
Terre di leggende
Testo di Mariano Salvatore
Disegni di Massimo Battaglia
Una strega viveva tra le Rocche
con viso arcigno e nere ciocche;
se Micilina in paese girava
una sventura a breve piombava.
Lei trasformava fanciulle ammirate
in vecchie flaccide e sdentate,
baldi e avvenenti giovanotti
in rospi brutti e tracagnotti.
La gente stufa, spaurita, esausta
della megera malvagia e infausta,
la fece da un giudice condannare
senza più attendere né esitare.
Al rogo la masca finì una mattina,
ma spesso torna la nera vecchina
sotto le spoglie di un gatto randagio
simbolo di... oscuro presagio;
l'arpia crudele e famigerata
non ha abbandonato la vallata
prepara ancora scherzi e malocchi
terrorizzando ingenui e allocchi.
Micilina viveva a Pocapaglia, tre-quattrocento anni or sono; donna anziana e tutt'altro che avve-nente, iniziò la sua carriera di strega da un cesto di ciliegie. Una mattina, di buon ora, si recò al mercato per vendere le ciliegie raccolte dal burbero marito, ma invece di trarne profitto le perse a causa di un'incauta scommessa. Temendo l'ira dello sposo ed essendo indecisa se far ritorno a casa, le si fece innanzi un oscuro figuro per chiederle cosa l'angustiasse. Micilina raccontò allo straniero l'accaduto e questi la rincuorò dicendole che avrebbe risolto ogni suo problema se solo avesse ri-petuto ogni suo gesto. Dopo essersi cimentata in una singolare danza, la vecchina tornò a casa, igna-ra di aver stretto un patto con il demonio, e lì trovò il marito stecchito al suolo.
Da allora, a Pocapaglia, non passò giorno senza che, per colpa di Micilina, non accadesse una di-sgrazia. Se appoggiava la mano sulla spalla di una ragazzina, a questa le incominciava a crescere la gobba; se sotto il suo sguardo un bambino inciampava, il poveretto si rialzava con un piede rivolto all'indietro... Numerosi furono gli incidenti e le morti misteriose che si susseguirono fino a quando non intervenne la Santa Inquisizione che processarono Micilina per stregoneria e la condannò al ro-go. La terribile masca, infatti, confessò i suoi rapporti con il demonio e le mille malefatte compiute con il suo aiuto. La strega fu legata e condotta al luogo del supplizio: un poggio che ancora oggi è da tutti chiamato Bric d'la Masca Micilina, dove venne arsa viva. Ma i guai non finirono lì.
Comparvero nei giorni seguenti strane creature che portarono scompiglio nelle campagne. Era la masca che tornava sotto le sembianze di animali mostruosi in cerca di vendetta. Micilina oggi fa spesso ritorno a Pocapaglia quando il sole tramonta: anima senza pace, sotto le spoglie di un gatto, di una cagna famelica o di un gallo nero in cerca di qualche incauto viandante da importunare.
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Servizio a cura della redazione di Piemonte Parchi