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Lo sforzo di ricerca effettuato è stato notevole e
si è avvalso della preziosa collaborazione di numerosi
Enti operanti sul territorio. Hanno partecipato in modo assiduo
al progetto il Servizio Tutela della Fauna e della Flora e
il Servizio Parchi Coordinamento Guardie Ecologiche Volontarie
della Provincia di Torino, il Servizio di Vigilanza Caccia
e Pesca della Provincia di Cuneo, i Parchi Regionali del Gran
Bosco di Salbertrand, dell'Orsiera-Rocciavrè e della
Val Troncea, il Parco Fluviale del Po (tratto cuneese), il
Parco Nazionale del Gran Paradiso, il Consorzio Forestale
Alta Valle di Susa, il Corpo Forestale dello Stato e l'Azienda
Faunistico-Venatoria dell'Albergian. Grazie a questa collaborazione,
si è venuto a formare un corpo di agenti che operano
giornalmente sul territorio, qualificato ed esperto. Complessivamente
sono stati eseguiti 7225 km di sopralluoghi, effettuati nel
corso di 1035 uscite; 603 serie di ululati sono stati emessi
i censimenti estivi con il wolf-howling per un totale di 114
notti/equipaggio e 11 uscite simultanee di snow-tracking sono
state realizzate da diversi equipaggi dopo le nevicate invernali.
Tutto ciò ha permesso di ottenere un quadro soddisfacente
della distribuzione e della consistenza numerica della popolazione
di lupo in Provincia di Torino e Valle Po.
Solo la Val di Susa e la Val Chisone ospitano in modo stabile
alcuni lupi; il resto dell'area di studio è interessato
solo in modo marginale: qui i segni di presenza rilevati sono
pochi e sporadici, si può soltanto ipotizzare una presenza
saltuaria di qualche individuo in dispersione, proveniente
da zone limitrofe. Questo è probabilmente il caso della
Val Pellice, che confina col Parco del Queyras, dove sono
presenti stabilmente alcuni lupi.
Nelle valli di Susa e Chisone, compresi i valloni laterali
sono state individuate tre aree maggiormente utilizzate dai
lupi: quella che copre tutta la dorsale fra le due valli (Dorsale),
quella che si estende dal vallone di Rochemolles al Colle
dello Chaberton (Bardonecchia), ed infine quella che comprende
la Val Troncea, i valloni laterali della Val Germanasca, e
il versante destro della Val Chisone fra la Val Troncea ed
il Vallone del Bourcet (Val Troncea).
Le prime due aree, in base ai dati raccolti sul campo, risultano
frequentate da branchi diversi. Il primo è quello della
Dorsale, di più vecchia formazione; si riproduce annualmente
in questa zona dal 1997 (studio per la Provincia di Torino
1997-1999 effettuato dall'Università di Pisa) e si
muove su un'area di circa 250 km². Questo branco è
risultato composto mediamente nei vari anni da circa 5-6 individui.
Per l'altro gruppo, quello di Bardonecchia, si può
far risalire la formazione alla primavera del 1999; la presenza
di cuccioli non è stata finora documentata. E' stata
stimata un'area minima utilizzata di 142 km² circa, ma
dai dati forniti dai colleghi francesi, sembrerebbe che questi
individui sconfinino spesso in Francia in cerca di cibo.
La terza area, dove si è registrata una concentrazione
di segni di presenza del predatore, è quella della
Val Troncea. Qui i dati a nostra disposizione non consentono
di attribuire in modo univoco i ritrovamenti effettuati ad
individui stabilmente presenti in questa zona. Probabilmente
si tratta di una porzione di territorio che, per le sue caratteristiche
ambientali (abbondanza di prede, basso disturbo antropico)
è di frequente meta degli spostamenti effettuati da
individui erranti o in dispersione, che però non risultano
aver ancora costituito un'unità sociale a se stante.
Paola Bertotto, Ivo Bertelli, Marco Apollonio
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