Nell'immaginario popolare il risveglio dell'orso è legato alla comparsa della luna invernale che annuncia il sopraggiungere della Pasqua. Nella pratica carnevalesca l'orso mitico esce dalla grotta e, in funzione della fase lunare, decide le sorti della nuova annata agraria. A partire dal 2003, dopo un lungo periodo di interruzione, grazie al ricordo di un anziano valligiano, la festa popolare legata a questa mitica figura è stata riproposta su iniziativa dell'Ecomuseo della Segale in collaborazione con l'Archivio della Teatralità Popolare - Casa degli Alfieri, ente, quest'ultimo, che ha condotto ricerche e interviste a carattere etno-antropologico. Il carnevale alpino di Valdieri s'inserisce nella successione di feste che nel mondo rurale tradizionale scandiscono lo scorrere del tempo e il ciclo dei lavori agricoli. L'Orso di segale è la figura attraverso la quale la comunità locale celebra il ritorno della primavera e l'inizio di un nuovo ciclo riproduttivo.
Il mascheramento dell'Orso della segale richiede una lunga preparazione. Si formano lunghissimi legacci di paglia ritorta simile ad una "corda" con i quali si avvolge tutto il corpo dell'individuo scelto per interpretare l'orso selvatico. All'attore locale, così "impagliato", si aggiunge un copricapo e, sempre con un legaccio di paglia, si modella la lunga coda dell'animale. Mani e volto sono anneriti con un turacciolo bruciato. Al termine della vestizione l'attore/orso esce dal suo luogo segreto per fare irruzione fra la folla. Incatenato dal domatore, attorniato da un corteo di ragazzini che raffigurano i "peroulier", una sorta di spazzacamini, ricoperti di fuliggine e vestiti di stracci, l'orso e gli altri figuranti danno inizio alla questua, facendo un gran baccano con canti, suonando la "scarela", sbattendo vecchie pentole. Al seguito del corteo questuante la Perpetua con i "Frà", ossia "frati" che declamano "Epistule" scherzose, canzonando gli abitanti soprattutto delle frazioni e delle valli vicine su particolari abitudini o fatti personali, naturalmente esagerati o inventati. L'orso, intanto, s'aggira per le strade del paese cercando cibo. Al termine della questua, dopo una lunga lotta con il domatore, l'orso riuscirà a fuggire, scomparendo. Simbolicamente, in piazza, un "ciciu" di segale inizia a bruciare, trasformandosi in un gran falò.
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