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Una valle di pietra
Scalpellini, muratori e capomastri: questa
era la tradizione lavorativa dell'Alta Valle
del Cervo. Perché il materiale dominante,
quasi esclusivo, era e rimane la pietra
locale: la sienite, presente non solo nelle
costruzioni civili, ma nei ponti, nei muri
dei terrazzamenti boscati o coltivati, nelle
recinzioni dei fondi, nelle pavimentazioni
stradali acciottolate. Fin dalle origini
della sua storia l'abitante della Valle
ha ricavato dalla montagna le risorse per
il suo sostentamento, e la sienite e le
rocce meno nobili di cui è ricco
il territorio gli hanno consentito di qualificarsi
professionalmente e di proporsi all'esterno
quale validissimo mastro da muro e scalpellino.
La pietra è presente, oltre che nelle
strutture della casa, anche negli arredi:
stufe, panche, tavoli, mortai, macine da
cereali, scale, sporti di gronda, mensole
e lastre di balconi. Le tubazioni delle
fognature, che di norma erano in cotto,
qui, per l'alto costo dei trasporti e per
la facilità di reperimento del materiale,
sono in elementi lapidei, cavi all'interno
e perfettamente lavorati.
In ogni casa abitata da valligiani si conservano
ancora gli attrezzi usuali, le pesanti mazze,
le punte, gli scalpelli, la cassetta dei
ferri che furono dei progenitori. Usurati
e aggrediti dalla ruggine e dal tarlo, sono
stati trasmessi per generazioni, da padre
in figlio, con le conoscenze dell'antica
abilità. La dimestichezza con gli
attrezzi del mestiere portavano lo scalpellino
a verificarne l'efficienza anche nei momenti
liberi dal lavoro. Non erano solo gesti
ripetitivi, ma sperimentazioni dinamiche
e ricerche creative che miglioravano la
conoscenza del materiale e costituivano
un segno di identificazione personale.
Quante iscrizioni, decorazioni a rilievo,
fori intagliati e raffigurazioni geometriche,
si incontrano sulle lastre di bordo delle
mulattiere, sui massi erratici, sulle pareti
di roccia affioranti negli alpeggi. Da taluni
scambiate per rappresentazioni magiche o
incisioni rupestri dall'incomprensibile
significato, sono invece la dimostrazione
del rapporto stretto, quasi di dipendenza,
tra l'uomo della Valle e la materia prima
che ne ha caratterizzato l'esistenza.
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