
Flora
L'Euphorbia gibelliana Peola è una delle poche specie vegetali endemiche esclusive del territorio piemontese. Essa si trova infatti soltanto in una ristretta area della Provincia di Torino, in particolare sui crinali compresi tra la bassa Valle di Viù e le valli Ceronda e Casternone, e sui pendii dell'Uja di Calcante, storico belvedere tra le basse valli di Viù e Ala (Valli di Lanzo).
La famiglia delle Euphorbiaceae è una delle più numerose e diffuse al mondo: ben 5000 sono le specie che la compongono, tra le quali il bosso, il ricino, l'E. pulcherrima, o "Stella di Natale", e il genere Manihot, dai cui rizomi si ricava la manioca o tapioca, a uso alimentare.
Una pianta erbacea, E. gibelliana, geofita, fornita di un grosso rizoma sotterraneo con diametro di 2-3 cm, che si sviluppa a 10-30 cm di profondità, a seconda del tipo di suolo. Predilige i boschi radi, dove occupa di preferenza le radure, essendo specie prettamente eliofila. In primavera, più o meno ad aprile, il rizoma emette dei getti eretti, non ramificati, alti 60-80 cm, ricchi di foglie sessili di forma ellittico-lanceolata, pubescenti, riuniti a gruppi di 20-40. Nei mesi di maggio-giugno la pianta fiorisce e dà origine a un gioco di infiorescenze gialle. In realtà non si tratta di fiori bensì di cinque assi fiorali formanti un'ombrella inserita su un asse principale, alla cui base si trova un gruppo di foglie giallo brillante: sono queste a dare evidenza alla pianta. Il fiore vero e proprio si limita a un'anonima masserella gialla detta "ciazio, tipica delle Euphorbiaceae. Esso è costituito da piccolissimi fiori maschili che circondano un fiore femminile, il tutto portato da due vistose foglie gialle, dette brattee.
La stagione vegetativa dell'E. gibelliana termina nel tardo autunno quando, dopo la fase di arrossamento, tutta la parte aerea della pianta si degrada, viene distrutta e scompare, mentre permangono e svernano i rizomi sotterranei. E. gibelliana Peola nel torinese, E. insularis Boiss sull'Appennino Ligure-Piemontese, sulle Alpi Apuane, in Corsica e in Sardegna, infine E. canuti Parl. sulle Alpi Marittime sono l'evoluzione, legata a vicende geologiche e climatiche dell'era quaternaria, dell'E. hyberna L., specie differenziatasi sulle coste atlantiche francesi e irlandesi e poi diffusa all'interno del continente europeo.
Il popolamento più esteso e ricco di colonie si trova nel territorio dei comuni di Givoletto e Varisella, sulla cresta compresa fra il Monte Bernard e la Punta Fournà, a una quota di poco superiore ai mille metri. Il popolamento più noto è però situato in prossimità della cappella della Madonna della Neve, sulla dorsale del Monte Lera (1371 m), ragion prima dell'istituzione nel 1982, nella zona attigua alla cappella, della Riserva naturale integrale Madonna della Neve - Monte Lera, affidata all'Ente di gestione del Parco La Mandria. Una gestione rigida, giustificata dalla necessità di tutela assoluta: la specie è inserita nelle Liste Rosse Regionali delle piante d'Italia, classificata nella categoria Lower Risk.
Silvano Scannerini, Antonio Lori; Euphorbia gibelliana Peola, una specie unica al mondo sull'Uja di Calcante
Claudio Santacroce, Ezio Sesia; Il Colle della Cialmetta, note storiche ed escursionistiche; Società Storica delle Valli di Lanzo, vol.84. (www.soc-storica-val-lanzo.net; info@soc-storica-val-lanzo.net).
testo di Claudio Santacroce
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Servizio a cura della redazione di Piemonte Parchi