
FENESTRELLE - VAL CHISONE
La piccola Fenestrelle, oltre alle superbe fortificazioni ed agli invitanti paesaggi montani, custodisce un tesoro millenario: il Bal da Sabre, ovvero la danza delle spade
Testo e foto di Bruno Usseglio
Risalendo la valle del Chisone, giunti a Fenestrelle, lo sguardo del viaggiatore, anche quello più distratto è catturato dalla gigantesca cascata di muraglioni traforata da una moltitudine di cannoniere e feritoie che costituisce le fortificazioni settecentesche più imponenti d'Europa. Questo straordinario complesso è stato eretto col lavoro di migliaia di mani capaci di dare forma a pietre, ferro e legno, un caleidoscopio di professionalità e capacità ormai quasi perdute. Al posto delle sentinelle di guardia, oggi si trovano i collaboratori dell'Associazione San Carlo che, prendendo per mano il turista, lo conducono alla scoperta del ciclope fortificato con visite che durano anche per l'intera giornata.
A chi poi si avventurasse sul far della sera nelle stradine del borgo, potrà capitare improvvisamente di sentire vibrare nell'aria fresca dell'imbrunire un suono cadenzato simile a una marcia militare; il rullio dei tamburi tuttavia non proviene dal vicino forte, come si potrebbe pensare, ma proprio dall'abitato. L'interessato visitatore, se si lascia condurre dalla propria curiosità, si potrà avvicinare al luogo dove le grancasse suonano. Qui potrà vedere diversi adulti, giovani e bambini eseguire strane figure e movimenti acrobatici, uniti tra loro attraverso sottili attrezzi luccicanti; un mondo pressoché incomprensibile e arcaico si apre davanti agli occhi del nuovo venuto.
Oggi è possibile assistere liberamente alla rappresentazione in atto, ma un tempo non era così: riprendendo quanto scritto da Estella Canziani a inizio del XX secolo si scopre che "dopo che tutte le porte e tutte le finestre erano state accuratamente chiuse per tener lontani l'aria e i curiosi, si diede principio alla danza". Davanti alla scrittrice si stavano infatti esibendo diversi giovanotti fenestrellesi "che l'avevano appresa da venti anni, quando essi non ne contavano che cinque o sei, spiando pel buco della serratura di una certa porta dove erano soliti eseguirla degli uomini già vecchi, finché giunsero ad impararla anche loro". Ora allo spettatore tutto è chiaro: quelle figure e quei movimenti rappresentano una danza armata, un ballo delle spade. Da quanto descritto dalla Canziani emerge inoltre che un tempo la conoscenza e la pratica della danza delle spade facevano parte molto probabilmente di un rito di passaggio fra classi di età di una stessa comunità.
Bruno Usseglio risiede a Fenestrelle ed è guardiaparco del Parco naturale Val Troncea.
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Servizio a cura della redazione di Piemonte Parchi