
LA NOTTE
La campagna è illuminata da tenui strisce luminose, piccoli lampi intermittenti che si spostano tra i campi e gli alberi. È il carosello delle lucciole, un fenomeno con il quale i nostri padri avevano senz'altro maggiore familiarità di noi.
Testo di Francesco Tomasinelli
Biologo e fotogiornalista erpetologo
Foto di Rocco e Alessandra Marciano
Poi, a partire dai tardi anni Sessanta, con la diffusione sconsiderata di fertilizzanti e fitofarmaci, il numero di questi insetti è calato sensibilmente
Oggi le lucciole possono tirare un respiro di sollievo: il progressivo abbandono di alcune pratiche agricole distruttive e la diffusione dei corridoi ecologici nelle campagne sta restituendo loro un po' di spazio vitale. A Roma, per esempio, dove prima le lucciole sembravano quasi scomparse, il WWF organizza serate estive dedicate nei grandi parchi delle ville romane. Un buon segnale per questi insetti, certamente famosi, che tuttavia conducono una vita molto più complessa di quanto normalmente si creda.
In Italia si contano diverse specie di lucciole, ma le più comuni sono Lampyris noctiluca e Luciola italica. Si tratta di Coleotteri di una particolare famiglia, i Lampiridi, diffusa in Europa, Asia e presente anche ai tropici. Quasi tutti riconoscono quei lumini evanescenti nelle notti estive, ma pochi sanno che le lucciole che vediamo svolazzare allegramente nelle nostre campagne sono tutti maschi. Solo questi, infatti, hanno la capacità di volare, anche se non sono aviatori sorprendenti: la loro velocità massima non supera quella di una persona a passeggio.
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Servizio a cura della redazione di Piemonte Parchi