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Struttura delle schede

Per ogni SIC è stata redatta una scheda suddivisa in cinque diverse sezioni. Nella prima, una descrizione delle caratteristiche generali del sito, vengono fornite sintetiche indicazioni sulla sua collocazione geografica all'interno della regione piemontese, sulla geomorfologia dell'area, sulle prevalenti componenti ambientali, biologiche e talora geologiche, e infine sulle attività antropiche che incidono sul territorio.

Nella parte dedicata agli ambienti e specie di maggiore interesse vengono trattati gli habitat (All. I) e le principali specie di importanza comunitaria (All. II e All. IV) per tutelare i quali è stato individuato il sito. Lo stato delle conoscenze naturalistiche è completato mettendo in evidenza le altre peculiarità del sito, tra cui le emergenze botaniche e zoologiche che rivestono un interesse regionale o locale.

Segue una descrizione dello stato di conservazione attuale del sito e delle minacce, in atto o potenziali, che occorre contrastare applicando le necessarie misure di conservazione.
Per molti siti che si prestano ad essere visitati sono fornite sintetiche indicazioni per la fruizione: presenza di sentieri escursionistici, sentieri natura o punti di informazione.

Per ogni sito sono infine indicati i riferimenti bibliografici dai quali sono state tratte le informazioni contenute nella scheda, che rimandano ad una bibliografia composta da oltre 750 titoli.
Nella scelta dell'iconografia è stata data preferenza a soggetti "insoliti", sovente di maggior interesse scientifico rispetto a quelli più frequentemente utilizzati per illustrare i volumi riguardanti le Aree Protette o la natura regionale.

Habitat

Per l'interpretazione degli habitat a livello regionale si è fatto riferimento al manuale regionale (Sindaco et al., 2003) e alle più recenti versioni del manuale europeo (European Commission, 2007).
Il codice NATURA 2000 dell'habitat di interesse comunitario, composto di quattro caratteri, è indicato tra parentesi nel testo. Rispetto all'elenco del manuale regionale si sono aggiunti i seguenti habitat: le formazioni arbustive di ginepri mediterranei (5210), le praterie alpine acidofile (6150), le formazioni erbose dei ghiaioni xerofili calcarei e dei calcescisti montani e subalpini (8130), queste ultime precedentemente attribuite all'habitat 8160.

Specie

Le specie citate nelle schede sono state scelte tra quelle più rappresentative o interessanti dal punto di vista conservazionistico, con particolare riferimento a quelle inserite negli Allegati II e IV della Direttiva Habitat e nell'Allegato I della Direttiva Uccelli. Notevole attenzione è stata data anche alle specie inserite in allegato alla L.R.32/82 ("Norme per la conservazione del patrimonio naturale e dell'assetto ambientale") e a quelle inserite nelle Liste Rosse italiana e regionale (per i vertebrati: Calvario e Sarocco, 1997; per la flora: Conti et al., 1997).

Poiché esistono discrepanze tra i nomi scientifici che si trovano negli allegati delle Direttive e quelli attualmente utilizzati, per non alimentare ulteriori confusioni si è scelto di adottare i nomi usati nel manuale regionale con l'eccezione di Elaphe longissima, oggi attribuito al genere Zamenis, e di Lindernia procumbens, oggi denominata Lindernia palustris.
La nomenclatura scientifica delle specie floristiche non in Direttiva è in accordo con con la recente "Annotated checklist of the Italian vascular flora" (Conti et al., 2005); in alcuni casi, quando differente, è indicato tra parentesi il nome in uso nella "Flora d'Italia" (Pignatti, 1982). Per la fauna si è adottata prevalentemente la nomenclatura scientifica usata nella "Checklist della Fauna d'Italia" (Ruffo et al., 1992).

I più recenti aggiornamenti della Direttiva Habitat contengono nuove specie rispetto a quelle trattate nel manuale regionale. Quelle faunistiche sono l'istrice (Hystrix cristata) e il coleottero Stephanopachys substriatus; quelle floristiche sono: Gladiolus palustris, Adenophora liliifolia, Asplenium adulternium, Myosotis rehsteineri, Himantoglossum adriaticum e Caldesia parnassifolia, quest'ultima estinta in regione.

Origine dei dati

I dati floristici e faunistici derivano dalle bibliografie riportate in calce, dalle Banche Dati Naturalistiche della Regione Piemonte e da dati inediti degli autori e di numerosi collaboratori. Le segnalazioni di specie localmente estinte o non ritrovate da oltre cinquanta anni sono state generalmente escluse, anche se talvolta vengono citate per il loro valore storico. In linea di massima anche i dati non recenti o dubbi sono stati omessi.

Fonte

  • La Rete Natura 2000 in Piemonte - I Siti di Interesse Comunitario - Sindaco
    R., Selvaggi A., Savoldelli P. - Regione Piemonte,2008

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