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Mensile di informazione e divulgazione naturalistica
 
numero corrente
n° 114

Anno XVII N. 2 Febbraio 2002
Copertina Rivista, particolare

EDITORIALE
Olimpiadi e cultura
PARCHI ITALIANI
Viaggio nel Bel Paese
RISORSE
Si fa presto a dire acqua
UOMINI E ANIMALI
Anna dei delfini
VALLI OLIMPICHE
Moncenisio porta della Savoia
UOMO, MEMORIA, TERRITORIO
- Rorà e l'ecomuseo della pietra
- Gli infernot per il vino
- Un mestiere senza eredi
- Una valle di pietra
- La pietra ollare umile eppur preziosa
- Liguria: l'Ecomuseo dell'ardesia
PARCHI PIEMONTESI
Le guardie del Paradiso
RETI ECOLOGICHE
Sull'autoroute le fan così
DAL MONDO DELLA RICERCA
Progetto Mito 2000
SENTIERI PROVATI
Il sentiero di Beura
ANIMALI TOTEMICI
Guerriero di saggezza
AVVISI AI NAVIGANTI
Sugli antichi sentieri della cultura occitana

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RETI ECOLOGICHE di Gianni Boscolo

Sull'autoroute le fan così

La rete ecologica è un insieme degli spazi naturali e seminaturali collegati fra loro. Ha lo scopo di garantire la buona conservazione delle specie selvatiche e del relativo patrimonio genetico, attraverso la riproduzione, lo scambio e il ripopolamento. Una rete è composta da diversi elementi. Vi è una zona centrale o nodo (core areas), le zone dove si concentrano le specie, sovente si tratta di aree protette in varia forma. Poi vi sono le zone cuscinetto (buffer zones) contigue alle zone centrali e si propongono di mitigare l'impatto delle attività umane. Vi sono quindi i "corridoi ecologici" (corridors o stepping stoones) fasce naturali di collegamento: sono le maglie della rete.

Un'autostrada, ad esempio, divide solitamente con un solco profondo il territorio e le popolazioni animali che lo abitano. Questo rende difficili, quando non impossibili, le esigenze biologiche e di dispersione delle specie. Come rimediare a questi inconvenienti? La A39, (l'autoroute E62 della rete autostradale europea), detta "l'autostrada verde"; scorre fra il Giura e l'Ain nel paesaggio tipico della Francia centro-meridionale tra declivi, foreste e boschi. Il tracciato taglia pianure alluvionali, bocage, foreste e praterie umide. Molte di queste zone costituiscono habitat a rischio per tritoni, rane e salamandre. Di tanto in tanto il percorso incrocia dei sovrappassi dalle alte sponde in legno con grandi sagome di cervi e caprioli. Sono i passaggi per la fauna. Anche se la messa in opera è relativamente recente, si è già registrato un elevato "gradimento" da parte degli utilizzatori. I passaggi sono infatti molto usati da cinghiali, caprioli, volpi, gatti selvatici e spesso collegano, oltre a settori di foresta separati del nastro autostradale, anche zone di salvaguardia particolare, come le zone di interesse floristico e faunistico della Comunità europea. Sono l'attuazione concreta della reti ecologiche. A noi italiani sorprende questa attenzione, abituati come siamo alla realtà di casa nostra, dove i criteri per la costruzione delle autostrade sembrano essere soltanto: il più rettilinee possibile e uso (ed abuso) di viadotti, gallerie ed infrastrutture varie e pesanti. In Francia, invece, nelle società autostradali è prevista la figura del responsabile della natura e del paesaggio. Occorre dire che la preoccupazione non è soltanto naturalistica. Le reti non sono sufficienti ad impedire il passaggio e l'attraversamento delle grandi arterie da parte della fauna, con danni ambientali, ma anche gravi pericoli per la circolazione. Occorre quindi, scrivono i tecnici dell'autostrada francese, offrire la possibilità agli animali di transitare tra due massicci forestali e vedere così anche diminuire le collisioni mentre si contribuisce, a lungo termine, a ricreare un nuovo equilibrio naturale.

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Servizio a cura del Settore Pianificazione aree protette
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