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AVIFAUNA

Il succiacapre, un notturno che chiude gli occhi di giorno

Non più grosso di un merlo, il succiacapre è un uccello molto particolare: secondo una leggenda popolare si attacca alle mammelle di pecore e capre, con il risultato di bloccare la produzione del latte e rendere addirittura cieche le povere malcapitate


di Chiara Spadetti
chiara.spadetti@regione.piemonte.it
Foto di Fabio Ballanti

Una stazione di inanellamento: giro di controllo serale delle reti. Ecco cosa può generare piacevoli sorprese: dal crepuscolo, infatti, iniziano a volare i notturni, e con un po' di fortuna qualcuno può incappare in una rete, per la gioia degli inanellatori.
La prima volta che ho visto un succiacapre (Caprimulgus europeus) è stato proprio presso una stazione di inanellamento, sull'Isola di Palmaria, a primavera, periodo in cui la specie torna in Italia dopo aver trascorso i mesi invernali concentrandosi nella zona orientale dell'estremo sud dell'Africa: dal solito sacchetto di tela è spuntato fuori un uccello alquanto singolare, non più grosso di un merlo ma con una testa massiccia, quasi sproporzionata rispetto al resto del corpo, piuttosto affusolato e simile a un rondone soprattutto per la forma e il notevole sviluppo delle ali.
La somiglianza con il rondone non si ferma qui: anche il succiacapre possiede zampe corte e quindi poco visibili, oltre a un becco scarsamente sviluppato, soprattutto in relazione alle grandi dimensioni del cranio, caratterizzato per contro da occhi enormi e scurissimi, leggermente sporgenti in posizione laterale e solitamente tenuti socchiusi, il che conferisce all'uccello un'espressione alquanto singolare. Lungo la rima del becco si notano delle specie di vibrisse, dette barbigli, che sono di fatto piume modificate in funzione della particolare alimentazione del succiacapre, che preda in volo falene, coleotteri e altri insetti notturni.
Ma a un'osservazione ravvicinata, ciò che colpisce maggiormente è il piumaggio: la base grigiastra è ravvivata da disegni finissimi, sottili screziature brune e macchie fulve o color crema che ricordano nel complesso la corteccia di un albero e suggeriscono un mimetismo perfetto quando il succiacapre è posato su un tronco oppure al suolo, su un tappeto di foglie secche.
tologiche assolutamente uniche.

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Servizio a cura della redazione di Piemonte Parchi


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