Rutile
CLASSE MINERALOGICA
Ossido
GRUPPO
Dimetrico
ABITO
prismatico allungato (spesso in geminati) con le facce molto striate; comuni le forme aciculari o filamentose, incluse nel cristallo di rocca (dette sagenite); qualche volta si trova in forma massiccia o in grani isolati
DUREZZA
6
PESO SPECIFICO
4.3
INDICE DI RIFRAZIONE
nw=2,62; ne=2,90 (birifrangente)
COLORE
nero (varietà nigrina), bruno-rossastro nei cristalli più grandi; varie tonalità di giallo nei cristalli più sottili e come inclusione. Senza impurezze il rutilo sarebbe incolore
LUCENTEZZA
da adamantina a submetallica
TRASPARENZA
traslucido (raramente trasparente) nei cristalli più sottili, opaco nei più grandi
SFALDATURA
distinta secondo le due direzioni del prisma, abbastanza distinta lungo la direzione basale
FRATTURA
da concoide ad irregolare
GENESI
si forma principalmente negli ambienti metamorfici e pegmatitici, è abbondante negli scisti cristallini, nelle sieniti, dioriti, in filoni quarziferi, gneiss e micascisti; è possibile trovare rutilo anche in depositi alluvionali
GIACIMENTI
Minas Gerais (Brasile), Arkansas (USA),varie località africane; in Europa è molto diffuso sulle Alpi, Norvegia e Russia (Urali)
CENNI STORICI
il nome deriva dal latino rutilus, rosseggiante e fu proposto nel 1820 dal mineralogista Werner. Fino al 1795, quando Klaproth ne scoprì la composizione, veniva confuso con la tormalina; nell'antichità con questi aghetti filiformi si facevano collane ed anelli che venivano chiamati "capelli di Venere" o "frecce d'amore". Dal 1942 è iniziata la produzione di rutilo sintetico.
Vincenzo - 1H - S.M.S. C. Nigra