Il ritorno del lupo
 

LA RICERCA

Bilancio del primo anno di attività

Indagini d'opinione

I Parchi del Piemonte > il Ritorno del Lupo > Progetto Interregionale II Italia-Francia 94-99
Bilancio del primo anno di attività
di Luigi Boitani
Il progetto Interreg "Mai gridare al lupo", di durata triennale e iniziato nei primi mesi del 1999, è ora nel pieno del suo svolgimento e tutte le attività previste dal programma sono state attivate. Si tratta di un complesso di ricerche e interventi di gestione che investe quasi tutti gli aspetti della presenza del lupo nella Regione Piemonte. La parte più corposa delle attività è naturalmente legata alla ricerca e al monitoraggio della presenza della specie nella Regione poiché queste informazioni sono la base essenziale per costruire qualsiasi programma di azioni di tutela del lupo e di protezione delle attività economiche degli allevatori. La componente della ricerca ha essenzialmente quattro obiettivi: la conoscenza della distribuzione del lupo e della sua consistenza numerica, la valutazione delle relazioni con le popolazioni di ungulati selvatici e con il bestiame domestico. Il territorio regionale è stato diviso in due grandi ambiti di studio che corrispondono alle province di Cuneo e di Torino. Su queste aree si sono sviluppate le reti di raccolta dei dati sul campo che hanno visto uno spiegamento notevole di uomini distribuito in maniera omogenea in tutte le stagioni. Naturalmente la stagione invernale è quella che ha prodotto i frutti migliori per la possibilità di seguire le tracce sulla neve anche su lunghissimi percorsi (fino ad oltre 20 km in una stessa sessione di tracciatura in Val Pesio). Lo sforzo di ricerca è stato modulato sul territorio in relazione alla aspettativa di trovare segni di presenza del lupo: in Val Pesio, dove si sta seguendo in maniera intensiva un branco di lupi, vengono coperti un totale di 314 Km di percorsi ogni mese, mentre in Provincia di Torino vengono coperti ben 57 percorsi ogni mese. La tecnica del wolf-howling è stata impiegata essenzialmente in estate per verificare l'avvenuta riproduzione dei branchi individuati ma non ha dato uguali risultati positivi nelle diverse zone. Risposte positive vi sono state in Val Pesio e in Valle Stura solamente. Un potente strumento di indagine è stata l'analisi genetica degli escrementi ritrovati lungo i percorsi invernali ed estivi. In totale sono stati finora ritrovati oltre 450 escrementi e molti sono stati inviati all'Istituto Nazionale della Fauna Selvatica di Ozzano Emilia per le analisi genetiche: da queste si è avuta la conferma della attribuzione al lupo e, in molti casi, anche la determinazione del sesso dell'animale che li aveva lasciati. L'INFS ha anche quasi ultimato di mettere a punto una tecnica per il riconoscimento individuale degli animali che hanno lasciato gli escrementi e questo, nel prossimo anno, permetterà una migliore stima della popolazione in esame.
Allo stato attuale delle conoscenze, la stima del numero totale di lupi in Piemonte è di circa 20 individui che, in molte occasioni condividono territori distribuiti tra l'Italia e la Francia. Si tratta di non più di 3-4 branchi con territori di dimensioni analoghe a quanto già conosciuto per il resto d'Italia, circa 200 Km2. La tracciatura su neve ha permesso di confermare che diversi esemplari di lupo attraversano la frontiera italo-francese percorrendo anche in pieno inverno i passi e i valloni di maggiore altitudine. Questa informazione rinforza la necessità di programmare la gestione del lupo nelle Alpi in piena sintonia e coordinamento tra Italia e Francia.
Accanto alle attività di ricerca sulla presenza del lupo, il progetto Interreg si è impegnato nello svolgimento di un articolato programma di attività di informazione ed educazione: una indagine specifica ha permesso di definire con maggiore chiarezza i termini della percezione che diverse fasce di pubblico hanno del lupo. E una serie di materiali informativi è stata messa a punto e distribuita in tutta la Regione.
Inoltre, il progetto sta svolgendo uno studio sulla conduzione degli alpeggi e delle greggi su tutto l'aro alpino piemontese al fine di definire meglio le situazioni di debolezza specifica del sistema nei confronti del ritorno del predatore.
Tutte le informazioni raccolte vengono sistematicamente inserite in una banca dati centralizzata e dotata di un sistema informativo geografico per tutte le successive analisi delle dinamiche geografiche dei fenomeni studiati. Al termine del progetto, nel 2001, sarà possibile quindi compiere una sintesi che accompagnerà le analoghe attività realizzate in Francia.
Obiettivo finale del progetto è la messa in atto di un programma di gestione del lupo al fine di mantenere sia una popolazione vitale di lupi che un sano sviluppo economico legato alle attività zootecniche e turistiche. Per questo motivo, il progetto ha già cominciato una intensa collaborazione con le autorità francesi e svizzere per giungere ad un piano di azione comune del lupo sulle Alpi Occidentali: nonostante le frontiere, è ovvio che si tratta di una sola popolazione biologica che sopravvive e si sta espandendo grazie alla qualità degli ambienti che incontra e al fatto di essere completamente interconnessa. E' molto probabile che questa popolazione continuerà la sua crescita numerica e di nuove aree colonizzate: in futuro, qualora essa raggiunga livelli di sicurezza dal punto di vista conservazionista, potrà essere gestita in maniera più efficace e attiva, ma solo se sarà soggetta ad una stessa politica di conservazione da parte di tutte e tre le nazioni confinanti.

Servizio a cura del Settore Pianificazione e Gestione Aree naturali protette
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