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Partito nel gennaio 2000, il progetto triennale di ricerca
intensiva sul nucleo di lupi presente nel territorio del Parco
Regionale del Gran Bosco di Salbertrand si pone come approfondimento
locale della ricerca a livello provinciale prevista dal Programma
Interreg II.
Tale progetto, che interessa il territorio di nove comuni
dell'Alta Val Susa e Val Chisone (Salbertrand, Oulx, Sauze
d'Oulx, Exilles, Chiomonte, Pragelato, Usseaux, Gravere e
Bardonecchia), si avvia al completamento del secondo anno
di ricerca e prosegue con un monitoraggio mensile su 28 transetti
per individuare tutti i possibili segni di presenza del lupo:
escrementi, impronte, urine e resti di predazione. In particolare
gli escrementi vengono raccolti per lo studio della dieta
del predatore.
Le tecniche del wolf-howling, in estate, e dello snow-tracking,
in inverno, vengono utilizzate per valutare la consistenza
numerica dei branchi presenti e verificarne la produzione
annuale di una cucciolata.
Il progetto prevede anche valutazioni di impatto della predazione
sia sulle densità di ungulati selvatici sia sulle attività
zootecniche locali.
Allo stato attuale i risultati conseguiti ci permettono di
formulare una serie di conclusioni sulla situazione nell'area
di studio.
Innanzitutto si è individuata la presenza di due nuclei
distinti: il primo che occupa un'ampia fascia compresa tra
la Val di Susa e la Val Chisone ed un secondo in una zona
prossima al confine francese, tra i comuni di Salbertrand
e Bardonecchia.
Per quanto riguarda la composizione dei branchi, nell'inverno
'99-'00, con la tecnica dello snow-tracking si è stimata
la presenza, nel primo branco, di almeno 4 membri, mentre
nell'inverno successivo il rilevamento di piste su neve ha
fornito una stima di 4-6 individui.
Nel secondo branco il numero minimo di individui rilevati
è risultato di 2-3 individui in entrambe gli anni di
studio.
Durante il periodo autunno-inverno il branco del Gran Bosco
ha concentrato maggiormente le sue attività in una
zona nel cuore del Parco omonimo, a quote medio-basse, mentre
nel periodo primavera-estate tendeva ad occupare zone più
a est lungo la dorsale, come si deduce dal numero di segni
di presenza rinvenuti.
Nell'area occupata a lungo dal secondo branco sono stati rinvenuti
segni di presenza solo nei periodi inverno-inizio estate.
È da ritenere che, nel periodo estivo-autunnale l'attività
del branco si sia spostata in altre zone.
La netta differenza tra le due stagioni invernali, con un
inverno '00-'01 più rigido, ha influito non solo sul
rilevamento di segni di presenza, ma anche su alcuni comportamenti
dei branchi, soprattutto di uso del territorio.
Il censimento estivo al wolf-howling non ha sortito gli effetti
sperati, ma, nel primo anno di questo studio ripetuti avvistamenti
hanno testimoniato l'avvenuta riproduzione della coppia alfa
e la nascita di almeno 3 cuccioli nell'area del Gran Bosco.
Dall'analisi di 464 escrementi raccolti nel periodo gennaio'00-settembre'01
abbiamo valutato le abitudini alimentari di questi branchi:
entrambi si sono basati prevalentemente su ungulati selvatici,
tra i quali i più utilizzati sono risultati i cervidi
ed il camoscio. Animali domestici, marmotta, lepre, microroditori
ed elementi vegetali hanno rappresentato categorie alimentari
secondarie.
Per ciò che concerne i danni sulla zootecnia, sono
stati annotati gli attacchi apportati da "grossi canidi"
nell'area di studio. Nei casi documentati si è cercato
di effettuare un'accurata valutazione critica per attribuirne
la paternità al lupo o al cane. Da rilevare, infine,
l'attenzione rivolta dagli enti coinvolti nel progetto verso
l'adozione di misure adeguate di prevenzione: ai proprietari
delle greggi più colpite da predazioni sono stati forniti,
in fase sperimentale, recinti elettrificati. L'efficacia di
tali forme di prevenzione sarà valutata nelle fasi
successive del progetto.
Ivo Bertelli, Marco Apollonio
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