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Nella provincia di Cuneo, a partire dal maggio 1999 è
stato realizzato un monitoraggio estensivo che ha interessato
le valli Gesso-Vermenagna (Parco Naturale Alpi Marittime),
Stura, Maira e Varaita. Questo studio è stato realizzato
con la collaborazione dei guardiaparco delle Alpi Marittime,
di Alessandra Tropini e di Lorenzo Manghi.
Gli obiettivi della ricerca sono stati quelli di studiare
la distribuzione e la consistenza numerica del lupo, e le
sue relazioni con le popolazioni di ungulati selvatici e quelle
di ungulati domestici. In relazione a questi obiettivi le
differenti tecniche di ricerca sono state: la tracciatura
su neve, il wolf-howling, l'analisi genetica degli escrementi
raccolti (condotta dall'I.N.F.S. di Bologna), lo studio dell'ecologia
alimentare e il monitoraggio dei danni al bestiame domestico.
La presenza del lupo è stata registrata esclusivamente
su un'area compresa tra il Colle di Tenda e il Colle della
Maddalena; nonostante un monitoraggio costante per l'intero
periodo di studio non sono stati registrati segni di presenza
stabile della specie in Val Maira e in Val Varaita.
La presenza stabile di un branco di lupi è stata rilevata
nell'alta valle Stura in una porzione di territorio compresa
tra il Colle della Lombarda e il Colle del Puriac. Sulla base
delle tracciature su neve, nell'inverno 1999-2000 si è
ottenuta una stima minima di 3 individui, mentre 4 animali
sono stati contati nell'inverno successivo (2000-2001). Complessivamente
gli spostamenti dei lupi sono stati seguiti per una lunghezza
totale di 281,6 Km, e l'area d'attività degli animali,
considerando le localizzazioni estreme delle tracce, è
risultata di 191,4 Km2. Le tracciature su neve hanno evidenziato
come l'attività del branco si estenda anche al versante
francese tuttavia in questo caso non è stato possibile
determinare con esattezza la porzione di territorio interessata.
La riproduzione del branco è stata documentata, tramite
il wolf-howling, in tutti e tre gli anni della ricerca.
La dieta del lupo (studiata su 235 escrementi), stimata con
il metodo della frequenza relativa, risulta composta per l'86,05%
da ungulati selvatici, per il 9,16% da ungulati domestici,
mentre il restante 4,79% comprende lepre, marmotta e micrommamiferi.
Tra gli ungulati selvatici la specie maggiormente rappresentata
è il camoscio (74,6%), seguito dal capriolo (20,19%),
dal muflone (3,75%), dal cinghiale (0,94%) e dal cervo (0,47%).
Questi risultati dimostrano con chiarezza come gli ungulati
selvatici costituiscano la componente principale per la dieta
del lupo mentre gli ungulati domestici hanno un'importanza
decisamente relativa. Nel territorio del Parco delle Alpi
Marittime la presenza del lupo è stata rilevata in
due zone ben distinte; nella porzione sud-orientale tra il
Vallone del Sabbione e il Vallone Gesso della Barra, e nella
porzione nord-occidentale tra la Valle Gesso della Valletta,
il Vallone del Valasco e il Vallone della Meris.
Sulla base della frequenza di ritrovamento delle tracce la
direzionalità e la lunghezza degli spostamenti seguiti
(35 e 19,9 Km rispettivamente) si ritiene che si tratti di
due branchi distinti la cui attività sarebbe principalmente
incentrata sul versante francese rispettivamente nella valle
Roya e tra le valli Vesubie-Tineé.
Le indicazioni dell'analisi genetica degli escrementi raccolti
confermano sostanzialmente quanto emerso dalle tracciature
su neve. Un nucleo di animali strettamente imparentati tra
loro è stato evidenziato nell'alta Valle Stura, mentre
altri due animali imparentati tra loro ma distinti dai precedenti,
sono stati individuati tra il Vallone del Valasco, il Vallone
della Meris e i due limitrofi valloni della Valle Stura, quello
di Rifreddo e quello della Valletta di Aisone. Al momento
l'unico escremento analizzato tra quelli raccolti nel Vallone
del Sabbione è stato riferito ad un lupo che non è
risultato imparentato con tutti gli altri sin qui individuati.
Simone Ricci
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