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Mensile di informazione e divulgazione naturalistica
 
numero corrente
n° 116

Anno XVII N. 4 Aprile 2002
Copertina Rivista, particolare

EDITORIALE
I parchi e l'Europa
CARTOGRAFIA E PAESAGGIO
La mappa dell'imperatore
PARCHI NEL MONDO
Tongariro vulcani agli antipodi
ANNO INTERNAZIONALE DELLE MONTAGNE
Montagne sacre, dove abita lo spirito divino
ANNO INTERNAZIONALE DELLE MONTAGNE
Il Beleno, montagna di fuoco
RISORSE E TERRITORIO
La geografia del turismo in Piemonte
PARCHI PIEMONTESI
Il rospodotto di Avigliana
ORNITOLOGIA
Sulle tracce del fagiano di monte nel Veglia-Devero
VALLI OLIMPICHE
Moncenisio Railway
FOTOGRAFIA NATURALISTICA
Leggere un'immagine
STORIA DEL TERRITORIO
Il Buco di Viso
TOMISIDI
Ragni d'agguato
PARCHI PIEMONTESI
Notturno alla Mandria
DAL MONDO DELLA RICERCA
Gestire i cinghiali nei parchi
SENTIERI PROVATI
L'anello delle nocciole e delle orchidee
NOTIZIE
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Montagne sacre

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PARCHI NEL MONDO di Chiara Leonoris

Tongariro vulcani agli antipodi

Nel cuore dell'Isola del Nord in Nuova Zelanda, una vasta area incontaminata aspra e selvaggia costituisce il Tongariro National Park. Gli ampi plateaux ghiacciati, i laghi color smeraldo, i coni vulcanici coperti di ceneri rosso porpora e grigio acciaio, sovrastati da bianche nubi allungate che si muovono velocemente nel cielo, sono gli elementi di questo paesaggio affascinante, irreale e in continuo mutamento
La costante di questo parco, infatti, è il cambiamento. Non appena i ghiacciai scavano e scolpiscono il territorio, lingue fumanti di lava sostituiscono il materiale eroso; mentre in qualche angolo del parco le eruzioni vulcaniche inceneriscono e distruggono le foreste, in altri luoghi, faggi ed arbusti tornano a crescere.
Tongariro e Ruapehu sono montagne sacre ai Maori, gli indigeni della Nuova Zelanda che si insediarono su questa terra più di un migliaio di anni fa, giungendo dal mare mediante grandi canoe da guerra. Nel 1887 Te Heueu Tukino IV, importante capo della tribù di Tuwharetoa, donò le montagne di Tongariro e parte di Ruapehu all'intero popolo neozelandese, perché fosse protetto integralmente e per sempre.Questa donazione fu la base per l'istituzione del primo parco nazionale della Nuova Zelanda e il quarto nel mondo.
Il Tongariro National Park, nasce nel 1894: copriva un'area di 25.000 ettari che oggi sono diventati quasi 80.000. Per i suoi elevati valori paesaggistici, ambientali, culturali e spirituali, nel 1993 è stato inserito dall'UNESCO nella lista delle Aree di Patrimonio mondiale dell'umanità.
Il parco (300 km circa da Auckland e Wellington) è raggiungibile con autobus e treno. Il periodo migliore per visitarlo è tra dicembre e marzo (corrispondente all'estate australe); in questi mesi infatti le condizioni meteorologiche sono in genere favorevoli, ma necessita comunque un equipaggiamento adeguato "da ghiacciaio". Al di fuori dell'area protetta si trovano numerosi motels, hotels, pensioni accoglienti a buon mercato e ostelli della gioventù. Si può inoltre campeggiare presso i motorcamps di Turangi, Ohakune e Whakapapa. In tutti i centri visita sono distribuite cartine, depliants e opuscoli dettagliati sui sentieri.
Da non perdere la visita al quartier generale a Whakapapa, dove ogni giorno viene proiettato uno spettacolare audiovisivo.


Pihanga la bella
Tra le centinaia leggende dei maori della Nuova Zelanda una narra la storia dei vulcani del Tongariro National Park. Racconta l'amore dei "Vulcani guerrieri" per la bella montagna Pihanga, amore che, secondo la leggenda, giocò un ruolo importantissimo nel determinare la posizione attuale dei Vulcani dell'Isola del Nord, dei Laghi Tama e Rotoaira e del fiume Wanganui.

Al tempo in cui il mondo era ancora giovane, nel cuore di Ika a Maui (nome maori dell'Isola del Nord) sorgeva un gruppo di importanti montagne. Esse erano Dei e guerrieri di grande forza.
Erano poste in modo che il Monte Taranaki (Egmont) fosse a sud-ovest di Ngauruhoe (il vulcano più feroce di Tongariro) nel luogo dove ora si trovano i Laghi Tama, ed i Monti Tauhara e Edgecumbe a nordest nel luogo dove ora si estende come un mare il Lago Rotoaira.
Un poco più a nordovest di Tauhara si trovava la bella Pihanga, nel suo abito di verde foresta. La fama della sua bellezza si era diffusa fino agli angoli più remoti del Paese ed ognuno dei quattro monti la corteggiava e sperava che potesse diventare sua moglie.
Lei rispose dolcemente alle loro parole d'amore con una colonna ascendente di vapore, che la contornava d'oro al calar del sole.
Lei li adorava tutti e col suo amore colmò i cuori infuocati dei quattro giganti. La loro gioia riempì i cieli con esplosioni maestose e coprì la terra con lava infuocata e rocce fuse. Pihanga era indecisa su colui che voleva sposare; le nevi dell'inverno ed i soli dell'estate arrivarono e passarono......ed ella era ancora indecisa.
Il sentimento d'amore che i giganti nutrivano per Pihanga si poteva scorgere da tutto il paese ed era bellissimo da vedere: ora avvolti da un luccicante mantello di neve, ora nascosti tra le nuvole, riapparendo improvvisamente coperti da una strana e splendida bellezza; ora avvolgendo di nubi i loro corpi e sollevando le loro teste verso i cieli dorati; di tanto in tanto irrompendo in terribile passione, coprendo la terra di buio.
Pihanga suscitò la passione dei giganti: ella fece tremare i vulcani e questi divennero gelosi gli uni degli altri. Fulmini e lampi trafissero le notti ed il fumo nero di odio mortale oscurò i giorni nei quali le loro voci ruggivano insulti reciproci. Essi contemplavano la bellezza di Pihanga mentre lei sorrideva a tutti loro.
I giganti decisero di lottare per la mano della bella fanciulla, e seguirono giorni di lungo silenzio. Essi apparivano al mondo sinistri e silenziosi, ma in realtà stavano accumulando forza. Fusero rocce nel profondo delle loro viscere e accesero terribili fuochi, loro armi potenti. Poi venne un tempo in cui un rimbombo crebbe durante le notti e riempì i giorni; sempre più forte, notte dopo notte, giorno dopo giorno, un gemito profondo e terribile. Improvvisamente un tuono fragoroso scosse la terra e dalla bocca di Tongariro esplose una massa di pietre fuse: la battaglia era cominciata!
La lotta infuriò per molti giorni e molte notti, ma alla fine Tongariro uscì vincitore. Egli divenne il Signore Supremo di tutto il paese ed il fiero marito di Pihanga. Nei giorni che seguirono divenne la Montagna Sacra di Taupo; il suo volto affascinante catturò i cuori di tutti ed egli divenne il possessore della più alta sacralità. Gli occhi dei neonati erano diretti verso di lui e quelli dei dipartiti restavano pieni di lui mentre compivano il loro cammino verso il Luogo di Raccolta delle Anime.
Le montagne sconfitte discussero tra loro sul posto dove sarebbero andate. Esse si dissero: "Questo è ora il dominio di Tongariro e noi dobbiamo partire. Ognuno di noi prenda la propria strada e trovi un luogo dove possa regnare indisturbato". Il Monte Taranaki disse: "Io prenderò il sentiero del tramonto e mi stabilirò nel luogo dove cala il sole". Poi il Monte Tauhara ed il Monte Edgecumbe dissero: "Siccome tu seguirai il tramonto, noi viaggeremo verso il mare dove potremo vedere l'alba".
Così essi partirono, salutando per sempre Pihanga e cominciarono il loro pellegrinaggio viaggiando nell'oscurità. A quel tempo le montagne dovevano compiere il loro viaggio in una sola notte. Monte Taranaki viaggiò verso Ovest e alla mattina si trovò dove ora si erge la montagna. Tauhara e Monte Edgecumbe viaggiarono verso Est, ma Tauhara si muoveva molto lentamente siccome era triste e addolorato nel cuore. Quando la mattina fu vicina, il suo compagno non poté più aspettare e decise di raggiungere il mare al più presto possibile. Invece di proseguire verso Est, Monte Edgecumbe viaggiò verso Nord e quando sorsero i raggi del sole mattutino si trovò all'estremo nord della Piana di Kaingaroa. Tauhara viaggiò con passi indugianti e si fermò molte volte per voltarsi verso Pihanga; così quando giunse il mattino egli si trovava solamente a poche miglia di distanza da dove era partito. Oggi Tauhara sorge sulla riva nordorientale del Lago Taupo e guarda pensieroso verso Pihanga e il suo fiero marito. Taranaki ora guarda verso Est, silenzioso e rimuginando vendetta. Un giorno, forse, insorgerà e tornerà per combattere Tongariro seguendo una via diretta, e non più il sentiero serpeggiante, il Fiume Wanganui, che prese quando lasciò il regno di Tongariro. Anche Tauhara e Monte Edgecumbe, potrebbero un giorno insorgere e sciogliere i loro legami con la terra, lacerando il terreno sottostante. Chi lo sa?

 

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Servizio a cura del Settore Pianificazione aree protette
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