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Centrale Dobbiaco-San Candido

ENERGIA DA BIOMASSA

Scaldarsi con il legno

Negli ultimi quindici anni, l'Alto Adige ha visto uno sviluppo della tecnologia del teleriscaldamento a biomasse forestali unico in Europa. Ecco perché

Testo e foto di Matteo Puttilli

In provincia di Bolzano si contano più di sessanta centrali, che soddisfano poco meno del 30% dei consumi termici del territorio altoatesino.
La centrale di Dobbiaco-San Candido è una delle esperienze pilota in questo settore. Abbiamo intervistato Hanspeter Fuchs, presidente dell'impianto e fondatore del Consorzio Biomasse Alto Adige.

Quando è stata realizzata la centrale di Dobbiaco e quali sono le sue caratteristiche?
La centrale nasce nel 1995, quando vengono realizzate due caldaie da 4 MW termici alimentate a cippato di legno. Nel 2003 l'impianto viene ampliato con una caldaia da 10 MW termici e un modulo da 1,5 MW per la produzione di energia elettrica. L'investimento complessivo è stato di 28 milioni di euro, che comprendono anche la rete di teleriscaldamento, le opere di allacciamento delle utenze e così via. Oggi la centrale serve più di mille utenze. I ricavi derivano dalla vendita diretta dell'energia termica agli utenti e dalla vendita in rete dell'energia elettrica (per la quale si beneficia dei certificati verdi).

Il legno come fonte di energia

Per secoli, l'impiego del legno ha rappresentato la principale tra le fonti di energia. Tale utilizzo non è mai cessato, e ancora oggi è la prima fonte energetica rinnovabile nel mondo. La materia prima può derivare da prelievi forestali diretti, da residui delle colture agricole e delle attività di lavorazione.

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Servizio a cura della redazione di Piemonte Parchi


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