Regione Piemonte - Sito Ufficiale

Parchi del Piemonte

Sommario:

Home » Numeri arretrati » Num. 179 » Angoli di natura tra le colline del Verbano

In riva al Lagone di Mercurago

Scopriparco

Angoli di natura tra le colline del Verbano

Allontanarsi dalle rive del Lago Maggiore alla ricerca di angoli più discreti. Sazi di paesaggi da cartolina, dirigersi tra le colline del Verbano alla ricerca di moderazione e sobrietà. E natura, soprattutto.


Testo e foto di Toni Farina

Allevamento di cavalli presso il Parco dei Lagoni

E non c'è davvero bisogno di allontanarsi molto, perché alla periferia di Arona, in Frazione Mercurago, il Parco naturale dei Lagoni soddisfa l'esigenza di un ambiente naturale ben conservato, dove leggere tra l'altro i segni della storia, sia umana che geologica, che ha caratterizzato questo lembo del Piemonte. L'area dei Lagoni è infatti ben inserita tra le cerchie moreniche del Vergante, ovvero l'area collinare a occidente del Lago Maggiore, formatasi grazie all'immane opera dell'antico ghiacciaio.

Proprio due tratti concentrici di queste cerchie costituiscono l'ossatura del territorio del Parco. Istituita nel 1980, l'Area protetta si estende per circa 470 ettari, compresi tra 230 e 330 metri di altitudine. L'ambiente tutelato è assai vario. Tratto distintivo sono la decina di zone umide, la più estesa delle quali, ovvero il Lagone, occupa una superficie di circa 40.000 metri quadrati. Non lontano dall'ingresso principale, il Lagone costituisce anche il maggiore elemento di attrattiva: la distesa lacustre circondata dalla tipica vegetazione acquatica, gli uccelli che vi sostano e, visibilità permettendo, il Monte Rosa che fa capolino fra le fronde, sono infatti un irrinunciabile richiamo alla sosta. Studiosi ed esperti sono però usi passare oltre: altri e meno immediati sono infatti per loro i motivi di interesse, distribuiti con uniformità in varie discipline.

Gli appassionati delle scienze naturali hanno a disposizione il reticolo idrografico e il complesso di zone umide e torbiere, un insieme di ambienti preziosi, in continua trasformazione, utili per valutare l'evoluzione dell'ambiente e delle sue complessità. Lo Stagno delle Camotta, nella zona nord del Parco, allo stadio più avanzato di interrimento, assai interessante per la flora e la fauna acquatica e palustre; oppure, a qualche centinaio di metri a sud del Lagone, lo stagno detto "delle ninfee", toponimo ahimè non più attuale in quanto oggi di ninfee non vi è più traccia a causa delle variazioni di regime idrico dovute ai cambiamenti climatici in atto.

I boschi interessano gran parte dell'Area protetta, alternati a tratti di brughiera. Di rilievo porzioni dell'antico querceto e un esteso impianto di pino strobo nella parte più meridionale del Parco, risalente alla fine degli anni '50.

Boschi e torbiere sono anche habitat privilegiati dall'avifauna, la cui ricchezza è sancita dalla presenza di una stazione di inanellamento grazie alla quale gli ornitologi sono riusciti a censire 113 specie tra nidificanti, svernanti e di passo. I paleontologi trovano invece consistenti ragioni d'interesse negli importanti insediamenti preistorici. Il ritrovamento di considerevoli reperti risalenti all'età del bronzo (le tre ruote da carro note come "ruote di Mercurago") e la collocazione nella zona del più importante insediamento della cultura di Golasecca rendono l'Area protetta una vera miniera archeologica. La cultura di Golasecca è testimoniata dalla necropoli del Motto Lagone, mentre la collina morenica del Motto Caneva certifica l'epoca romana: anche qui importanti resti funerari risalenti al tempo di Roma imperiale (vedi in proposito l'articolo di Marco Tessaro).

Queste le civiltà di ieri. Ancora odierni sono invece i pregiati allevamenti del cavallo purosangue in origine appartenente alla scuderia Dormello-Olgiata, protagonista assoluta della storia dell'ippica. I prati-pascolo degli allevamenti completano il quadro paesaggistico del Parco e sono osservabili percorrendo l'itinerario proposto.

Nel parco informati
Sede dell'Ente di gestione e Centro visite in via Gattico 6, Mercurago di Arona (No). Tel. 0322 240239. Orario di apertura: da lunedì a venerdì dalle 10 alle 12; martedì e giovedì anche dalle 17,15 alle 18,15; sabato e domenica aperto solo in occasione di manifestazioni.

Il testo continua sulla rivista. Scopri come abbonarti (!)



Servizio a cura della redazione di Piemonte Parchi


Regione Piemonte Home Page