Il ritorno del lupo
 

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Predazione
(Foto E. Centofanti /G. Fasoli)

La forza del branco permette ai lupi di cacciare prede di dimensioni molto maggiori di loro: le prede naturali del lupo sono alci, renne, cervi, caprioli, cinghiali, ma il lupo sa anche accontentarsi di castori, topi, frutta e rifiuti.

Così in Italia la dieta del lupo varia a seconda della diversa disponibilità di cibo. In Abruzzo, ad esempio, il lupo si ciba di una grande varietà di prede grandi e piccole (inclusi anche i rifiuti), mentre in Toscana la predazione è più ristretta a mufloni, caprioli, cinghiali e cervi. Quando un branco riesce ad uccidere una preda di grandi dimensioni non si allontana finché non l'ha totalmente consumata, ma quando le prede sono molto abbondanti può accadere che le prede vengono abbandonate semi-consumate. In periodi di povertà di cibo i lupi nascondono sottoterra bocconi di carne che ritroveranno settimane e mesi più tardi.

La caccia ad un grande erbivoro è difficile e piena di rischi: i lupi hanno successo solo una volta su dieci tentativi di inseguimento e assalto, e in questo modo eseguono una selezione delle prede più vecchie e malate.

Completamente diversa è la meccanica della predazione sugli animali domestici, poiché questi, plasmati dall'uomo, non hanno più comportamenti in grado di rispondere adeguatamente al predatore: e il lupo è programmato per rispondere automaticamente ai comportamenti della preda. Presi in questo circolo artificioso, i lupi provocano sovente inutilmente danni ingenti tra il bestiame domestico.


Servizio a cura del Settore Pianificazione e Gestione Aree naturali protette
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