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Mensile di informazione e divulgazione naturalistica
 
numero corrente
n° 114

Anno XVII N. 2 Febbraio 2002
Copertina Rivista, particolare

EDITORIALE
Olimpiadi e cultura
PARCHI ITALIANI
Viaggio nel Bel Paese
RISORSE
Si fa presto a dire acqua
UOMINI E ANIMALI
Anna dei delfini
VALLI OLIMPICHE
Moncenisio porta della Savoia
UOMO, MEMORIA, TERRITORIO
- Rorà e l'ecomuseo della pietra
- Gli infernot per il vino
- Un mestiere senza eredi
- Una valle di pietra
- La pietra ollare umile eppur preziosa
- Liguria: l'Ecomuseo dell'ardesia
PARCHI PIEMONTESI
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Sull'autoroute le fan così
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Sugli antichi sentieri della cultura occitana

I Parchi del Piemonte > Piemonte Parchi > n° 114
UOMO, MEMORIA, TERRITORIO di Emanuela Celona

Rorà e l'ecomuseo della pietra

La visita all'Ecomuseo inizia dalla Borgata Prà del Torno, un grumo di case disabitate situate poco più sotto l'immenso bacino della Pietra di Luserna, dove ancora oggi si lavora quotidianamente in uno scenario "futuristico" di imponente meccanizzazione, inimmaginabile quando si pensa alla quiete montana. Scendendo lungo un ripido dirupo, si giunge poi alla cava del Tupinet, di origine ottocentesca e in disuso dagli anni '50, allestita a fini museali a cura del dipartimento di Progettazione architettonica della Facoltà di Architettura di Torino, che ha provveduto alla sua messa in sicurezza sistemando parapetti e altri accorgimenti, senza creare forti contrasti con l'ambiente circostante. L'ultima tappa è il Museo Valdese, un'antica locanda, oggi restaurata, in cui sono allestite diverse sezioni: una descrive la lavorazione della pietra nel vallone di Rorà usando materiali iconografici, pannelli descrittivi e antichi attrezzi; l'altra ricostruisce gli ambienti della vita domestica e del lavoro della comunità locale; mentre è in allestimento una sala che illustrerà la storia della comunità rorenga.
Raccontare cose che non ci sono più, spesso dimenticate. Le persone che ne hanno memoria sono anziane, e vengono a mancare. I cavatori che oggi lavorano con le draghe vengono da fuori, e probabilmente non conoscono la storia di chi vi lavorava prima di loro, a suon di cunei e scalpelli. Non conoscono il lavoro di un tempo, che incominciava il lunedì mattino e continuava ininterrottamente per una settimana. E probabilmente non sanno che i rorenghi non sono stati solo cavatori, ma anche boscaioli, agricoltori, allevatori: coltivavano le cave mentre badavano a tutto il resto.
Questo è l'obiettivo dell'Ecomuseo della pietra di Rorà, in Val Pellice.

Per informazioni:
AGESS (Agenzia per lo sviluppo sostenibile della Val Pellice)
tel. 0121 934907, fax 0121 934013, e-mail agess@libero.it

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