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Il Buco di Viso
1481: NASCE IL BUCO DI VISO, IL PRIMO TRAFORO
ALPINO.
L'eterna storia di una montagna da valicare
nell'opera geniale del Marchese di Saluzzo
Ludovico II.
L'importanza storica dei passi alpini occidentali
nella seconda metà del Secolo XV°
era evidente. Tre di quelli principali (Il
Piccolo San Bernardo, il Gran San Bernardo
e il Moncenisio) erano in mano ai Savoia.
Il quarto (il Monginevro) era da poco pervenuto
in mano alla Francia (1456) mentre prima
apparteneva al Delfinato. Seppure l'estremo
Ovest delle Alpi possedesse una serie di
altri piccoli passi (Argentera, Agnello,
Croce) questi si confermavano insufficienti
e di difficile utilizzo nei mesi invernali
per chi, sino ad allora, si era servito
del Monginevro pagando costosi pedaggi per
il commercio con la Provenza.
Il Marchesato di Saluzzo era uno stato chiuso,
le vie di comunicazione non erano tali da
poter impostare una politica economica,
diplomatica e strategica come, invece, facevano
i Savoia. Fu proprio questa constatazione
che aguzzò l'ingegno del Marchese
Ludovico II di Saluzzo nei confronti del
Colle delle Traversette. Egli diede il via
alla perforazione delle Traversette mobilitando
due abili imprenditori d'opera e, nel febbraio
del 1481, poté rendere agibile la
"galleria del sale".
Quanto durò in costante funzione
questo "buco" bisognoso di continua
manutenzione per le particolari condizioni
atmosferiche, per la natura delle sue stesse
rocce e per le varie disavventure politiche
che si sono succedute nel corso dei secoli?
Difficile a dirsi anche per lo strano destino
che ha accompagnato l'opera di un marchese
così ambizioso e geniale. E' certo,
comunque, che negli anni successivi il Buco
di Viso, così come le Valli che lo
circondano, seguì in tutto e per
tutto la travagliata vita politica del Marchesato
di Saluzzo, prima, e dei Savoia, poi.
L'ultima, ma certamente non definitiva,
inaugurazione è avvenuta il 27 settembre
1997 ed ha visto gli Enti locali impegnarsi
a mantenere aperto il Buco di Viso con interventi
almeno decennali in particolare sul versante
di Queyras che risulta essere il più
soggetto a frane anche se oggi, grazie allo
sdoppiamento del canale d'ingresso, è
divenuto più facilmente accessibile.
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