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L'assedio di Guidoriccio da Fogliano, 1328, di Simone Martini (Luisa Ricciarini Photo Agency)

COMUNICAZIONE

A chi interessa
il paesaggio italiano?

La logica della "notiziabilità" comporta che il paesaggio venga preso in considerazione solo quando diventa elemento di cronaca nera. Colpa del decadere del giornalismo d'inchiesta


di Carlo Grande

«Ogni paesaggio appartiene al popolo che lo ha creato», diceva Schiller, ma di fronte alla battaglia che si combatte palmo a palmo sul "territorio" (termine ormai svuotato di significato, che come la parola "sviluppo" nasconde molte nefandezze), il popolo ha ben poche armi di difesa. Quella mediatica è un po' spuntata: raramente si parla di paesaggio in modo sistematico, poco si informa sul disastro estetico e ambientale che abbiamo sotto gli occhi, ogni giorno.
L'architettura, disse anni fa Renzo Piano ricevendo il Pritker dalle mani di Clinton, è prima di tutto un servizio, un'arte che produce cose che servono, ma socialmente pericolosa,
perché un'arte imposta. Un brutto libro si può non leggere, una brutta musica si può non ascoltare, ma il brutto condominio (o la cava che sventra la montagna, l'argine che ingessa un fiume, il capannone o il traliccio che sfregia una collina) che abbiamo davanti lo vediamo per forza. L'architettura può imporre un'immersione totale nella bruttezza, non dà scelta.
Giornali e tv trattano il paesaggio, questo straordinario contenitore di natura e cultura, come le notizie ambientali in genere: in modo saltuario, legato alle novità di cronaca, raramente cercando di creare una coscienza etica ed estetica nella gente. È ben vero che negli ultimi anni l'ambiente è diventato di moda ed è cresciuta la sensibilità collettiva, ma la logica della "notiziabilità", basata pur sempre sul fatto che faccia più notizia "un uomo che morde un cane piuttosto che un cane che morde un uomo", comporta che il paesaggio venga preso in considerazione per lo più quando è sfregiato, quando diventa elemento di cronaca nera. Quando il grande cuore dell'Italia batterà anche per prevenire le "disgrazie" contro il territorio e il patrimonio culturale, e non solo dopo, per piangerci sopra?

Striscia la notizia tratta spesso il tema degli "ecomostri", dello sperpero di denaro pubblico, dell'abusivismo. I Tg nazionali lo fanno più raramente. Colpa del decadere del giornalismo d'inchiesta, dei reportage.

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Servizio a cura della redazione di Piemonte Parchi


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