Pino
silvestre |
Famiglia: Pinaceae Nome scientifico: Pinus sylvestris L. Nome dialettale:
fino pescia, pëssra (cuneese, valli Germanasca, Chisone, Susa), pin salvai,
pën (Val Cenischia), pignu seivestru (Ovada), dausol, dangla (ossolano),
tia, tiun (Val Vigezzo), pëssa (Colline) .
Caratteristiche salienti Albero
di seconda grandezza, sempreverde, longevo, che può raggiunge talvolta
i 30-35 m di altezza. La chioma, conico-piramidale negli esemplari giovani, diventa
a forma di cupola negli individui maturi o espansa e ovale in quelli isolati.
La
corteccia Bruno-arancio e sfogliantesi in lamelle cartacee nella parte
superiore del tronco, più scura in quella inferiore, negli individui adulti
si fessura e screpola in placche longitudinali, più o meno regolari, dagli
orli taglienti.
Le foglie Aghi appuntiti, rigidi e ritorti,
brevi (4-7 cm), di colore verde glauco o verde-grigio, inseriti sui rametti in
fascetti di 2.
I fiori Pianta monoica con piccoli fiori maschili
(conetti) ovoidali di colore giallo, riuniti a manicotto intorno alla gemma apicale
dei rametti; quelli femminili sono rossi, molto piccoli e disposti all'estremità
del germoglio dell'anno.
I frutti Coni ovati, legnosi, bruno
chiaro con squame più scure all'interno, corti e penduli, cadono a terra
interi; verdi durante il primo anno, diventano bruni a maturità (secondo
anno). Seme alato, disseminazione anemocora e zoocora.
Le radici Fittonanti
con robuste ramificazioni superficiali. Il legno Differenziato, con alburno
biancastro e durame bruno-arancio ad anelli ben visibili, resinoso, di media durabilità
e pesantezza (densità di 570 kg/m3).
Ecologia Specie eliofila,
mesoxerofila-xerofila, pioniera, che resiste al freddo e agli sbalzi di temperatura,
ma esige estati calde. Si adatta a tutti i tipi di suolo, da acidi a basici, da
giovani a evoluti, ciottolosi (per sempio greti montani), idromorfi o compatti. Tipica
del piano montano, arriva ai margini del piano mediterraneo superiore; si può
trovare dai (150) 300 ai 1500 (2000) m.
Impieghi È usato
per il recupero ambientale delle aree degradate. Dal punto di vista ornamentale
ha un modesto valore (raramente ha portamento equilibrato) ed è inadatta
ai parchi e ai giardini, mentre le pinete naturali si prestano bene per scopi
ricreativi. Il legno è utilizzato per travature, perlinaggi di rivestimenti,
cassettame e falegnameria andante.
Dove si trova In Piemonte E'
presente sulle Alpi con una distribuzione frammentaria (Val di Susa, Val Chisone,
Val Maira, Val Tanaro); molto raro sull'Appennino, sporadico e in regressione
sui rilievi centrali (Po, Monferrato, Roero), più frequente in Langa; in
pianura solo nelle brughiere novaresi. Popolamenti significativi Santa Maria
Maggiore e Toceno (Val Vigezzo - VB), Trasquera (Val Divedro - VB), Fenestrelle
(Val Chisone - TO) iscritto al Libro Nazionale dei Boschi da Seme, Oulx, Bardonecchia
e Beaulard (alta Val di Susa - TO), Mompantero, località Pampalù
(bassa Val di Susa - TO), Borgomasino (TO), Stroppo e Alma (Val Maira - CN), Baldissero
d'Alba (Roero - CN), Niella Belbo e Cessole (Langa - CN), Upega (alta Val Tanaro
- CN), Casalborgone (Colline del Po - TO), Pino d'Asti (Basso Monferrato
- AT), Varallo Pombia, Mercurago (brughiere novaresi - NO). Costituisce le
fasi pioniere di querceti di rovere, roverella e faggete, mentre è stabile
nelle stazioni rupestri montane. Nei parchi piemontesi Parco naturale
del Gran Bosco di Salbertrand http://www.parks.it/parco.gran.bosco.salbertrand
Per saperne di più Curata dall'IPLA (Istituto per le
Piante da Legno) la recente Guida alle specie spontanee del Piemonte, alberi e
arbusti. La si può richiedere all'Assessorato alle Politiche per la Montagna
della Regione Piemonte: http://www.regione.piemonte.it/montagna/
(01 aprile 2005) |






|
|
|
|