
4 passi 4 mani - Parco del Mont'Avic
Anna Berra
Scrittrice e giornalista
Giulio Caresio
Giornalista free lance e redattore rivista Parchi
Verso il Lac de Servaz. Un'ora e mezza buona di cammino. I profumi sono intensi. Stanno falciando un prato, e l'odore dell'erba è inebriante. Partiamo accompagnati dallo scampanellare allegro delle cloche, mucche pezzate brucano placide sorvegliate da un cane che, quando ci vede avvicinare, viene verso di noi con aria circospetta. Ohi ohi. Invece annusa le nostre intenzioni e si fa anche accarezzare.
Il Parco del Mont Avic è terra selvaggia di laghi e foreste, una piccola porzione di Canada in Valle d'Aosta, che si colloca a cavallo tra la Val Chalamy e la Valle di Champorcher. Il migliore punto di partenza per conoscerne il territorio e per informarsi sulle sue caratteristiche è il Centro Visita del villaggio di Covarey, in località Chevrère. Info: www.montavic.it, tel. 0125 960643, e-mail: info@montavic.it .
Per un attimo indugia se seguirci, poi il senso del dovere lo riporta verso la sua piccola mandria. Da Veulla, in mezzo a baite colorate dai fiori, un puledro e genitrice ci guardano languidi; in lontananza, riparato all'ombra, un asinello. All'orizzonte la spettacolare silhouette del Mont Avic, simbolo del parco. Il rumore dell'acqua ci conduce. Il torrente Chalamy scorre impetuoso, ripide cascate ci fanno venir voglia di una rinfrescata. Fa caldo, sulla testa una maglietta annodata a bandana. Nella pineta silvestre sensazioni e suoni si moltiplicano. Muschi rigogliosi, fiori coloratissimi. Felci che vibrano mosse dall'aria. Abbiamo letto che l'Avic è famoso per la varietà di farfalle: più di 1100 specie! E infatti molte volano con la delicatezza di un fiore alato intorno a noi. Dal giallo screziato, al marrone quasi nero, con puntolini rossoarancio, al violetto. Il sottobosco rivela le sue meraviglie: rododendri fioriti, fragoline, mirtillo, la leggiadra rosa canina, e misteriosa, un'orchidea, genere Platantera. Il torrente salta e ride. Eccoci alla foresta di pini uncinati: un bosco da seme senza pari nelle Alpi italiane. Il loro nome ricorda il pirata di Peter Pan e la sua mano mangiata dal coccodrillo! Sono le pigne a presentare una leggera uncinatura. Di tanto in tanto, tra i pini fa capolino un larice, dagli aghi piumati e odorosissimi. Ma è un altro profumo che giunge alle nostre narici per ricordarci quando da piccoli si andava a prendere il latte in malga. L'inconfondibile odore dello sterco di mucca: un effluvio sano che mette di buon umore. Poco distante un esemplare di giglio martagone fa bella mostra di sé, con i suoi fiori piccini e tondeggianti. A discapito dell'aspetto grazioso, ha odore sgradevole. Strani scherzi architetta la natura...
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Servizio a cura della redazione di Piemonte Parchi