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Sull'autoroute
le fan così
La rete ecologica è un insieme degli
spazi naturali e seminaturali collegati
fra loro. Ha lo scopo di garantire la buona
conservazione delle specie selvatiche e
del relativo patrimonio genetico, attraverso
la riproduzione, lo scambio e il ripopolamento.
Una rete è composta da diversi elementi.
Vi è una zona centrale o nodo (core
areas), le zone dove si concentrano
le specie, sovente si tratta di aree protette
in varia forma. Poi vi sono le zone cuscinetto
(buffer zones) contigue alle zone
centrali e si propongono di mitigare l'impatto
delle attività umane. Vi sono quindi
i "corridoi ecologici" (corridors
o stepping stoones) fasce naturali
di collegamento: sono le maglie della rete.
Un'autostrada, ad esempio, divide solitamente
con un solco profondo il territorio e le
popolazioni animali che lo abitano. Questo
rende difficili, quando non impossibili,
le esigenze biologiche e di dispersione
delle specie. Come rimediare a questi inconvenienti?
La A39, (l'autoroute E62 della rete
autostradale europea), detta "l'autostrada
verde"; scorre fra il Giura e l'Ain
nel paesaggio tipico della Francia centro-meridionale
tra declivi, foreste e boschi. Il tracciato
taglia pianure alluvionali, bocage,
foreste e praterie umide. Molte di queste
zone costituiscono habitat a rischio per
tritoni, rane e salamandre. Di tanto in
tanto il percorso incrocia dei sovrappassi
dalle alte sponde in legno con grandi sagome
di cervi e caprioli. Sono i passaggi per
la fauna. Anche se la messa in opera è
relativamente recente, si è già
registrato un elevato "gradimento"
da parte degli utilizzatori. I passaggi
sono infatti molto usati da cinghiali, caprioli,
volpi, gatti selvatici e spesso collegano,
oltre a settori di foresta separati del
nastro autostradale, anche zone di salvaguardia
particolare, come le zone di interesse floristico
e faunistico della Comunità europea.
Sono l'attuazione concreta della reti ecologiche.
A noi italiani sorprende questa attenzione,
abituati come siamo alla realtà di
casa nostra, dove i criteri per la costruzione
delle autostrade sembrano essere soltanto:
il più rettilinee possibile e uso
(ed abuso) di viadotti, gallerie ed infrastrutture
varie e pesanti. In Francia, invece, nelle
società autostradali è prevista
la figura del responsabile della natura
e del paesaggio. Occorre dire che la preoccupazione
non è soltanto naturalistica. Le
reti non sono sufficienti ad impedire il
passaggio e l'attraversamento delle grandi
arterie da parte della fauna, con danni
ambientali, ma anche gravi pericoli per
la circolazione. Occorre quindi, scrivono
i tecnici dell'autostrada francese, offrire
la possibilità agli animali di transitare
tra due massicci forestali e vedere così
anche diminuire le collisioni mentre si
contribuisce, a lungo termine, a ricreare
un nuovo equilibrio naturale.
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