Editoriale di Enrico Camanni
Il documento elaborato dal Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, in base ai contributi della Conferenza internazionale Parchi per una sola Terra (10-11 luglio 2008), propone all'attenzione di tutti i cittadini una visione assai condivisibile dei parchi, utile antidoto ai luoghi comuni che di questi tempi si rincorrono nel dibattito politico.
Eccone alcuni passi:
«Il nostro Paese oggi dispone di una ricca e vitale "rete" di Aree Protette..., ma tali aree non sono ancora un "sistema" nazionale completo, rappresentativo delle eccellenze e delle varietà degli ambienti...»
«Ai Parchi è affidata la responsabilità: 1. di coinvolgere sempre di più le "genti" quali attrici delle politiche di conservazione, che sono alla base di ogni possibile sviluppo davvero sostenibile; 2. di mettere in atto politiche, strategie e progetti capaci di contrastare e arrestare la perdita di biodiversità, che è una minaccia gravissima per il futuro dell'Umanità; 3. di essere punti di riferimento per la diffusione di politiche innovative; 4. di mettere in rete il mondo delle Università e della ricerca, per attingere a tutte le conoscenze e le esperienze maturate nella gestione di territori fragili e bellissimi; 5. di operare per una concreta integrazione delle politiche territoriali; 6. di essere, nel contempo, strumento e luogo di conservazione del patrimonio storico e culturale; 7. di divenire strumento e soggetto della crescita culturale continua e della formazione permanente delle genti...»
Le due parole che più ricorrono nella Carta di Feltre sono "rete" e "cultura". Per converso, le due parole che più si inseguono nel dibattito politico sono "semplificazione" e "sviluppo". C'è contraddizione, evidentemente, perché da un lato si punta a una visione dei "parchi-modello per un mondo nuovo", che presuppone il superamento dei confini istituzionali e il coinvolgimento culturale di tutti gli attori, anche esterni, mentre dall'altra si guarda a una seconda visione, assai più prosaica, per la quale i parchi, come aziende, dovrebbero costituire motore di sviluppo e crescita occupazionale.
Tutti sappiamo quanto ci sia bisogno di lavoro, in Italia, e di certo una riduzione della burocrazia sarebbe bene accolta, ma non si migliora un mondo complesso con ricette semplici, e soprattutto non c'è progresso se non c'è cultura.
Per firmare la Carta di Feltre: <http://www.dolomitipark.it>
Servizio a cura della redazione di Piemonte Parchi