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Nel 1953 James
Watson e Francis Crick, due giovani ricercatori, luno di formazione
biologica laltro fi-sico, annunciarono sulla rivista Nature
daver scoperto la struttura del DNA (
) Conclusero il
loro articolo con un elegante understatement che lasciava trasparire
la consapevolezza di aver compiuto una scoperta rivoluzionaria:
"Non è sfuggito alla nostra attenzione che questa struttura
suggerisce immediatamente un possibile meccanismo di replicazione
del materiale genetico". (
) Negli
anni 60 i biologi decifrano parole e sintassi del codice genetico
(
) Nel 1973 due ricercatori della Stanford University, Stanley
Cohen e Annie Chang, e due delluniversità statale della
Ca-lifornia, Herbert Boyer e Robert Helling, cominciano a lavorare
intorno a un progetto che contempla il trasferimento del plasmide
così ristrutturato in una cellula batterica viva che, moltiplicandosi,
generi un clone nel quale poter accertare se il gene nuovo si è
stabilmente inte-grato ed ha la capacità di "esprimersi",
cioè di comandare davvero la sintesi della proteina da esso
codificata.
A ritmo incalzante, nuove importanti conquiste dilatano le potenzialità
della genetica molecolare (
)
Proviamo a tracciare una mappa aggiornata dei principali settori
in cui operano, con finalità diverse, gli ingegneri del
DNA:
- modificazioni
genetiche di microrganismi (batteri e lieviti), per renderli
produttori di farmaci (linsulina è stato il primo
salva-vita reso disponibile da questa nuova metodologia: ottenuta
nel 1978, autorizzata al commercio nel 1982), di vaccini, reattivi
diagnostici, enzimi e altri composti di "chimica fine"
utili nelle preparazioni alimentari, in campo agro-zootecnico
o in processi industriali;
- creazione
di piante transgeniche migliorate nella produttività (sia
in termini quantitativi, sia come qualità delle sostanze
che se ne ricavano: ad esempio, semi di leguminose arricchiti
nel contenuto di aminoacidi essenziali), rese più resistenti
delle varietà tradizionali a climi e terreni difficili
(ad esempio piante che tollerano meglio la penuria dacqua
o la salinità del suolo, oppure che hanno minori esigenze
di fertilizzanti perché dotate dei geni di batteri azotofissatori),
e anche rese capaci di autodifesa contro i parassiti (lesempio
più noto è il mais Bt, al quale è stato
conferito un gene batterico tratto dal Bacillus thuringiensis
- che fa sintetizzare ai tessuti della pianta una glicoproteina,
selettivamente tossica per gli insetti dannosi ma innocua per
tutti gli altri animali e per luomo, già nota e
usata da decenni come preparato da irrorare, non solo per la
protezione di coltivi ma anche per la lotta ai vettori della
malaria, della malattia del sonno e delloncocercosi, frequente
causa di cecità in Africa e Asia);
- creazione
di animali transgenici, anchessi allo scopo di migliorarne
la produttività, oppure per usarli come modelli nello
studio di cause e rimedi di patologie umane a base genetica (si
è di recente ottenuto un ceppo di topi che "riproduce"
il morbo dAlzheimer), o ancora come donatori di tessuti
e organi immunologicamente idonei a xenotrapianti verso luomo;
- piante
e animali transgenici produttori di alimenti con "valenza
farmacologica"; dai quali, cioè, si ottenga un determinato
effetto terapeutico mangiandoli (sono in fase di studio vegetali
modificati, tra cui una banana che sintetizza le proteine antigeniche
del polio-virus, che potranno semplificare le vaccinazioni di
massa nei paesi più poveri) o dai quali si possano estrarre
in buona quantità proteine funzionali destinate ad altre
forme di somministrazione al paziente (la ghiandola mammaria
di bovini e ovini transgenici promette dessere un eccellente
"bioreattore" per la sintesi di serio-albumina umana,
della quale gli ospedali lamentano carenza);
- terapie
geniche nelluomo, ovvero laggiunta di versioni funzionanti
di un gene difettoso (per il momento non è tecnicamente
realizzabile la sua sostituzione) nelle cellule del paziente
portatrici di tale anomalia; si prevede che questa metodica aprirà
nuove vie di cura anche per malattie, come quelle cardiovascolari
acquisite, in cui la responsabilità dei geni è
subordinata ad altri fattori;
- biorisanamento
ambientale, grazie a microrganismi geneticamente "istruiti"
a smaltire inquinanti del suolo e delle acque (il batterio Pseudomonas
reso capace di demolire chiazze di petrolio è stato il
primo "OGM", organismo geneticamente modificato, coperto
da brevetto, nel 1980).
Se
a questo elenco aggiungiamo altre recenti metodiche, che di per
sé non esigono interventi di ingegneria genetica ma tornano
utili ad "amplificarne" i costrutti, quali la coltivazione
delle "piante in provetta" (o meglio la loro riproduzione
clonale da piccole masse di tessuti adulti sdifferenziati), la
clonazione animale (mediante una precoce separazione dei blastomeri
dellembrione, o il trasferimento di un nucleo somatico
in una ovocellula), e ancora la produzione di anticorpi monoclonali
da ibridomi (linee di cellule immunitarie rese capaci di illimitate
generazioni in vitro, grazie alla fusione con cellule tumorali),
allora abbiamo un quadro completo delle cosiddette "biotecnologie
innovative".
Questa potenzialità del tutto nuova non solo mette in
gioco grossi interessi economici (il fatturato mondiale delle
biotecnologie attualmente sfiora i 60 miliardi di dollari), ma
alimenta timori, chiede attente valutazioni sociali e pone dilemmi
etici. Quanto sono sincere le bioindustrie nellaffermare
lutilità oggi, lindispensabilità domani,
delle manipolazioni genetiche? Le mire di profitto non le inducono
a sottacere i rischi, per la salute umana e per lambiente?
Finirà appiattita la biodiversità nei paesi ricchi
ed espropriata, con gravosi meccanismi brevettuali, quella di
cui è custode il Terzo Mondo? I progetti di "bricolage
genetico" tra animali e uomo per gli xenotrapianti non ledono
i diritti degli uni e la dignità dellaltro? Può
essere moralmente accettabile la sperimentazione sugli embrioni
umani?
La complessità di tali questioni dissuade dal tentare
risposte nette, in poche righe: facendolo, si abuserebbe del
privilegio di poter esporre i propri convincimenti senza contraddittorio.
Preferisco segnalare al lettore alcuni documenti di giusto respiro,
e limitarmi ad aggiungere alcune considerazioni che, spero, contribuiscano
a una serenità di giudizi:
- i
mass media, indulgendo al sensazionalismo, speso agitano spettri
inconsistenti: i commenti di giornali e TV allesperimento
Dolly (e lo spazio che hanno concesso alle spacconate del dottor
Seed, il medico che si è dichiarato pronto a clonare luomo)
hanno completamente distorto le vere finalità delle ricerche
sulla clonazione animale;
- la
comunità degli scienziati procede nelle ricerche con molta
più prudenza di quanto si tenda a credere: scoperto il
modo di ottenere il DNA ricombinante, i biologi si erano imposti
un freno volontario di un anno, per valutare i rischi della tecnologia,
e avevano poi definito in un apposito congresso (ad Asilomar,
nel 1975) criteri di sicurezza per il rilascio nellambiente
di microrganismo modificati; tuttora si astengono dalla fase
clinica di sperimentazione degli xenotrapianti perché
vogliono poter stimare meglio lentità del rischio
di trans-infezioni dallanimale alluomo;
- qualsiasi
tecnologia non solo le "biotech" - ha risvolti
negativi, immediati o differiti; la decisione di avvalersi dessa
non può essere presa in altro modo se non concordando
quale margine di rischio sia accettabile in rapporto ai vantaggi
attesi. Pensiamo agli antibiotici convenzionali: il loro uso
ha generato il problema dellantibiotico-resistenza di alcune
importanti patologie infettive; ma quante vite hanno finora salvato
questi farmaci?
- è
vero che la biodiversità racchiude tesori; ma è
anche vero che in molti casi solo un adeguato terreno tecnico-scientifico
può valorizzarli; valga lesempio del curaro: quanto
si è accresciuta la sua utilità passando dalle
frecce degli indios ai laboratori di fisiologia e alle sale chirurgiche?
- le
nuove normative dellInghilterra in merito alla sperimentazione
sui pre-embrioni umani sono state emanate dopo una consultazione
pubblica promossa da enti governativi (la Human Genetic Advisory
Commission e la Human Fertilisation and Embriology Authority)
e affidata per la redazione del questionario a un working group
di esperti di bioetica laici e religiosi. Negli Stati Uniti si
è svolto di recente un simposio (Engineering the human
germline, 1988) che ha attentamente discusso quali vantaggi sanitari
e quali problemi etici comporterebbe lautorizzare modificazioni
ereditabili del genoma umano. Due fatti notevoli, che dovrebbero
rassicurare chi teme infranto il contratto morale tra scienza
e società.
(
)
SCIENZIATI
COHEN,
Stanley
(1922 - ). Biochimico statunitense. Insieme a H. Boyer ha messo
a punto (1973) una tecnica per introdurre nei batteri del materiale
genetico estraneo (DNA ricombinante). Premio Nobel per la medicina
e la fisiologia nel 1986, insieme a Rita Levi-Montalcini, per
le ricerche sul fattore di crescita.
CRICK, Francis Harry Compton (1916 - ). Biochimico britannico.
Premio Nobel 1962 per la medicina e la fisiologia con J. D. Watson
e M. H. F. Wilkins, per la scoperta (1953) della struttura a
doppia elica del DNA e del sistema di replicazione del materiale
ereditario negli organismi viventi.
WATSON, James Dewey (1928 - ). Biologo statunitense. Studioso
della struttura del DNA ne ha proposto nel 1953 il modello molecolare
a doppia elica, oggi ritenuto esatto. Premio Nobel 1962 per la
medicina e la fisiologia, con F. H. Crick e M. Wilkins. Tra i
suoi studi più recenti, quelli relativi allingegneria
genetica e al progetto di ricerca sul genoma umano.
WILKINS, Maurice Hugh Frederick (1916 - ). Biofisico britannico.
Ha compiuto importanti ricerche sulla struttura degli acidi nucleici,
partendo dal modello di DNA proposto da J. D. Watson e F. M.
C. Crick, con cui ha condiviso il Premio Nobel 1962.
GLOSSARIO
CLONE In biologia,
insieme di individui omogenei dal punto di vista ereditario,
provenienti da un unico stipite per generazioni organiche o anche
in seguito a manipolazioni di ingegneria genetica.
DNA (dallinglese DeoxyriboNucleic Acid) in italiano
ADN: Acido Desossiribonucleico. Molecola resposnsabile della
trasmissione e dellespressione dei caratteri ereditari.
E presente in tutti gli organismi viventi. La molecola
del DNA è formata da due filamenti avvolti a spirale in
modo da formare una doppia elica. I due filamenti hanno sequenze
complementari. Linformazione genetica risiede nella sequenza
delle quattro basi che costituiscono le lettere dellalfabeto
utilizzato per scrivere il messaggio genetico.
GENE In genetica e biologia molecolare, tratto di acido
desossiribonucleico (DNA) che contiene, sotto forma di sequenza
lineare di nucleotidi, linformazione genetica per una o
più proteine.
PLASMIDE Molecola di DNA circolare a doppio filamento,
presente in natura nei batteri, di origine citoplasmatica e capace
di replicazione autonoma. I plasmidi sono utilissimi nelle tecniche
di DNA ricombinate perchè permettono di amplificare frammenti
di DNA di qualsiasi origine anche un milione di volte, con un
processo noto come clonazione.
POLIMERO In biologia, di struttura animale o vegetale
composta di più elementi analoghi. In chimica, nome generico
di sostanze, naturali o artificiali, che risultano dallunione
(polimerizzazione), spontanea o provocata, di più molecole
uguali (monomeri) o simili tra loro.
RNA In biochimica, sigla dellacido ribonucleico.
In biologia, tale acido è responsabile della sintesi proteica,
è in grado cioè di trasferire linformazione
per una proteina specifica (contenuta nel DNA) tramite lRNA
messaggero a livello di ribosomi, ove determina lassemblaggio,
secondo una sequenza specifica, dei diversi aminoacidi costituenti
la proteina.
TRANSGENICO In biologia, di organismo animale o vegetale
che presenta il suo genoma alterato per lintroduzione artificiale,
nelle cellule embrionali e del primissimo stadio dello sviluppo,
di geni estranei (esogeni), provenienti dalla stessa o da altre
specie, che in tal modo divengono elemento permanente del patrimonio
genetico e può quindi essere trasmesso alla progenie.
Per
saperne di più
-
Informazioni di base:
Edo Boncinelli - "I nostri geni. La natura biologica
delluomo e le frontiere della ricerca." - Torino:
Einaudi, 1998 - 282 p. - £. 19.500.
Giorgio Poli - "Biotecnologie. Principi e applicazioni
dellingegneria genetica." - Torino: UTET, 1997
- 256 p.; ill. - £. 45.000.
- Sulla situazione delle risorse mondiali e sulle previsioni
di sviluppo:
M. Cattaneo - "La fame nel mondo". -
in: Le Scienze n. 341 / 1997 - p.19.
B. McKibben - "Un momento speciale".
- in: Internazionale n. 251 / 1998 - p.19.
http://www.who.org/ (Organizzazione
Mondiale della Sanità).
http://www.fao.org/
(Organizzazione per lAlimentazione e lAgricoltura;
in questo sito si può trovare anche il rapporto della
riunione congiunta FAO/WHO su biotecnologie e sicurezza.
- Sui problemi etici delle biotecnologie applicate alluomo:
M. Mori - "Lembrione e la vita".
- in: Le Scienze Quaderni n. 100 / 1998.
http://www.dti.gov.uk/hgac/
(Human Genetic Advisory Commission).
http://www.ess.ucla.edu/huge/conferen.html
(simposio Engineering the human germline) |