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Leggere un'immagine
L'età in cui viviamo è fortemente
condizionata dall'immagine, la quale non
solo affianca, ma a volte sostituisce la
parola scritta. Il sopravvento della comunicazione
delle immagini, rispetto a quella della
parola scritta, è spiegato dall'
immediatezza di lettura e di percezione
del messaggio che la fotografia e le arti
visive in genere possiedono.
L'immagine fotografica è rappresentazione.
La fotografia non è mai la cosa fotografata,
non è la realtà che ci sta
davanti al momento dello scatto, è
una rappresentazione della realtà
dal nostro punto di vista, dettata dal nostro
senso compositivo: è quindi l'espressione
di come vediamo noi un determinato soggetto.
La fotografia è comunicazione, il
modo in cui comunichiamo influenza notevolmente
ciò che comunichiamo. Attraverso
obiettivi, pellicole, luce, esposizione
e una buona posizione dove scattare, è
possibile esaltare un aspetto od un altro
dell'inquadratura. Con le nostre scelte
noi comunichiamo ciò che in quel
momento ci ha colpito. E' quindi importante
conoscere bene la tecnica e il linguaggio
fotografico per avere le basi culturali
e riuscire a comporre inquadrature pulite,
in modo che il soggetto non venga sopraffatto
da ciò che lo circonda. La cosa più
importante da fare, prima di scattare, è
soffermarsi a valutare cosa vogliamo ottenere,
cosa vogliamo comunicare per non eseguire
immagini banali o di una confusione incomprensibile.
La fotografia naturalistica - già
il termine è ambiguo e poco specifico
ma in italiano non esiste l'equivalente
del termine anglosassone wildlife photographer
(fotografo della vita selvaggia) - è
considerata una nicchia inferiore, dal punto
di vista creativo artistico, ad altri generi
fotografici come, ad esempio, la figura
umana e la moda. Se poi consideriamo che
la fotografia in genere è da molti
considerata come un'arte minore, possiamo
facilmente immaginare la difficoltà
di districarsi in un mercato come quello
italiano.
La fotografia naturalistica copre distanze
enormi, provoca stupori ed emozioni, nessun
genere fotografico può essere così
emozionante. E, come nella totalità
delle discipline creative, non è
mai frutto del caso, ma di un attento studio
scientifico delle specie ritratte, di una
continua ricerca estetica atta a produrre
immagini che non siano semplici ritrattini
di animali, ma fotografie gradevoli, comunicative
e di assoluto rigore. Prima bisogna essere
attenti tecnici, in modo da poter sfruttare
le attrezzature e le tecniche fotografiche
al meglio, successivamente pazienti naturalisti,
ed infine, ma non per ordine di importanza,
sensibili poeti pronti a cogliere un'emozione
e a trasferirla sulla pellicola.
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