Il tuono del cannone fa vibrare le pietre del selciato, non bastano però le potenti salve a fermare i francesi che conquistato il ponte levatoio si materializzano, appena il fumo si dirada, nello stretto passaggio che conduce alla piazza d'armi. I soldati obbedienti ai secchi ordini dei comandanti manovrano scambiandosi violente scariche di fucileria.
Le vampe dei moschetti e l'odore acre della polvere da sparo fanno bruciare gli occhi.
Alla fine dopo l'ennesimo scontro all'arma bianca, i piemontesi si arrendono e la bandiera è ammainata. Risuonano così le note della marsigliese dei soldati di Napoleone. Non siamo nel 1798 e tanto meno su di un set cinematografico, ma all'interno del forte di Fenestrelle, la Grande Muraglia delle Alpi.
"Assedio" è una rievocazione storica, uno degli eventi organizzati per far rivivere il ritrovato gigante della Val Chisone, che ripropone e reinventa gli avvenimenti collegati alla prima discesa del generale corso in Italia. La sparuta guarnigione lasciata a difesa della fortezza, formata per lo più da ex galeotti, si arrese presto ai francesi e i successivi tentativi di riconquistare il munito caposaldo da parte degli austro-piemontesi riscorsero scarso successo.
Unica tra le fortificazioni sabaude, quella di Fenestrelle non fu abbattuta (cosa che accadde a Exilles, alla Brunetta e a molte altre), ma adibita a deposito e magazzini. Cosicché oggi rappresenta il più integro complesso di arte militare del ‘700, tanto che la provincia di Torino ne ha fatto il suo monumento simbolo.
Più che una singola fortezza, Fenestrelle, è un insieme di forti uniti tra di loro da un complesso sistema di opere di difesa collegate I numeri sono impressionanti: dal Forte di San Carlo quello situato più in basso in prossimità del fondovalle, passando per i Tre Denti e su sino al Forte delle Valli articolato a sua volta in tre ridotte, sono più di 600 m di dislivello. Complessivamente l'area fortificata occupa una superficie di circa 130 ettari (ricordiamo che fa parte integrante del parco Regionale dell'Orsiera Rocciavrè) e ha uno sviluppo di oltre 3 km. "Una gradinata titanica". "Una cosa strana, grande, bella davvero" la definì Edmondo De Amicis nella sua "Alle porte d'Italia" avendo sotto gli occhi la lunga teoria dei risalti, i giganteschi gradoni che si arrampicano lungo il costone della montagna. Al loro interno erano posizionate le artiglierie per la difesa attiva della fortezza:cannoni,mortai e obici.
Per garantire il supporto logistico e gli spostamenti degli uomini e dei mezzi sono stati realizzati tre percorsi di cui uno esterno sul lato di Fenestrelle, la via dei Cannoni, la cui funzione è insita nell'appellativo. La Scala coperta dei 4.000 (3996) gradini, invece inizia sotto la Torre dell'Orologio consentiva lo spostamento degli uomini al sicuro da attacchi esterni ed era praticabile anche in pieno inverno. Non ha eguali in Europa ed è una delle più lunghe del mondo: è il cordone ombelicale del complesso. È larga 2,10 m, e alta 2,35, lo spessore dei muri che la contengono è di oltre 2 metri. Numerose strette feritoie garantiscono l'illuminazione. La scala si sviluppa continuativamente per oltre un chilometro e mezzo alternando rampe gradinate a lunghi corridoi talvolta interrotti da ponti mobili. La scala reale è invece totalmente esterna e rappresenta la continuazione della mulattiera interna. Fu voluta per le sue ispezioni da Carlo Emanuele III e vanta anch'essa la sua bella razione di gradini.
Gli antefatti che portarono alla realizzazione del poderoso sbarramento, vanno ricercati nella decisione francese caldeggiata dal Catinat di realizzare il forte Mutin, in sostituzione delle piazze di Pinerolo e Perosa, negli ultimi anni del XVII secolo. Con la riconquista piemontese delle alte valli conseguente al trattato di Utrecht (1713) Carlo Emanuele III decise di porre mano a un sistema difensivo tale da scoraggiare future invasioni e soprattutto a rimpiazzare quel Mutin che si era rilevato del tutto inadeguato essendo stato conquistato senza troppa fatica dagli austro-piemontesi nel 1708. Nacque così il Forte di Fenestrelle la cui costruzione si è protratta per 122 anni, dal 1728 al 1850 (ultima ad essere realizzata la Ridotta Carlo Alberto). Benché all'epoca ancora incompiuto, la sua presenza ebbe un ruolo determinante nel far prendere al Signore di Bellisle la sciagurata decisione di invadere il Piemonte seguendo il crinale della montagna, incorrendo così nella tragica giornata dell'Assietta.
Minaccioso e terrifico, i suoi cannoni però non spararono mai. Giudicato dapprima inespugnabile e divenuto presto superato nelle concezioni, ad eccezione delle scaramucce napoleoniche, finì con l'essere soprattutto magazzino, caserma di punizione e prigione di stato. Napoleone vi fece rinchiudere il Cardinale Pacca segretario del Papa Pio VII e molti altri prelati. Xavier De Maistre lo scrittore savoiardo per questioni di duello, vi trascorse 42 giorni di arresto e concepì la sua opera migliore Viaggio intorno ad una stanza.
Altro ospite illustre fu Vincenzo Gioberti prima che per ragioni di salute la prigionia fosse commutata in esilio. Il lungo elenco degli ospiti non proprio volontari lo si trova nel sito Internet citato in nota. L'ultimo atto prima dell'abbandono e della successiva spoliazione si ebbe nel corso del secondo conflitto mondiale, quando i partigiani vi ingaggiarono cruenti scontri con i nazi-fascisti. In quell'occasione fu fatta saltare la Ridotta Carlo Alberto, i cui ruderi si vedono ancora a fianco della strada che in precedenza passava sotto il manufatto.
Dopo anni di abbandono nell'ultimo decennio del secolo scorso grazie all'Associazione Progetto San Carlo onlus e con il contributo di soldi pubblici, è iniziato un difficile lavoro di recupero e valorizzazione. La torre con l'orologio e il ponte levatoio, la chiesa di sobrie linee barocche disegnata da Carlo Andrea Rana, il Palazzo del Governatore e il Padiglione degli Ufficiali sono stati recuperati e restaurati. Quest'ultimo oltre agli uffici ospita oggi il museo del III Alpini con cimeli e ricordi del leggendario reggimento e la Galleria delle Uniformi del Regio Esercito. La raccolta è costituita da 90 manichini di cui tre con relativi cavalli completamente vestiti e accessoriati delle varie armi leggere in dotazione nonché da stampe, quadri, documenti (ingresso a pagamento). Al piano nobile del Palazzo del Governatore è allestita una collezione di oltre duecento animali imbalsamati dono al Forte della famiglia Isoli di Lecco, tra di esse molte specie rare od esotiche.
Nel frattempo è in corso la realizzazione di un ostello con 57 posti letto ed è previsto il ripristino della porta Reale e si spera degli inquietanti Quartieri. Anche la scala coperta è stata resa agibile liberandola dalle infiltrazioni d'acqua che ne percorrevano la parte inferiore. Infine un potente impianto di illuminazione notturno, fa del Forte un riferimento per tutta l'alta valle.
E se la parte bassa è utilizzata per manifestazioni, convegni, promozioni, visite guidate a cura dell'associazione, consentono di salire sino alla Ridotta di Sant'Elmo e all'accesso superiore del Ponte Rosso nei pressi di Pra Catinat. Un susseguirsi di casematte, polveriere come quella di Sant'Ignazio, postazioni di cannoni, garitte (spettacolare quella del "Diavolo), ma anche di forni, cappelle, caserme, acquedotti (quello sotterraneo dei Tre Denti è lungo più di 400 metri agevolmente percorribile a piedi) tutto quanto insomma necessario a rendere autonomo il forte stesso.
Un viaggio nel tempo per comprendere l'arte militare del passato e l'organizzazione della vita in fortezza e per riflettere sempre, sull'assurdità della guerra, di tutte le guerre.
Tullio Contino, La Piazzaforte di Fenestrelle, Roberto Chiaramonte editore, Torino 1993
Il sito ufficiale della fortezza di Finestrelle, estremamente esaustivo e ricco di informazioni, è www.fortedifenestrelle.com
Il depliant Forte di Fenestrelle, La grande Muraglia piemontese distribuito in loco contiene informazioni e piantine dettagliate
Prenotazioni (per le visite guidate) e informazioni Associazione Progetto San Carlo, tel. 0121 83600
di Aldo Molino
Servizio a cura della redazione di Piemonte Parchi