FRUIZIONE
Accessibile significa permettere a persone con esigenze speciali la fruizione senza ostacoli e difficoltà del servizio turistico. Non solo un discorso di barriere architettoniche, quindi, ma un ripensamento complessivo che tenga conto dell’accessibilità, ma anche dell’adattabilità e della visibilità
testo di Aldo Molino e Laura Ruffinatto
foto Aldo Molino, archivio Parco La Mandria
I civilissimi greci, a quanto si racconta, si sbarazzavano di chi non fosse idoneo alle armi esponendolo sul Monte Taigeto; i romani che non erano da meno, allo stesso scopo pare utilizzassero la Rupe Tarpea.
Fortunatamente, anche se non benissimo, oggi le cose vanno un po’ meglio e i diversamente abili incominciano a non essere più considerati cittadini di serie B.
Il fenomeno della disabilità è tutt’altro che marginale, e se consideriamo l’aumento dell’età media in espansione. Si calcola che in Italia ci siano oltre 2.800.000 diversamente abili, quasi il 5% della popolazione. Circa 60.000 persone con meno di 65 anni si muovono in carrozzina, quasi il 15% delle famiglie è coinvolto con le problematiche della disabilità. A tutto questo vanno aggiunti coloro che hanno bimbi piccoli da trasportare in carrozzina con problematiche per certi versi assimilabili.
In un mondo dominato da un falso concetto di uniformità, basta aver provato sia pure per poco a subire delle menomazioni (ad esempio una caviglia slogata) per rendersi conto di quali problemi e difficoltà ponga la vita quotidiana in questi casi.
Un’utenza comunque considerevole che giustifica, al di là delle considerazioni etiche, la necessità non solo di adeguare quanto esistente ma sviluppare lo studio e la predisposizione di apposite strutture.
«Rendere accessibili le opportunità per tutti è fondamentale per migliorare la qualità della vita: la possibilità di poter partecipare a proposte ricreative integrate consente anche alle persone con grave disabilità di poter trovare energie, stimoli e significati per affrontare positivamente i diversi problemi posti dalla vita quotidiana», scrivono R. Montani e E. Ghedin.
«La promozione di attività motorie e sportive integrate, infatti, viene a essere un importante strumento educativo per il processo evolutivo; oltre a favorire lo sviluppo cognitivo diviene motivo di emancipazione e accrescimento».
Accessibile significa permettere a persone con esigenze speciali la fruizione senza ostacoli e difficoltà del servizio turistico. Non solo un discorso di barriere architettoniche, quindi, ma un ripensamento complessivo che tenga conto dell’accessibilità, ma anche dell’adattabilità e della visibilità.
I parchi e le riserve delle Alpi Cozie sono all’avanguardia nella realizzazione di progetti intesi a rendere fruibili da un più vasto pubblico gli spazi naturali con percorsi, sentieri didattici, strutture di accoglienza accessibili anche a visitatori disabili. "Parchi per tutti. Acque e Parchi accessibili nelle Alpi Cozie" è una iniziativa di documentazione e informazione e sensibilizzazione in campo ambientale finanziata dall'Assessorato all'Ambiente della Regione Piemonte e realizzata grazie al contributo attivo e all'esperienza diretta di persone disabili, che risiedono in Valle di Susa, e che fanno riferimento al Centro Territoriale per l'Autonomia di Condove, gestito dal Con.I.S.A., e della consulenza dello Sportello Inform@esse. A guidare gli estensori della guida è stata l’attenzione alle problematiche di fruizione degli ambienti naturali da parte delle persone con disabilità (motoria, sensoriale o intellettiva). Le Cozie sono una delle aree naturali più ricche di acqua: acqua nei fiumi e acqua nei laghi. L’opuscolo, realizzato con l’esperienza diretta, conduce i propri lettori per mano alla scoperta di parchi e riserve delle Alpi Cozie, proponendo sei luoghi accessibili e fruibili da tutti: i Laghi di Avigliana (Grande e Piccolo), il Laghetto di Vaje, il Lago Paradiso di San Giorio, la Ghiacciaia di Salbertrand, il laghetto della Val Troncea
Pur non avendo allestito percorsi di visita specificamente dedicati ai diversamente abili, l’Ente Parco La Mandria da alcuni anni dedica particolare attenzione a tutti coloro che hanno difficoltà motorie e altri handicap al fine di favorire una fruizione allargata a tutto il potenziale pubblico delle aree protette gestite.
Tra gli interventi specifici ricordiamo:
La viabilità del parco, attraversato da una fitta rete di strade inghiaiate, pianeggianti o a modesta pendenza, che costituivano le antiche rotte di caccia dei Savoia, è comunque facilmente accessibile anche per il pubblico con difficoltà motorie.
Buona Pratica: tutto ciò che, all’interno di un determinato contesto, consente il raggiungimento di un risultato atteso; misurato nella sua efficienza e nella sua efficacia, può quindi essere assunto come modello, può essere generalizzato o applicato ad altri contesti. Questo è l’obiettivo che il Parco naturale dei Laghi di Avigliana ha tentato di raggiungere con la pubblicazione della guida Conoscere la fauna del Parco D’Avigliana e con la realizzazione del percorso multisensoriale, creati entrambi per i non vedenti. Si tratta di un progetto unico, finanziato dall’Unione Europea e da Alcotra (organismo di cooperazione europea tra Italia e Francia) che rientra in un programma più ampio, denominato Una montagna per tutti, cioè un sistema per realizzare servizi, potenziare l'accoglienza, sviluppare le opportunità turistiche, culturali e sportive rivolte “a tutti” anche ai soggetti sociali deboli. Partner e capofila del progetto sono stati la Comunità Montana Val Sangone, la Provincia di Torino e la Comunità dei Comuni della Provincia del Briansonnese. La guida, realizzata in lingua italiana e francese illustra gli animali più rappresentativi del parco e il loro habitat ma può essere utilizzata per conoscere anche altre realtà. È un piccolo volume costituito da 21 schede: nella parte alta della pagina, il disegno in rilievo dell’animale, il suo nome scientifico, una descrizione in italiano e la relativa traduzione in francese e infine la sovrascrittura in braille. In allegato si trova il CD, un approfondimento sulle caratteristiche di questi 21 animali e dell’ambiente in cui vivono. Le ultime due tracce del CD, raccontano la storia geologica del parco e per ultimo, la descrizione del percorso allestito per i non vedenti (da percorrere con walkman e cuffie a disposizione presso la sede del parco). Questo “tratto”, delimitato da un mancorrente guida, si sviluppa su 300 metri: lungo il tracciato tre cassette in legno contengono allestimenti naturalistici esplicativi. Le relative targhette in braille ne spiegano il contenuto. Nella prima, ad esempio, si trovano le riproduzione in plastica di tre esemplari della fauna minore del parco: una libellula, un serpente e un ramarro, mentre nella seconda cassetta è possibile toccare i calchi delle impronte dello scoiattolo e del riccio. Quando il mancorrente termina, l’utente viene invitato ad attraversare la strada calpestando mattonelle tattili per continuare il percorso su un tracciato sterrato verso la palude. Durante tutto il tragitto è possibile ascoltare i versi registrati degli uccelli, di solito presenti in quel tratto (produzione LIPU), e usarlo come riferimento per provare a riconoscerne il canto. Per avere copia della pubblicazione è necessario fare richiesta al Parco.
Nel corso degli anni i parchi piemontesi si sono dotati di strutture sempre più idonee ad avvicinare i territori protetti ai possibili fruitori. Centri visita, musei, rifugi. Alcune di queste strutture assumono però un valore particolare come la Casa degli Escarton di Pragelato o la Casa Walser di Carcoforo, dove non è solo rilevante il contenuto ma è il contenitore ad assumere significato in quanto strutture edilizie tradizionali restaurate e preservate filologicamente, o il recentissimo Museo del Piropo di Martignana Po, che permette di conoscere questa curiosità geologica e nello stesso tempo fare da filtro e tutelare il territorio dagli scavi sconsiderati.
Ma che cosa sono i piròpi?
Il piròpo è un minerale della classe dei nesosilicati e della famiglia dei granati. Il nome deriva dal greco pyrōpόs (“che ha l’aspetto del fuoco”): il colore di questa gemma di norma è rosso fiammante. I piròpi in natura si trovano come minerali inclusi in rocce metamorfiche e hanno l’aspetto di cristalli a forma di solidi poliedrici.
La formula chimica del piròpo è Mg3Al2(SiO4)3: tre atomi di magnesio, due di alluminio, tre di silicio e dodici di ossigeno sono uniti fra loro da legami chimici e si ripetono nello spazio a formare un reticolo cristallino a maglie regolari cubiche.
I cristalli di piròpo di Martiniana Po, comune del Parco del Po Cuneese, si trovano incastonati in rocce metamorfiche dette quarziti micacee, che affiorano in forma di “lenti” incluse fra micascisti e gneiss minuti, due tra i litotipi più comuni nei rilievi della bassa valle Po.
Questo piropo ha caratteristiche eccezionali ed è di estremo valore scientifico e culturale perché raro, puro con dimensioni talvolta considerevoli, e include minerali unici al mondo: bearthite, ellenbergerite e magnesiodumortierite; inoltre è stata rinvenuta la coesite, rara forma cristallina della silice. Il luogo dov’è stato scoperto è classificato come geosito mineralogico, ed è sottoposto a vincolo dalle Autorità locali, su iniziativa dei ricercatori, al fine di essere conservato e valorizzato.
Di per sè il sito di Martiniana dice poco al visitatore che vi si rechi per scoprire qualcosa su questa eccezionale presenza mineralogica, poiché i cristalli non sono direttamente visibili.
Per ovviare a questo fatto, il Parco del Po Cuneese, d’intesa con il comune di Martiniana Po e in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino e l’Università del Piemonte Orientale “A. Avogadro” (sede di Alessandria), ha allestito, in locali vicini alla Municipio, il Museo del Piropo, con lo scopo di sensibilizzare i visitatori, attraverso un percorso di conoscenza, sulla tutela dell’ambiente e delle risorse geologiche. Nel Museo, oltre a poter osservare alcuni splendidi cristalli di piropo, sono esposti campioni di minerali e rocce, utili a ricostruire la storia mineralogica del piropo e quella geologica della Valle Po.
Aldo Molino
Renzo Ribetto
Servizio a cura della redazione di Piemonte Parchi