
Territorio
A partire dal XIII secolo, nelle "tampe" si iniziņ l'allevamento delle tinche, un ciprinide autoctono dei nostri fiumi
testo e foto di Aldo Molino
aldo.molino@regione.piemonte.it
Tampa, città della Florida sulla costa sud-occidentale della Florida. Questo dicono le enciclopedie, ma "tampa", in lingua piemontese, è anche un avvallamento artificiale del terreno scavato appositamente per raccogliere l'acqua piovana e avere una riserva idrica per abbeverare il bestiame o irrigare l'orto nei periodi siccitosi. Un tempo non c'era cascina dove l'acqua fosse scarsa e la permeabilità del terreno lo permettesse, che non avesse la sua tampa. All'occorrenza poteva servire per macerare la canapa ma anche come peschiera. Anzi, in alcuni luoghi quest'uso divenne così importante da scavare apposite vasche anche di grandi dimensioni com'è accaduto sul pianalto di Poirino.
Il Pianalto è una regione geografica ben individuata ancorché poco conosciuta, caratterizzata da vaste superfici pianeggianti e da deboli ondulazioni separata da evidenti scarpate dalle colline monferrine, dalla zona delle Rocche del Roero e dalla Pianura padana vera e propria. Poirino, ma anche Villastellone, Cellarengo, Palormo, Isolabella, Ceresole d'Alba sono i centri principali. Il Pianalto affonda le sue origini nei grandi fiumi del pleistocene ed è oggi caratterizzato da una scarsa circolazione idrica superficiale e dalla presenza di argille rosse un tempo utilizzate (in parte lo sono ancora) nell'industria dei laterizi. Fitte macchie boscate ricordano come in passato la foresta ricoprisse buona parte della regione. A partire dal XIII secolo, nelle "tampe" si iniziò l'allevamento delle tinche, un ciprinide autoctono dei nostri fiumi. Non dovettero essere estranei all'innovazione i monaci cistercensi della vicina abbazia di Casanova, che ruolo importante ebbero nella colonizzazione di questi territori. D'altronde non c'era monastero che si rispettasse che non avesse nei pressi una propria peschiera per poter rifornire le mense nei giorni di magro che, va ricordato, nel Medioevo erano piuttosto numerosi. Le tinche ben si adattarono agli stagni del Pianalto: tanto da dare origine nel corso del tempo a una specifica razza dalle caratteristiche del tutto particolari: la tinca gobba dorata di Poirino.
La tinca
Tinca tinca è un ciprinide indigeno dei fiumi e dei laghi italiani che prediligi i corsi d'acqua a corso lento e dai fondali fangosi. Ha corpo ovale allungate dal profilo dorsale accentuato, squame piccole inserite molto profondamente e muco abbondate. Ha bocca piccola e labbra spesse, si ciba esclusivamente sul fondo ed è di dieta onnivora (si ciba infatti di alghe, crostacei, molluschi, larve). Può raggiungere i 50 cm di lunghezza e i 4-5 kg di peso. Se non finisce in padella prima, può campare anche 25 anni. L'inverno lo trascorre in semiletargo sommersa nei fondali molli e fangosi. Le sue caratteristiche, oltre che per la pesca sportiva, la rendono adatta all'allevamento nelle peschiere. Sul Pianalto di Poirino è presente da tempi immemorabili tanto da far ipotizzare che si sia selezionata una varietà particolare con propri caratteri. Nel XIII secolo documenti testimoniano di gabelle in tinche e nel 1544, a seguito della battaglia di Ceresole, fra francesi e imperiali, è segnalata una razzia di pesci nelle peschiere Palermo. Le tinche di Poirino (e degli altri 23 comuni dell'areale interessato), oltre che specifici caratteri morfologici (gibbosità, colore) hanno interessanti caratteristiche culinarie.
Di solito sono pescate con pezzature intorno ai 100 grammi, per essere fritte o messe in carpione. Altra preparazione particolare, più tipica però della bassa pianura risicola è il risotto con le tinche. Recentemente si è cominciato a sperimentare una diversificazione del prodotto in filetti affumicati e patè. Dal febbraio 2008 la tinca ha ottenuto la DOP comunitaria. A maggio a Poirino, e a settembre a Ceresole d'Alba, è possibile degustare e ammirare i più begli esemplari nelle sagre dedicate a questo pesce.
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Servizio a cura della redazione di Piemonte Parchi