Poi il Monte Tauhara
ed il Monte Edgecumbe dissero: "Siccome
tu seguirai il tramonto, noi viaggeremo
verso il mare dove potremo vedere l'alba".
Così essi partirono, salutando per
sempre Pihanga e cominciarono il
loro pellegrinaggio viaggiando nell'oscurità.
A quel tempo le montagne dovevano compiere
il loro viaggio in una sola notte. Monte
Taranaki viaggiò verso Ovest
e alla mattina si trovò dove ora
si erge la montagna. Tauhara e Monte
Edgecumbe viaggiarono verso Est, ma
Tauhara si muoveva molto lentamente
siccome era triste e addolorato nel cuore.
Quando la mattina fu vicina, il suo compagno
non poté più aspettare e decise
di raggiungere il mare al più presto
possibile. Invece di proseguire verso Est,
Monte Edgecumbe viaggiò verso
Nord e quando sorsero i raggi del sole mattutino
si trovò all'estremo nord della Piana
di Kaingaroa. Tauhara viaggiò
con passi indugianti e si fermò molte
volte per voltarsi verso Pihanga;
così quando giunse il mattino egli
si trovava solamente a poche miglia di distanza
da dove era partito. Oggi Tauhara
sorge sulla riva nordorientale del Lago
Taupo e guarda pensieroso verso Pihanga
e il suo fiero marito. Taranaki ora
guarda verso Est, silenzioso e rimuginando
vendetta. Un giorno, forse, insorgerà
e tornerà per combattere Tongariro
seguendo una via diretta, e non più
il sentiero serpeggiante, il Fiume Wanganui,
che prese quando lasciò il regno
di Tongariro. Anche Tauhara
e Monte Edgecumbe, potrebbero un
giorno insorgere e sciogliere i loro legami
con la terra, lacerando il terreno sottostante.
Chi lo sa?
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