Cresce il numero di chi sceglie i parchi nazionali o regionali durante le vacanze. Per fuggire dal caos delle città
Stressato dalla vita cittadina, il turista sceglie sempre più spesso la vacanza a contatto della natura. Così il numero dei visitatori dei parchi, nazionali e regionali, e più in genere di quelli che vengono definiti "ecoturisti", continua ad aumentare. Il 2009 - ultimo anno per cui si dispone di statistiche ufficiali - si era chiuso con 99.1 milioni di presenze, oltre 100 mila in più rispetto al 2008, e un fatturato di 10,7 miliardi di euro (10,5 nel 2008). I parchi più "gettonati" sono, nell'ordine: Abruzzo (21 per cento), Gran Paradiso (18), Cinque Terre (16), Stelvio (14), Foreste Casentinesi (13) e Maiella (il). Il crescente interesse dei turisti verso i parchi e più in generale l'ecoturismo è confermato da Emanuela Finesso, direttrice del Parco regionale veneto del Delta del Po (diviso tra due Regioni: l'altra è l'Emilia Romagna), una delle sei aree protette della Regione Veneto (Dolomiti Bellunesi. Dolomiti Ampezzo, Lessinia, Colli Euganei, Fiume Sile, Delta del Po).
È dunque merito dei parchi, oltre che delle sue splendide città, se la regione del Veneto è la più visitata d'Italia?
«Penso di si. Le aree verdi protette sono tante, ben distribuite sul territorio, in montagna, in collina, lungo i fiumi. Il Delta del Po ha un territorio molto particolare: lagunare. salmastro, con zone umide. La Regione sta investendo molto sui parchi, consapevole che si tratta di un settore in sviluppo, che non ha risentito della crisi».
Qual è il target, il tipo di turista, che ama e sceglie la vacanza nella natura?
«Direi che è piuttosto variegato, si tratta di persone che amano la vita semplice, che non cercano discoteche e rifuggono le spiagge affollate. Normalmente vivono in città e perciò desiderano calma e quiete, ma sono anche curiose di conoscere luoghi nuovi. In sintesi quelle che dicono; via dalla pazza folla!».
Nel Parco del Delta cosa amano visitare?
«Dipende dal mezzo con cui lo percorrono. Spesso sono cicloturisti che vengono con le loro mountain-bike.
Abbiamo una rete di tracciati per le biciclette, in tanti arrivano con l'automobile, prendono le loro bici e fanno chilometri. Il territorio è ricco di bei panorami. Altri fanno passeggiate a cavallo oppure scelgono le gite in barca».
La stagione migliore?
«Senz'altro la primavera, affascinante perché la natura si risveglia, è ricca di colori. Abbiamo molto movimento nei fine settimana, fino a maggio, giugno. Poi d'estate proponiamo itinerari in battello, a prezzo contenuto. Nei luoghi del turismo balneare, sulle spiagge di Rosolina (Rovigo), apriamo un punto informativo. Lo chiamiamo "La bottega del Parco" perché al suo interno si possono acquistare i prodotti tipici. La sera, quattro volte a settimana organizziamo mostre e dibattiti per far conoscere l'area».
Sono più numerosi i turisti italiani o quelli stranieri?
«Gli italiani. Certo le località di mare sono piene di tedeschi, ma i "naturalisti" sono italiani».
Prevede per il 2011 un consolidamento della tendenza favorevole all'ecoturismo?
«Sì, sono convinta che crescerà ulteriormente. Per quanto ci riguarda stiamo potenziando l'offerta e l'informazione, creando itinerari turistici sotto forma di pacchetti da proporre ai tour operator. Valorizzando anche le aree culturali all'interno del nostro parco. Per esempio la zona archeologica di Adria (Rovigo) con i suoi scavi a cielo aperto e il piccolo e delizioso Museo di San Basilio. E poi la zona del Polesine. Fino a qualche anno fa si pensava principalmente alle attività di tutela del territorio, oggi invece si potenziano tutte le iniziative per
renderlo fruibile, perché ci rendiamo conto che il turismo è un grande valore aggiunto».
(fonte Famiglia Cristiana)
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