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Mensile di informazione e divulgazione naturalistica
 
numero corrente
n° 114

Anno XVII N. 2 Febbraio 2002
Copertina Rivista, particolare

EDITORIALE
Olimpiadi e cultura
PARCHI ITALIANI
Viaggio nel Bel Paese
RISORSE
Si fa presto a dire acqua
UOMINI E ANIMALI
Anna dei delfini
VALLI OLIMPICHE
Moncenisio porta della Savoia
UOMO, MEMORIA, TERRITORIO
- Rorà e l'ecomuseo della pietra
- Gli infernot per il vino
- Un mestiere senza eredi
- Una valle di pietra
- La pietra ollare umile eppur preziosa
- Liguria: l'Ecomuseo dell'ardesia
PARCHI PIEMONTESI
Le guardie del Paradiso
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Sugli antichi sentieri della cultura occitana

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VALLI OLIMPICHE di Rosanna Carnisio

Moncenisio porta della Savoia

Valico di pascoli e commerci, pellegrini e santi, condottieri ed eserciti

Vi sono valichi di sassi che dividono e valichi di pascoli che uniscono. Che dire del Moncenisio (2.083 m), dolcemente avvolto dalle praterie che circondano il lago… Geograficamente il valico è un'ampia sella tra la punta Moncenis (3.161 m) e la Punta Clary (3.163 m), fino al 1945 confine tra Italia e Francia. Là, un tempo passava la frontiera che nel 1947 il trattato di Parigi fece arretrare di circa 10 km, per assegnare alla Francia tutto il pianoro del valico, con colle, lago e dighe italiane. Costruite nel 1912 e nel 1924 furono sommerse con parte dell'antica strada e l'Ospizio quando con la revisione dei confini nel 1963, i francesi costruirono l'attuale barrage en terre.

D'altra parte, il passo cominciò a prendere importanza nei confronti del vicino Monginevro soltanto dopo l'occupazione della Val di Susa da parte dei Franchi del regno di Borgogna e la via dei Longobardi divenne la strada dei Franchi. Grande fu poi il flusso dei pellegrini che, a piedi per ragioni penitenziali, utilizzò la "via francigena" per visitare le tombe degli Apostoli a Roma. In particolare la strada del Moncenisio era fondamentale per i collegamenti con le fiere della Champagne, specialmente per i commercianti di medio livello. Per costoro il tratto di strada Chambery-Torino e quindi il valico del Moncenisio furono oltremodo determinanti per ragioni di comodità geografica.
Diventato il colle possesso dei Savoia, la via divenne infine il Chemin des ducs, ovvero il tracciato attuale. Via sempre più importante per l'economia sabauda, il valico divenne anche insostituibile strada degli eserciti. Fu proprio Napoleone a volere per i suoi battaglioni una strada nuova, che si collegasse a quel sistema routier fondamentale per i suoi progetti militari. Centinaia e centinaia di cantonieri provvidero alla sistemazione del tracciato, che divenne interamente carrozzabile per il transito dei cannoni. La strada fu protetta da alcuni rifugi, dove trovare riparo dalla violenza della "Lombarde" e della "Vanoise", i venti che improvvisi, battono le pendici di quelle montagne spirando il primo dal Piemonte e il secondo dalla Francia.
All'epoca, alle pesanti diligenze trainate in salita da dieci, quattordici muli, occorrevano almeno quattro giorni per collegare Lione a Torino via Moncenisio. Oggi qualche ora appena e il centro-sud della Francia è a portata di mano.

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