Il ritorno del lupo
 

Tre anni di ricerca:
i risultati

Distribuzione del lupo

Il monitoraggio dei danni ai domestici e le attività di prevenzione

Tendenze del conflitto lupo-zootecnia

Sviluppo del Progetto

Collaborazioni

I Parchi del Piemonte > il Ritorno del Lupo > Tre anni di ricerca: i risultati

La complessità e l’articolazione assunta negli anni dal Progetto Lupo della Regione Piemonte, che per raggiungere l’obiettivo di una “conservazione e gestione sostenibile e condivisa di una popolazione vitale della specie” affronta aspetti non solo tecnico-scientifici ma anche amministrativi e legislativi e l’attivazione di rapporti istituzionali in ambito regionale, nazionale e internazionale, ha reso necessario stabilire un ruolo di coordinamento e di direzione in grado di garantire uno sviluppo omogeneo e integrato in tutte le sue parti al progetto, offrendo risposte e interpretazioni tempestive e univoche, integrazione di dati e risultati, e una strategia generale di informazione e di comunicazione.

A tal fine, nell’ambito del coordinamento generale svolto dalla Regione Piemonte, dal 2005 la complessiva gestione organizzativa, amministrativa e operativa del Progetto è stata svolta dall’Ente di gestione del Parco naturale delle Alpi Marittime attraverso un Gruppo di ricerca costituito da ricercatori e veterinari. Con Deliberazione della Giunta Regionale n. 9-4153 del 30 ottobre 2006 è stato istituito presso il Parco naturale delle Alpi marittime il Centro per la Gestione e e la Conservazione Grandi Carnivori, a cui confluiscono i dati raccolti su tutto il territorio regionale, questi sono archiviati in un unico database regionale e successivamente elaborati dai ricercatori del Progetto. Il Centro è il riferimento per la Regione Piemonte per le problematiche connesse alla presenza sul territorio regionale dei grandi carnivori; coordina e organizza per conto della Regione Piemonte tutta l’attività del Progetto Il Lupo in Piemonte ed eventuali altri specifici progetti di ricerca affidati; è addetto alla formazione del personale del network operativo sul territorio; gestisce i rapporti con le comunità d’interesse e garantisce un’adeguata informazione per controllare le problematiche connesse con la presenza di grandi carnivori.

Il Progetto dal 1999 ad oggi si è pertanto gradualmente modificato per adattarsi all’evoluzione della situazione del lupo nella Regione e allo sviluppo dell’esperienza e della capacità dei tecnici e delle amministrazioni coinvolte. La struttura generale del Progetto si è evoluta da una prima fase, dove l’emergenza conseguente all’arrivo del lupo nella Regione è stata affrontata costruendo rapidamente un gruppo di lavoro in grado di coprire le diverse tipologie di competenze necessarie per le attività connesse con la ricerca, il monitoraggio, la gestione dei danni alla zootecnia e la comunicazione; ad una seconda fase, dove il ritorno del lupo, ormai documentato in forma stabile, ha richiesto il consolidamento di una “rete” di operatori e di amministrazioni pubbliche e non, che coadiuvano il lavoro dei ricercatori del Progetto Il Lupo in Piemonte, per monitorare la specie a livello regionale.

La fase conclusa nell’aprile 2007, ha visto, come da programma, la valorizzazione delle conoscenze e delle esperienze acquisite negli anni dagli operatori delle diverse amministrazioni pubbliche e l’organizzazione ed il consolidamento di una rete stabile di questi operatori per il monitoraggio del lupo e dei danni ai domestici su tutto il territorio regionale. Il lavoro di impostazione e di sperimentazione di tecniche, di formazione del personale, di strutturazione della rete di collaboratori e di istituzioni su tutto il territorio regionale è stato di primaria importanza per il rilevamento della presenza del lupo e della gestione delle sue interazioni con l’uomo.

Oggi, questa rete di persone competenti, costruita con anni di lavoro e grazie alle risorse stanziate dalla Regione Piemonte, è un bene prezioso che è importante non perdere, ma piuttosto coordinare e migliorare, e che può essere utilizzato anche per attività similari che richiedano analoga preparazione e competenza. In particolare, appare ovvia l’utilizzazione della stessa rete per l’instaurazione di un monitoraggio permanente della presenza della lince (anche se per ora documentata solo da avvistamenti sporadici e non verificati) sull’arco alpino piemontese e degli eventuali conflitti con la zootecnia causati da questa specie.

Il Progetto è articolato in 4 sezioni principali: monitoraggio del lupo sul territorio regionale; monitoraggio dei danni sui domestici, attività di prevenzione e gestione sostenibile; attività di ricerca volte alla migliore gestione della specie; comunicazione.

L’attività di monitoraggio è stato strutturata per garantire una sistematica e completa raccolta, catalogazione e razionalizzazione delle informazioni inerenti la presenza del lupo e le sue interazioni con animali domestici e selvatici, condizione essenziale per gestire in maniera accurata ma flessibile la dinamica evolutiva della popolazione.

Autori della Rapporto 2007:
Francesca Marucco – coordinatore tecnico-scientifico del Progetto Lupo - Regione Piemonte; Elisa Avanzinelli, ricercatore responsabile delle attività di monitoraggio del lupo in Provincia di Torino; Luca Orlando –veterinario responsabile delle attività di monitoraggio dei danni ai domestici e delle attività di prevenzione nelle Province di Cuneo e Alessandria; Silvia Dalmasso – veterinario responsabile delle attività di monitoraggio dei danni ai domestici e delle attività di prevenzione nelle Province di Torino e del Verbano-Cusio-Ossola; Alessandra Tropini – veterinario mediatore del Progetto Lupo - Regione Piemonte.


Piemonte Parchi
Servizio a cura del Settore Pianificazione e Gestione Aree naturali protette
e-mail:
parchi@regione.piemonte.it

Regione Piemonte Home Page