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È stato inaugurato formalmente l'Anno Internazione della Biodiversità (http://www.cbd.int/2010/welcome/) e per l'occasione la Commissione europea (http://ec.europa.eu/index_it.htm) ha pubblicato il documento sulla possibile politica in materia. Nuovi obiettivi a lungo termine da realizzare entro il 2050 (quelli vecchi scadono, appunto a fine anno) e quattro opzioni per raggiungere l'obiettivo intermedio del 2020 che costituisce una tappa fondamentale verso il raggiungimento del traguardo.
Quattro modi alternativi (distinti a seconda del livello di "ambizione perseguito") per tradurre nella pratica questa visione strategica entro il 2020: rallentare in misura significativa il ritmo al quale avviene la perdita di biodiversità e di servizi ecosistemici; arrestare la perdita di biodiversità e di servizi ecosistemici; arrestare la perdita di biodiversità e di servizi ecosistemici e ripristinarli nella misura del possibile; aumentare il contributo dell'Ue alla prevenzione della perdita di biodiversità a livello mondiale.
La biodiversità del pianeta è gravemente minacciata - come risulta dalla percentuale di perdita delle specie - da 100 a 1000 volte più alta del normale. Oltre un terzo delle specie controllate sono in pericolo di estinzione e si stima che il 60% degli ecosistemi abbiano subito un degrado negli ultimi 50 anni. E all'origine di tale perdita c'è l'attività umana, con il cambiamento della destinazione d'uso dei terreni, lo sfruttamento eccessivo, pratiche non sostenibili, l'inquinamento e l'introduzione di specie invasive, che portano alla distruzione, alla frammentazione e al degrado degli habitat e delle specie. Così come il cambiamento climatico.
Le ripercussioni della perdita di biodiversità riguardano l'approvvigionamento di cibo e acqua e la regolazione del clima, che compromettono la nostra prosperità e benessere futuri. La biodiversità è di vitale importanza per il raggiungimento di altri obiettivi strategici, in particolare nel campo della sicurezza alimentare e del cambiamento climatico, ed è determinante per il sostentamento di svariati settori come l'agricoltura, la pesca e il turismo.
Dunque, per tutte queste ragioni l'Unione europea ( con il documento elaborato) cerca di lanciare e favorire un dibattito tra gli Stati membri al fine di elaborare, prima della fine dell'anno, un quadro strategico in materia di biodiversità. Gli Stati membri, le istituzioni europee e altre parti in causa si confronteranno in un ampio dibattito che verrà lanciato in occasione della conferenza europea "Visione e traguardo post 2010 per la biodiversità", organizzata dalla Spagna a Madrid il 26 e 27 gennaio, e che proseguirà nell'intento di giungere a un accordo funzionale all'elaborazione della nuova strategia dell' Unione europea.
Fonte: Greenreport
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