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Mensile di informazione e divulgazione naturalistica
 
numero corrente
n° 116

Anno XVII N. 4 Aprile 2002
Copertina Rivista, particolare

EDITORIALE
I parchi e l'Europa
CARTOGRAFIA E PAESAGGIO
La mappa dell'imperatore
PARCHI NEL MONDO
Tongariro vulcani agli antipodi
ANNO INTERNAZIONALE DELLE MONTAGNE
Montagne sacre, dove abita lo spirito divino
ANNO INTERNAZIONALE DELLE MONTAGNE
Il Beleno, montagna di fuoco
RISORSE E TERRITORIO
La geografia del turismo in Piemonte
PARCHI PIEMONTESI
Il rospodotto di Avigliana
ORNITOLOGIA
Sulle tracce del fagiano di monte nel Veglia-Devero
VALLI OLIMPICHE
Moncenisio Railway
FOTOGRAFIA NATURALISTICA
Leggere un'immagine
STORIA DEL TERRITORIO
Il Buco di Viso
TOMISIDI
Ragni d'agguato
PARCHI PIEMONTESI
Notturno alla Mandria
DAL MONDO DELLA RICERCA
Gestire i cinghiali nei parchi
SENTIERI PROVATI
L'anello delle nocciole e delle orchidee
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TOMISIDI di Sandro Bassi

Ragni d'agguato

E' proprio vero che in natura non si può mai stare tranquilli! Anche il gesto apparentemente più placido e bucolico, come il sugger nettare da un fiore, può nascondere insidie mortali per la farfalla di turno o di chi per lei. C'è un ragno che si è specializzato ad occupare questa nicchia ecologica che, in effetti, non è niente male: cibo garantito, fatica ridotta al minimo, basta aspettare e non farsi riconoscere che un insetto goloso prima o poi arriverà. Per aspettare non c'è problema: il ragno-granchio ha pazienza da vendere e può starsene immobile per ore sopra o sotto un fiore... per non farsi riconoscere c'è il mimetismo, un mimetismo perfetto, almeno dal punto di vista cromatico. Il mimetismo è tale da ingannare chiunque, uomo compreso.

I tomisidi sono tanti, ma hanno in comune alcuni precisi caratteri distintivi: arti molto divaricabili e conseguente andatura laterale, che ricorda appunto quella dei granchi, addome trapezioidale arrotondato, relativamente grande in confronto al cefalotorace che è piccolo e "gracile", assenza di peluria e tecnica di caccia inconfondibile: i tomisidi sanno emettere bave dalle loro filiere - sono anzi campioni di quel "volo a vela" che è tipico dei ragni praticoli e che, per quanto passivo (sfrutta le correnti d'aria), è mirabilmente raffinato - ma non costruiscono ragnatele poichè cacciano appunto all'agguato standosene per ore nella stessa posizione e reggendosi sulle due paia di zampe posteriori: le altre due vengono tenute allargate, pronte ad un abbraccio mortale.

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