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Inizio di settembre, in bici sulla Baraggia di Candelo

Scopriparco – La Baraggia di Candelo

In bicicletta sulla savana biellese

Il momento è l'inizio di settembre. Lasciate alle spalle la calura e le foschie che l'estate distende sulla pianura, il mese del "ripensamento sugli anni e sull'età" riporta colore sulla Baraggia. Il colore del brugo.


Testo e foto di Toni Farina

Nell'intervallo compreso fra i colori stanchi di agosto e il giallo dorato dell'autunno è un trionfo di viola. È la brughiera (da brugo, appunto), un ambiente che un tempo caratterizzava l'intera fascia pedemontana dell'alto Piemonte. Più di 50.000 ettari di territorio, dei quali oggi non resta che una minima parte: circa 4.000 ettari distribuiti su sei porzioni nelle province di Biella, Novara e Vercelli. Semplici frammenti, che hanno però conservato peculiari caratteristiche ambientali. Lembi preziosi e, per questo, dal 1992 tutelati con l'istituzione della Riserva naturale orientata delle Baragge. Un provvedimento che, bloccando l'eccessivo intervento antropico, ne ha impedito la definitiva trasformazione.

Trionfo di brugo sul BaraggioneNell'intervallo compreso fra i colori stanchi di agosto e il giallo dorato dell'autunno è un trionfo di viola. È la brughiera (da brugo, appunto), un ambiente che un tempo caratterizzava l'intera fascia pedemontana dell'alto Piemonte. Più di 50.000 ettari di territorio, dei quali oggi non resta che una minima parte: circa 4.000 ettari distribuiti su sei porzioni nelle province di Biella, Novara e Vercelli. Semplici frammenti, che hanno però conservato peculiari caratteristiche ambientali. Lembi preziosi e, per questo, dal 1992 tutelati con l'istituzione della Riserva naturale orientata delle Baragge. Un provvedimento che, bloccando l'eccessivo intervento antropico, ne ha impedito la definitiva trasformazione.

Il frammento più vasto è la Baraggia di Candelo, detta non per nulla il "Baraggione". Estensione a parte, quella di Candelo riassume in modo ideale le caratteristiche dell'ambiente "baraggia": un altopiano, testimonianza di antiche e più vaste pianure costituite da depositi fluvioglaciali e fluviali accumulatisi nel Pleistocene medio (da 750.000 a 135.000 anni fa) a seguito dell'erosione delle zone montuose e collinari circostanti. Questi antichi depositi furono poi ricoperti da una coltre sottile di sabbie e limi giallastri di origine eolica (Loess) che è all'origine dei suoli argillosi, difficilmente sfruttabili a fini agricoli.

Insieme alla scarsa "appetibilità" agricola, ha contribuito in modo determinante alla preservazione del territorio della Riserva la presenza del demanio militare che interessa ancora oggi tre quarti della superficie totale. Una condizione questa assai diffusa nelle lande baraggive, fattore di tutela ma talvolta consistente limite alla fruizione pubblica.

Esteso su 1500 ettari divisi fra sei comuni, il Baraggione si eleva per oltre una cinquantina di metri sul piano sottostante, consentendo bei colpi d'occhio sulla catena alpina. A meridione e occidente l'altopiano degrada verso la pianura in tranquille ondulazioni mentre, sul margine opposto, è bruscamente interrotto da una scarpata alta una cinquantina di metri sul Torrente Cervo.

Il paesaggio offre vaste lande aperte coperte da brugo e molinia, dove spiccano da farnie isolate dalla caratteristica chioma espansa. Non mancano zone di bosco più fitto, in particolare nelle vallette, sulle scarpate e lungo i torrenti. Oltre alle specie vegetali principali sono presenti varietà poco comuni quali il giaggiolo, il giglio dorato e la genziana mettinborsa, tipica dei prati umidi torbosi e dei molinieti. Interessanti gli ecosistemi di torbiera e acquitrino con alcune piante rare come gli sfagni e la drosera. Tra gli animali sono soprattutto gli uccelli ad avvantaggiarsi, favoriti anche dalla vicinanza delle risaie. Ben 167 sono le specie censite, fra le quali vere rarità come la colombella e la tottavilla. Di particolare interesse gli insetti, con vari coleotteri altrove difficilmente rintracciabili e una farfalla, la ninfa delle torbiere, a rischio di estinzione in Europa.

Al di là di questi aspetti di più esclusivo interesse per botanici ed entomologi, sul Baraggione è soprattutto il paesaggio a stupire, accomunando nello stupore studiosi delle scienze naturali e profani.

Nel Parco informati

La sede amministrativa dell'Ente di gestione è a Cerrione (BI), in via Crosa 1.
Tel. 015 677276; 015 2587028.
E-mail: baraggebessabrich@tiscalinet.it
http://www.baraggebessabrich.it/
http://www.parks.it/riserva.baragge/index.html

Come arrivare

Con mezzi propri. Dalla A4 Torino-Milano uscita Carisio. Prosecuzione per Biella fino a Candelo.
Con mezzi pubblici. Soluzione interessante treno+bici, linea Santhià-Biella, le cui carrozze più recenti ("Minuetto") dispongono di alcuni posti dedicati al trasporto delle biciclette. Info: www.trenitalia.com

Vitto e alloggio

Ampie informazioni su www.atl.biella.it

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Servizio a cura della redazione di Piemonte Parchi


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