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Turisti intenti a fotografare una volpe confidente nel Parco della Maremma (foto G. Ielardi)

INDAGINE

Il Parco negli occhi del visitatore

Un luogo in cui recarsi per trarne "benefici" derivanti dal contatto con la natura e la contemplazione del paesaggio. È il risultato di una recente indagine condotta in sei parchi italiani: ne emerge un visitatore-tipo molto attento agli aspetti qualitativi della visita e favorevole all'introduzione di un biglietto d'ingresso.


di Salvatore Bimonte

Gli utenti dei parchi

I dati dell'indagine riporati nell'articolo si riferiscono alla ricerca effettuata nel periodo luglio - settembre 2005 tra i visitatori dei sei parchi italiani: Adamello-Brenta, Cinque Terre, Delta del Po, Maremma, Vesuvio, Alcantara. Le aree protette coinvolte nella ricerca erano aderenti al progetto europeo LIFE III - Financial Instrument for the Environment , Self-financing Protected Areas (SelfPAs) che ha raggiunto l'obiettivo di acquisire una conoscenza finalizzata all'implementazione di idonee politiche di gestione e tutela delle aree protette. L'indagine è stata curata da Salvatore Bimonte e Caterina Pisani dell'Università degli Studi di Siena.

«Serit arbores quae alteri saeculo prosint (Pianta alberi che torneranno utili alla prossima generazione)». Questo verso di Cecilio Stazio, penso, racchiuda quello che si ritiene essere il senso più profondo del concetto di area protetta, ovvero: "mettere da parte" per il futuro. Investire nell'ambiente, naturale, storico-paesaggistico, culturale, affinché le prossime generazioni possano apprendere e goderne. Ma, a ben guardare, l'ambiente e, nello specifico, le aree protette, svolgono funzioni e forniscono beni e servizi intangibili utili anche alle generazioni presenti. Se la capacità di comprenderlo dipende dal proprio livello d'informazione e conoscenza, la capacità di goderne dipende dalle preferenze sociali e individuali.
Un qualsiasi oggetto diventa bene economico (risorsa) solo se è in grado di soddisfare un bisogno. Il concetto di risorsa è al contempo "funzionale" e "culturale". La percezione di qualsiasi risorsa non dipende dalle proprietà fisiche ma da un insieme di fattori che sono, al contempo, economici, tecnologici, psicologici e, in ultima analisi, culturali. Come afferma Mukařovský «affinché i presupposti obiettivi di un oggetto possano farsi valere debbono trovare una risposta nella costituzione del soggetto». È, quindi, nella costituzione del soggetto, e nei valori che ne determinano le preferenze, che sta la chiave di lettura di molti problemi. È su di essi, quindi, che bisogna lavorare per risolverli.

Salvatore Bimonte è professore presso il dipartimento di Economia Politica, Università di Siena, presidente del corso di Laurea in Economia e Sviluppo Territoriale e svolge attività di ricerca in Economica dell'Ambiente; Politica Ambientale; Turismo Sostenibile; Turismo e Sviluppo Locale; Turismo Natura. È membro della Commissione Regionale per il Paesaggio, Regione Toscana; del Consiglio Direttivo del Parco Regionale della Maremma; del CTS di Parchi, rivista di Federparchi.

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Servizio a cura della redazione di Piemonte Parchi


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