
AUDIENCE
Le difficoltà nel comunicare l'importanza dei parchi dipende dall'impossibilità di possederli, di trasformarli in merce, "sporcarli" e consumarli. Un'interpretazione originale per spiegare il deficit di "audience" delle aree protette.
di Erik Balzaretti
Potrebbe sembrare un paradosso chiedersi oggi, poche settimane dopo la chiusura del vertice nominalmente dedicato ai temi dell'ambiente più inutilmente superseguito dai media, perché si parla poco di ambiente o almeno perché se ne parla sui media e poco nella società reale. Eppure proprio questo esempio ci costringe a prendere atto, se ancora ce ne fosse bisogno, che l'ambiente e i suoi valori hanno uno spazio di agibilità sociale limitato dall'economia e dal modello di sviluppo. Quello che sta succedendo adesso è che l'ambiente è diventato una strategia di mercato evidente, che si può percorrere o meno, aldilà dei valori sostanziali e dei rischi per il Pianeta. Noi viviamo in un'area molto sviluppata e da qualche tempo il dibattito sull'ambiente, non solo in un'ottica di crisi, appare più presente sui media con una concomitanza quasi imbarazzante con l'approdo dei temi della salvaguardia dell'ambiente e della sostenibilità all'interno della comunicazione del mercato. La società occidentale è passata quindi da una consapevolezza tiepida figlia di un vero e proprio disinteresse mediatico, delegata a poche idee di valorosi ambientalisti e scienziati, a una società che non ha metabolizzato il tema ambientale in termini di scelta e di valori ma ne sta già consumando i cascami mercantili. È incredibile come i cittadini nella loro veste di consumatori, e non di soggetti sociali, siano diventati le possibili avanguardie dello sviluppo sostenibile e le aziende i cantori mediatici della nuova idea di un ambiente amico dello sviluppo e non ancora viceversa. In questa logica primeggia il consumo che produce politica e, allo stesso tempo, politiche di consumo. Quindi, tra ottimismo e pessimismo, i poli strategici di questo nuovo inizio millennio sono senz'altro l'ambiente e il consumo.
Erik Balzaretti si occupa di immagine, comunicazione e ambiente da oltre quindici anni. È stato ideatore del primo Archivio Nazionale dell'Immagine Ambientale e attualmente lavora a Torino per l'Università e dirige un Master in Comunicazione Ambientale presso l'Istituto Europeo di Design.
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Servizio a cura della redazione di Piemonte Parchi