Logo Piemonte Parchi
Mensile di informazione e divulgazione naturalistica
 
numero corrente
n° 114

Anno XVII N. 2 Febbraio 2002
Copertina Rivista, particolare

EDITORIALE
Olimpiadi e cultura
PARCHI ITALIANI
Viaggio nel Bel Paese
RISORSE
Si fa presto a dire acqua
UOMINI E ANIMALI
Anna dei delfini
VALLI OLIMPICHE
Moncenisio porta della Savoia
UOMO, MEMORIA, TERRITORIO
- Rorà e l'ecomuseo della pietra
- Gli infernot per il vino
- Un mestiere senza eredi
- Una valle di pietra
- La pietra ollare umile eppur preziosa
- Liguria: l'Ecomuseo dell'ardesia
PARCHI PIEMONTESI
Le guardie del Paradiso
RETI ECOLOGICHE
Sull'autoroute le fan così
DAL MONDO DELLA RICERCA
Progetto Mito 2000
SENTIERI PROVATI
Il sentiero di Beura
ANIMALI TOTEMICI
Guerriero di saggezza
AVVISI AI NAVIGANTI
Sugli antichi sentieri della cultura occitana

I Parchi del Piemonte > Piemonte Parchi > n° 114
DAL MONDO DELLA RICERCA di Giovanni Boano

Progetto Mito 2000

Il Convegno di ornitologia svoltosi a Castiglioncello (Livorno) dal 26 al 30 settembre 2001 ha visto la partecipazione della maggior parte degli ornitologi italiani, che hanno discusso ed illustrato numerosissime ricerche e progetti, come testimoniato dalla consistenza degli Atti pubblicati con un numero speciale della rivista Avocetta, edita dal CISO (Centro Italiano Studi Ornitologici).
Un argomento a cui è stata dedicata particolare attenzione, e che ha sollevato accesi dibattiti, è stato quello dei progetti di ricerca coordinati a livello nazionale. Fra questi spicca quello varato nel 2000 per mappare non solo la distribuzione, ma anche l'abbondanza degli uccelli nidificanti su tutto il territorio nazionale.
Il progetto, battezzato MITO2000 (Monitoraggio Italiano Ornitologico), nome che forse non a caso ne sottolinea l'ambizioso programma è coordinato a livello centrale dall'Università di Milano Bicocca ed organizzato su base regionale con il contributo di numerosi responsabili locali. La metodologia è basata su rilevamenti per punti i ascolto in punti preventivamente sorteggiati dal coordinamento centrale. In questo modo è assicurato un campionamento casuale dell'intero territorio nazionale e si possono confrontare con confidenza le tendenze annuali delle popolazioni e le differenze di abbondanza tra habitat e regioni.
In pratica i rilevatori, che ovviamente devono avere una buona esperienza nel riconoscimento degli uccelli sia a vista che al canto, effettuano soste di 10 minuti nei punti estratti a caso dal coordinamento centrale: 15 per ogni particella di 10 x 10 km selezionata, segnando per ogni punto tutti gli uccelli osservati o sentiti e numerose caratteristiche ambientali del sito.
La selezione casuale dei punti porta talvolta gli ornitologi in zone da sempre trascurate, che riservano gradite sorprese, ma più spesso li costringe a noiosi campionamenti in aree intensivamente coltivate, poco stimolanti da un punto di vista paesaggistico ed ornitologico.
Il lavoro sul campo è più faticoso di quanto si possa immaginare, in quanto deve essere svolto in maggio-giugno nelle prime 4-5 ore dopo l'alba, e comporta ampi spostamenti dovuti alla casualità della selezione dei punti. Se in pianura e in alcune zone collinari ci si può muovere facilmente fra un punto e l'altro con l'auto, la cosa è ben più difficoltosa in montagna, cioè in oltre i 2/3 della nostra regione. In alcuni casi risulta addirittura impossibile raggiungere i punti prefissati (alcuni sono finiti per caso su ghiacciai, burroni o svincoli autostradali), e per ovviare a questo inconveniente è previsto un secondo set di punti sostitutivi.
Il programma prevede inoltre un secondo campionamento, indirizzato specificatamente a zone di particolare interesse ornitologico: le Zone a Protezione Speciale (ZPS), spesso coincidenti con parchi o altre aree protette.
I dati raccolti sono poi archiviati e trasmessi al coordinamento centrale tramite uno specifico software (ORNIS).
L'ambizioso programma è stato finanziato nel 2000 dal Ministero dell'Ambiente, ma nel 2001 il finanziamento è stato speriamo temporaneamente) interrotto; alcune regioni, fra cui la Regione Piemonte, hanno provveduto ad un finanziamento su base regionale visto l'interesse dell'iniziativa anche ai fini di tutela dell'avifauna.
Nei due anni trascorsi in Piemonte sono stati effettuati 645 rilevamenti puntiformi secondo il programma a campionamento casuale più 104 nelle ZPS. Fra le specie più rare contattate durante questi rilevamenti si possono citare il biancone, il re di quaglie e la bigia grossa, ma i risultati più interessanti giungono da specie più diffuse.
Le prime analisi, attualmente in corso (Fornasari et al., 2001), mostrano già alcuni risultati inattesi: la nostra regione, ad esempio, è risultata particolarmente importante per alcune specie, fra le quali spicca l'ortolano, uno zigolo in grave diminuzione in tutta Europa, ma ancora frequente nella pianura alessandrina.

Informazioni:

GPSO - c/o Mus. Civ. St. Nat., Carmagnola (TO)
e-mail: musnat@comune.carmagnola.to.it
Fornasari L., De Carli E., Mingozzi T., 2001. MITO2000, programma di monitoraggio dell'avifauna nidificante in Italia: sintesi del primo anno di rilevamento. Avocetta, 25: 28.

 

Cliccare sull'immagine per ingrandirla
Cliccare sull'immagine per ingrandirla
 


Piemonte Parchi
Servizio a cura del Settore Pianificazione aree protette
e-mail:
piemonte.parchi@regione.piemonte.it

Regione Piemonte Home Page