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Premessa
Nascono e crescono, gli alberi, lottando spesso con i propri simili, della
stessa o d'altre specie, nella ricerca dell'aria e della luce, nella ricerca
del cielo. Perché, come dice il poeta indiano Rabindranath Tagore,
"gli alberi sono l'estremo sforzo della terra per parlare al cielo..."
Uno sforzo che non tutti sono in grado di sopportare. Come sempre accade,
solo i più forti, e i meglio posizionati, riescono nell'intento
spingendo i propri rami verso il cielo, a disegnare arabeschi contro l'azzurro.
I più forti, e i meglio posizionati, diventano allora ultra-centenari,
veri patriarchi del bosco. Il loro tronco perde slancio ma acquista saggezza.
Poi, anche per i più forti, arriva il momento del declino, annunciato
dal tronco sempre più contorto, dalle fronde sempre meno rigogliose.
E dopo il declino, la morte...
Abbatterli? E perché mai! I patriarchi meritano rispetto: come
monumenti, come simboli, come forzieri di memoria. Come presenze indispensabili...
Meglio quindi conservarli eretti ancora un po' di tempo, trasformandoli
in simulacri, in "totem". Come è accaduto alla "Rolassa",
vecchia farnia del Bosco delle Sorti della Partecipanza a Trino.
Caratteristiche
Una "zattera galleggiante sulle risaie", il Bosco della Partecipanza.
Immobile, ancorata tra ordinate geometrie di specchi d'acqua.
Lembo di foresta planiziale, prezioso residuo di biodiversità nel
monotono panorama ambientale dell'attuale Pianura Padana. Un bosco governato
da regole secolari finalizzate all'equilibrio produzione-conservazione
(l'attuale piano di assestamento forestale prevede però il governo
del bosco a fustaia).
Regole che hanno perpetuato il bosco, ma al contempo hanno impedito la
presenza di alberi centenari. Con alcune eccezioni, come la farnia
detta "Rolassa" (in dialetto "rulasa", "rul")
di grande e "disordinata" chioma, che per almeno due secoli
ha ombreggiato un rondò (incrocio) sulla "strada di mezzo",
ovvero la pista principale che attraversa il bosco.
Ed è proprio grazie all'ombra generosamente dispensata in un tradizionale
luogo di incontro nel cuore del bosco che la Rolassa si è salvata.
Esentata dal ruolo produttivo, collocata in un ruolo "altro"
e, col tempo, eletta a presenza indispensabile (il settore del bosco dove
si trova è detto appunto "Rolassa").
Necessaria in quanto simbolo.
Per i Partecipanti un riferimento, un incontro certo, una presenza rassicurante.
Da conservare anche al di là del tempo suo. Sfrondandola per evitare
rischi di caduta rami in un punto di transito, ma trasformandola in un
monumento essenziale.
Un "totem", dal quale attingere ancora linfa, sotto forma di
memoria.
Il percorso
La Rolassa si trova lungo il percorso natura del parco, all'incrocio fra
la strada di mezzo e la strada proveniente dall'ingresso detto "la
Generala".
Mezzo più comodo per arrivare sul luogo, la bicicletta. Partenza
consigliata, dalla sede del parco a Trino, da dove, seguendo le apposite
indicazioni si arriva all'ingresso nel bosco al Ponte d'Assi (4 Km circa
in gran parte su sterrato). In alternativa si può limitare la pedalata
al bosco soltanto, partendo in bici dall'ingresso (parcheggio).
Consultata la bacheca con i percorsi, si prosegue nel bosco raggiungendo
in breve il rifugio detto "dei cacciatori", dove si trovano
un'area attrezzata e un punto acqua. Si prosegue quindi a destra, a lato
del percorso natura, fino a uno spiazzo erboso (rondò) dove si
incrocia la pista principale di attraversamento, detta "strada di
mezzo". La si imbocca a destra fino a incontrare uno spiazzo simile
al precedente: è qui che si trova la Rolassa, evidente per la foggia
decisamente scarna ed essenziale.
Ritorno sul percorso di andata, oppure con uscita dalla "Generala",
effettuando così un anello. In tal caso, alla radura della Rolassa
si lascia la strada di mezzo (e il percorso natura) per svoltare a destra
fino a raggiungere un altro rifugio, anch'esso dotato di area attrezzata.
Proseguendo, si perviene in breve all'ingresso della Generala (dal nome
di una vicina cascina), dove si lascia il bosco per far ritorno a Trino.
Con auto al Ponte d'assi occorre invece svoltare a destra su una strada
che lambisce il bosco fino a chiudere l'anello.
Il percorso ad anello completo è lungo circa 10 Km, assolutamente
pianeggianti.
Come si arriva a Trino
Con mezzi propri. Autostrade: A4 Torino - Milano, uscita Cigliano, verso
Livorno Ferraris, quindi per Montarolo. Viabilità ordinaria: da
Torino, con la SS11 fino a Chivasso, quindi con la SS31 fino a Trino.
Con mezzi pubblici. Da Torino in treno con la linea Chivasso - Vercelli.
Oppure con la linea Alessandria - Casale.
Info
Sede del parco e della Partecipanza a Trino, tel. 0161 828642;
e-mail: parco.partecipanza@reteunitaria.piemonte.it
Indirizzo web: http://www.parks.it/parco.partecipanza.trino/index.html
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