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Archivio angoli > 2005

a cura di Toni Farina
La "Rolassa", consigliato dal Parco del Bosco delle Sorti della Partecipanza
 

Premessa
Nascono e crescono, gli alberi, lottando spesso con i propri simili, della stessa o d'altre specie, nella ricerca dell'aria e della luce, nella ricerca del cielo. Perché, come dice il poeta indiano Rabindranath Tagore, "gli alberi sono l'estremo sforzo della terra per parlare al cielo..."
Uno sforzo che non tutti sono in grado di sopportare. Come sempre accade, solo i più forti, e i meglio posizionati, riescono nell'intento spingendo i propri rami verso il cielo, a disegnare arabeschi contro l'azzurro.

I più forti, e i meglio posizionati, diventano allora ultra-centenari, veri patriarchi del bosco. Il loro tronco perde slancio ma acquista saggezza.
Poi, anche per i più forti, arriva il momento del declino, annunciato dal tronco sempre più contorto, dalle fronde sempre meno rigogliose. E dopo il declino, la morte...
Abbatterli? E perché mai! I patriarchi meritano rispetto: come monumenti, come simboli, come forzieri di memoria. Come presenze indispensabili...
Meglio quindi conservarli eretti ancora un po' di tempo, trasformandoli in simulacri, in "totem". Come è accaduto alla "Rolassa", vecchia farnia del Bosco delle Sorti della Partecipanza a Trino.

Caratteristiche
Una "zattera galleggiante sulle risaie", il Bosco della Partecipanza. Immobile, ancorata tra ordinate geometrie di specchi d'acqua.
Lembo di foresta planiziale, prezioso residuo di biodiversità nel monotono panorama ambientale dell'attuale Pianura Padana. Un bosco governato da regole secolari finalizzate all'equilibrio produzione-conservazione (l'attuale piano di assestamento forestale prevede però il governo del bosco a fustaia).
Regole che hanno perpetuato il bosco, ma al contempo hanno impedito la presenza di alberi centenari. Con alcune eccezioni, come la farnia detta "Rolassa" (in dialetto "rulasa", "rul") di grande e "disordinata" chioma, che per almeno due secoli ha ombreggiato un rondò (incrocio) sulla "strada di mezzo", ovvero la pista principale che attraversa il bosco.

Ed è proprio grazie all'ombra generosamente dispensata in un tradizionale luogo di incontro nel cuore del bosco che la Rolassa si è salvata. Esentata dal ruolo produttivo, collocata in un ruolo "altro" e, col tempo, eletta a presenza indispensabile (il settore del bosco dove si trova è detto appunto "Rolassa").
Necessaria in quanto simbolo.
Per i Partecipanti un riferimento, un incontro certo, una presenza rassicurante. Da conservare anche al di là del tempo suo. Sfrondandola per evitare rischi di caduta rami in un punto di transito, ma trasformandola in un monumento essenziale.
Un "totem", dal quale attingere ancora linfa, sotto forma di memoria.

Il percorso
La Rolassa si trova lungo il percorso natura del parco, all'incrocio fra la strada di mezzo e la strada proveniente dall'ingresso detto "la Generala".
Mezzo più comodo per arrivare sul luogo, la bicicletta. Partenza consigliata, dalla sede del parco a Trino, da dove, seguendo le apposite indicazioni si arriva all'ingresso nel bosco al Ponte d'Assi (4 Km circa in gran parte su sterrato). In alternativa si può limitare la pedalata al bosco soltanto, partendo in bici dall'ingresso (parcheggio).

Consultata la bacheca con i percorsi, si prosegue nel bosco raggiungendo in breve il rifugio detto "dei cacciatori", dove si trovano un'area attrezzata e un punto acqua. Si prosegue quindi a destra, a lato del percorso natura, fino a uno spiazzo erboso (rondò) dove si incrocia la pista principale di attraversamento, detta "strada di mezzo". La si imbocca a destra fino a incontrare uno spiazzo simile al precedente: è qui che si trova la Rolassa, evidente per la foggia decisamente scarna ed essenziale.

Ritorno sul percorso di andata, oppure con uscita dalla "Generala", effettuando così un anello. In tal caso, alla radura della Rolassa si lascia la strada di mezzo (e il percorso natura) per svoltare a destra fino a raggiungere un altro rifugio, anch'esso dotato di area attrezzata. Proseguendo, si perviene in breve all'ingresso della Generala (dal nome di una vicina cascina), dove si lascia il bosco per far ritorno a Trino. Con auto al Ponte d'assi occorre invece svoltare a destra su una strada che lambisce il bosco fino a chiudere l'anello.
Il percorso ad anello completo è lungo circa 10 Km, assolutamente pianeggianti.

Come si arriva a Trino
Con mezzi propri. Autostrade: A4 Torino - Milano, uscita Cigliano, verso Livorno Ferraris, quindi per Montarolo. Viabilità ordinaria: da Torino, con la SS11 fino a Chivasso, quindi con la SS31 fino a Trino.
Con mezzi pubblici. Da Torino in treno con la linea Chivasso - Vercelli. Oppure con la linea Alessandria - Casale.

Info
Sede del parco e della Partecipanza a Trino, tel. 0161 828642;
e-mail: parco.partecipanza@reteunitaria.piemonte.it
Indirizzo web: http://www.parks.it/parco.partecipanza.trino/index.html

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