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Mensile di informazione e divulgazione naturalistica
 
numero corrente
n° 116

Anno XVII N. 4 Aprile 2002
Copertina Rivista, particolare

EDITORIALE
I parchi e l'Europa
CARTOGRAFIA E PAESAGGIO
La mappa dell'imperatore
PARCHI NEL MONDO
Tongariro vulcani agli antipodi
ANNO INTERNAZIONALE DELLE MONTAGNE
Montagne sacre, dove abita lo spirito divino
ANNO INTERNAZIONALE DELLE MONTAGNE
Il Beleno, montagna di fuoco
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La geografia del turismo in Piemonte
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Il rospodotto di Avigliana
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Sulle tracce del fagiano di monte nel Veglia-Devero
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Il Buco di Viso
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STORIA DEL TERRITORIO di Gianni Aimar

Il Buco di Viso

1481: NASCE IL BUCO DI VISO, IL PRIMO TRAFORO ALPINO.
L'eterna storia di una montagna da valicare nell'opera geniale del Marchese di Saluzzo Ludovico II.

L'importanza storica dei passi alpini occidentali nella seconda metà del Secolo XV° era evidente. Tre di quelli principali (Il Piccolo San Bernardo, il Gran San Bernardo e il Moncenisio) erano in mano ai Savoia. Il quarto (il Monginevro) era da poco pervenuto in mano alla Francia (1456) mentre prima apparteneva al Delfinato. Seppure l'estremo Ovest delle Alpi possedesse una serie di altri piccoli passi (Argentera, Agnello, Croce) questi si confermavano insufficienti e di difficile utilizzo nei mesi invernali per chi, sino ad allora, si era servito del Monginevro pagando costosi pedaggi per il commercio con la Provenza.
Il Marchesato di Saluzzo era uno stato chiuso, le vie di comunicazione non erano tali da poter impostare una politica economica, diplomatica e strategica come, invece, facevano i Savoia. Fu proprio questa constatazione che aguzzò l'ingegno del Marchese Ludovico II di Saluzzo nei confronti del Colle delle Traversette. Egli diede il via alla perforazione delle Traversette mobilitando due abili imprenditori d'opera e, nel febbraio del 1481, poté rendere agibile la "galleria del sale".
Quanto durò in costante funzione questo "buco" bisognoso di continua manutenzione per le particolari condizioni atmosferiche, per la natura delle sue stesse rocce e per le varie disavventure politiche che si sono succedute nel corso dei secoli? Difficile a dirsi anche per lo strano destino che ha accompagnato l'opera di un marchese così ambizioso e geniale. E' certo, comunque, che negli anni successivi il Buco di Viso, così come le Valli che lo circondano, seguì in tutto e per tutto la travagliata vita politica del Marchesato di Saluzzo, prima, e dei Savoia, poi.
L'ultima, ma certamente non definitiva, inaugurazione è avvenuta il 27 settembre 1997 ed ha visto gli Enti locali impegnarsi a mantenere aperto il Buco di Viso con interventi almeno decennali in particolare sul versante di Queyras che risulta essere il più soggetto a frane anche se oggi, grazie allo sdoppiamento del canale d'ingresso, è divenuto più facilmente accessibile.

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