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Lince - Disegno di Gabriele Maschietti

LA LINCE

Il ritorno della regina

Non più luoghi del mistero, boschi e foreste custodiscono ancora importanti segreti, di cui trattengono tracce e memoria. Segni a volte minimi, transitori, fonti però, di utili informazioni. Da qui prende le mosse il resoconto di un lieto ritorno, da tempo atteso e carico ancora di incertezze:
la lince


Mariano Salvatore

Lince - foto R. Valterza

Il mistero della lince scomparsa

L'Abruzzo è terra antica, aspra e forte, scrigno di tesori culturali e naturalistici preziosi e in alcuni casi ancora poco noti. Tra le gemme naturalistiche custodite vi è la lince. Presenza antica, a lungo dimenticata nel vasto territorio del secondo Parco nazionale più antico d'Italia. L'Ente parco, dati alla mano, ne ha sancito da qualche anno il ritorno, stabile e senza incertezze.

Gennaio, un candido manto innevato ricopre il paesaggio delle valli alpine, una tela perfetta su cui abbandonare impronte di ogni genere; tra queste all'occhio attento di un ricercatore ne spicca una alquanto singolare, quella di un predatore schivo e solitario, assente dalla nostra regione da oltre cento anni. Inoltrandosi tra la fitta vegetazione, altri indizi testimoniano la sua presenza: lunghe incisioni solcano la corteccia di giovani conifere, lasciate da artigli affilati; qua e là, ciuffi di pelo morbido e variopinto. Segni che provano il passaggio del "fantasma dei boschi" - la lince - presenza silenziosa che pare essere tornata a visitare le nostre valli.

Scomparsa dall'arco alpino alla fine dell'800, a causa di una caccia sfrenata da parte dell'uomo, sembra non aver conservato rancore nei confronti dell'unico implacabile predatore e di voler provare a recuperare il proprio regno, ovvero le foreste, da cui fu bandita.

Sovrana e al contempo nume tutelare delle selve, la lince è un predatore che necessita di un grande territorio, circa 200 kmē, da governare in modo esclusivo, alla ricerca di prede che soddisfino il vorace appetito. Camosci e caprioli sono le prede più ambite, arriva a divorarne 60 ogni anno. Le segue di soppiatto in lunghi appostamenti che mostrano la paziente abilità del suo essere felino. La lince caccia soprattutto al tramonto e durante la notte, in concomitanza con la fase attiva delle potenziali prede. Grazie alla vista e all'udito ben sviluppati avvista quel che per lei diverrà un pasto. Il suo pelo maculato le permette di mimetizzarsi bene, per cui è difficile individuarla.

Mariano Salvatore è naturalista ed educatore ambientale. www.marianosalvatore.com

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Servizio a cura della redazione di Piemonte Parchi


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