
INTERVISTE IMPOSSIBILI
a cura di Mariano Salvatore
Rachel Carson, biologa e zoologa statunitense, è l'autrice di Primavera silenziosa, il libro che ebbe molta eco negli Stati Uniti inaugurando un cambiamento nella politica dell'uso dei pesticidi. La incontriamo a casa sua, sommersa dai documenti della scrivania…
Miss Carson, è un onore incontrarla, vorrei iniziare chiedendole di raccontarci qualcosa della sua infanzia.
Come molti sanno, sono nata a Springdale, piccolo borgo agricolo della Pennsylvania; oggi, a dire il vero, molto cambiato, come gran parte delle aree rurali dei cosiddetti "paesi sviluppati". All'epoca la mia casa era circondata da campi e boschi, un autentico parco giochi. Pensavo che quel paesaggio fosse incontaminato e invece già si annidavano i germi distruttivi del progresso.
Cosa intende dire?
Che il processo di distruzione dell'ambiente è cominciato un secolo fa, più o meno quando sono nata io, e da allora procede rapido e inesorabile. All'epoca non ce ne accorgevamo, non esistevano studi, ma, ad esempio, i pesticidi agricoli danneggiavano interi habitat e l'uomo.
Vedo che ha premura di arrivare al nocciolo della questione, ma facciamo un passo indietro. Si è laureata in zoologia, poi ha lavorato al Dipartimento USA della Pesca…
È vero: il mio primo impiego. Allora non potevo immaginare quello che sarebbe successo in seguito. Pensi che all'inizio ricevevo incarichi strampalati, forse perché unica donna in un settore dominato da uomini. Scrivevo ricette di pesce: timballi, sformati, zuppe… Non proprio testi scientifici! Col tempo ho conquistato la fiducia dei superiori approdando ad articoli importanti, raccolti in un libro: Undersea. Un viaggio nei segreti degli abissi.
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Servizio a cura della redazione di Piemonte Parchi