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Una Garzetta gulare in volo (foto F. Perco)

RISERVA NATURALE FOCE DELL'ISONZO - ISOLA DELLA CONA

Quando il teleobiettivo è di troppo

I 2400 ettari dell'area nel Goriziano sono un vero e proprio paradiso per gli appassionati del bird watching. Tra le rarità c'è Nerina, una garzetta gulare proveniente dall'Africa:
è lei la vera star dell'Isola


Testo e foto di Annalisa Losacco

L'Italia, si sa, è terra di bellezze architettoniche e naturali straordinarie. Non è facile però trovare nelle nostre aree protette grandi abbondanze di fauna, che il nostro immaginario attribuisce piuttosto a parchi di altri continenti. Ci sono però alcune incredibili eccezioni.
Una di queste è la Riserva Naturale Regionale Foce dell'Isonzo - Isola della Cona.

Istituita ufficialmente da una legge regionale nel 1996, ha alle spalle una lunga storia che ha visto in prima linea, alla fine degli anni '70, il naturalista e attuale direttore tecnico-scientifico Fabio Perco, strappare l'area della Cona a insediamenti turistico-nautici e a bonifiche per coltivazioni intensive. A partire dal 1989 iniziano le prime opere di rinaturalizzazione: il Ripristino, un riallagamento di 30 ettari di campi coltivati, che ha generato una palude temporanea di acqua dolce e le prime strutture di accoglienza.

La scommessa è stata grande, ma il risultato è superiore a ogni aspettativa: nei circa 2400 ettari di Riserva, che si snodano intorno agli ultimi 15 chilometri del fiume Isonzo, si alternano ambienti umidi d'acqua dolce, salmastra e salata, creando habitat ideali per centinaia di specie di uccelli, per mammiferi e anfibi. L'area interessa i comuni di Staranzano, San Canzian d'Isonzo, Grado e Fiumicello.
L'abbondanza dell'avifauna e la facilità nell'avvistamento fanno ricordare altri luoghi molto lontani da questi.

Oche selvatiche, cavalieri d'Italia, mignattini, storni, cannareccioni e ancora, aironi, cigni, picchi sono una minima parte di quanto gli appassionati bird-watcher possono osservare.
318 specie di uccelli delle cinquecento totali italiane è il dato aggiornato a settembre 2009. Ottanta sono quelle nidificanti. Il tutto efficacemente documentato nel sito www.sbic.it.
Non c'è una stagione preferibile: la primavera è ideale per le nidificazioni di decine di coppie di cavalieri d'Italia, di folaghe che sfruttano anche gli isolotti artificiali per deporre le uova, di cigni che sistemano il nido fra le canne.

Annalisa Losacco pubblica servizi naturalistici fotografici su riviste nazionali e internazionali e da qualche anno si dedica prevalentemente alla realizzazione di video-documentari.

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Servizio a cura della redazione di Piemonte Parchi


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