
Agricoltura
Quello che fino a poco tempo fa sembrava essere un percorso che, dopo la caduta dei regimi comunisti, appariva ormai privo di ostacoli, negli ultimi tempi ha iniziato a scricchiolare. Scricchiolii all'inizio appena percettibili ma progressivamente più sinistri tanto da suscitare allarme anche negli inguaribili ottimisti sulle potenzialità del libero mercato.
testo di Aldo Molino
aldo.molino@regione.piemonte.it
Vignette di Annalisa Sanmartino/Bum Illustrazioni
«La CO2 modifica il clima; la spazzatura assedia le nostre città; l'aumento del costo del petrolio rende gli spostamenti sempre meno vantaggiosi e modifica le abitudini di vita...», non sono più soltanto affermazioni degli ambientalisti, ma argomenti di attualità che tengono banco su tutti i media. Scegliere di spostarsi in bicicletta o con l'ausilio dei mezzi pubblici, non è più una questione di scelta, ma sempre più spesso una necessità dettata dal portafoglio, mentre il mito dell'automobile di grossa cilindrata abbandona la sfera del "possibile" per entrare in quella dei "desideri irrealizzabili".
Se di "de-sviluppo" si parla già da qualche tempo, tanto da mettere in discussione anche il concetto di "sviluppo sostenibile", più recente è la riflessione sulla "de-globalizzazione". Non una contrapposizione ideologica alla globalizzazione che rischia di lasciare le cose come stanno, ma una necessità, conseguente ai problemi energetici e del caro-carburanti.
Non sappiamo se la situazione attuale sia congiunturale o strutturale: il dibattito è ancora aperto, ma nel frattempo pratiche diffuse in particolari ambienti hanno iniziato a suscitare interesse generalizzato. Per intenderci, si parla di "chilometri zero", "filiera corta", "gas" (gruppi d'acquisto solidale).
Che spostare milioni di bottiglie di plastica dalle Alpi alla Sicilia, e viceversa, sia una pratica perversa, non occorre essere ambientalisti per capirlo: questo sistema nasconde sicuramente qualcosa che non funziona, e la quasi certezza che alla lunga non possa durare. Ecco allora la proposta: l'invito a valorizzare il territorio e ad approvvigionarsi di quanto prodotto nell'ambito circostante, riducendo il costo del trasporto e delle emissioni inquinanti.
Info: www.retegas.org
Il testo continua sulla rivista. Scopri come abbonarti (!)
Servizio a cura della redazione di Piemonte Parchi